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SARS - Sindrome Acuta Severa Respiratoria

A cura di Fabio Raja

Breve storia

11 Febbraio 2003
L'Organizzazione Mondiale della Sanità riceve dal Governo Cinese la segnalazione che nella Provincia di Guangdong, Cina meridionale, si è manifestato un focolaio epidemico di polmonite, che ha colpito 305 persone, tra cui  100 medici ed infermieri, ed è stata fatale in cinque casi.
21 Febbraio 2003
Il Professor Guangzhou, 64 anni, nefrologo presso l'Università di Zhongshan, nella Provincia di Guangdong, prende alloggio nella stanza 911, al nono piano dell'hotel Metropole di Hong Kong. Il Professor Guangzhou non sa d'aver contratto in patria la nuova forma di polmonite.
26 Febbraio 2003
Cinque giorni dopo l'arrivo del Professor Guangzhou a Hong Kong, altri casi sono segnalati a Hanoi, Singapore, Hong Kong e Toronto. Sono sedici, complessivamente, gli individui colpiti: tutti ospiti o visitatori del nono piano dell'Hotel Metropole. Da questo momento, si moltiplicano i casi di polmonite che colpiscono i parenti dei contagiati di Hong Kong ed il personale sanitario che li ha avuti in cura presso il French Hospital di Hanoi, General Hospital e Tan Tock Seng Hospital di Singapore, Scarbouough Grace Hospital di Toronto, Prince of Wales Hospital e Princess Margaret Hospital di Hong Kong.
12 Marzo 2003
L'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l'allarme su scala planetaria e la nuova infezione,  chiamata SARS, comincia a propagarsi, in Asia e attraverso le rotte aeree intercontinentali, in Europa e Nord America.
5 Marzo 2003
Il dottor Carlo Urbani, 47 anni, marchigiano, esperto infettivologo, che per conto dell'OMS è riuscito ad identificare, per primo, il virus della SARS, muore a Bangkok per aver contratto, durante i suoi studi, la malattia.
5 Luglio 2003
L'OMS comunica che la diffusione della malattia è  interrotta poiché da oltre 14 giorni non ci sono nuovi casi. Il mondo tira un sospiro di sollievo, ma il livello d'attenzione delle autorità sanitarie mondiali non si abbassa perché si teme che, con l'inverno, la malattia torni a manifestarsi e, ancor più, preoccupa la possibilità che i molti casi d'influenza che si verificano, in forma epidemica e generalmente benigna nella stagione fredda, siano scambiati per SARS, causando falsi allarmi che potrebbero mettere in crisi le strutture sanitarie di molti paesi.

La malattia

La SARS, che vuol dire sindrome acuta severa respiratoria, è una malattia infettiva che tende a diffondersi ed è provocata da un nuovo virus.
I virus sono microrganismi che a differenza dei batteri si riproducono solo dentro le cellule viventi e sono resistenti agli antibiotici.

Purtroppo, ad oggi,  non abbiamo per le malattie virali, cure la cui efficacia è paragonabile a quella degli antibiotici verso i batteri.
L'unica difesa è cercare d'evitare il contagio o vaccinarsi. I vaccini hanno permesso all'umanità di debellare molte malattie virali, come la poliomielite, ma per altre, ed è il caso della SARS, i ricercatori non sono ancora riusciti a fabbricarne d'efficaci.
Molte malattie virali, fortunatamente, guariscono spontaneamente, o per meglio dire sono sconfitte dalle difese immunitarie dell'organismo, come avviene per la gran maggioranza dei casi d'influenza e per molte malattie dei bambini,  come il morbillo e la rosolia.

Senza vaccini  e  farmaci efficaci contro i virus, l'unica arma per contrastare la  SARS, è quella d'evitare il contagio, mentre le autorità sanitarie internazionali  fanno di tutto per individuare con tempestività i nuovi casi, bloccare la trasmissione e ridurre le possibilità di una successiva diffusione della malattia.

Come si propaga

La SARS si propaga per stretto contatto tra  persona sana e quella infetta che, tossendo o starnutendo, emette microscopiche goccioline di saliva contenenti il virus. Il malato diventa contagioso, in grado in pratica di spargere il virus nell'ambiente, quando ha la febbre o i disturbi respiratori.
E' probabile, inoltre, che sia possibile essere contagiati toccandosi occhi, naso e bocca, con le mani con cui abbiamo in precedenza toccato oggetti contaminati dalle goccioline di saliva contenenti il virus.
Si è pensato anche ad una trasmissione attraverso insetti o fognature, che tuttavia per ora, non è provata. Allo stesso modo, non c'è alcuna prova che oggetti, merci, prodotti alimentari ed animali d'importazione, provenienti paesi in cui si sono verificati casi di SARS, trasmettano l'infezione.

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Prevenzione

Invitare, perciò, le persone che ci stanno intorno, a coprirsi naso e bocca con un fazzoletto quando tossiscono e starnutiscono è espediente di prevenzione semplice ed efficace, come  lavarsi frequentemente le mani con abbondante acqua e sapone, o strofinarle con salviette medicate se non c'è acqua e, in ogni caso, evitare di toccarsi bocca, naso ed occhi con mani non pulite.

L'uso di mascherine, come quelle che i chirurghi indossano durante gli interventi, è assolutamente inutile per proteggere la popolazione normale in paesi come l'Italia che non sono stati interessati dall'epidemia. Sono utili se indossate dal malato nell'attesa d'essere visitato o trasportato in ospedale. Il personale addetto alla cura, che è ad alto rischio d'essere contagiato, indossa invece, maschere speciali molto protettive.

Non è dimostrato che persone debilitate, malati cronici ed anziani abbiano maggior rischio d'ammalare, anzi, in molti casi, sono stati colpiti individui giovani ed in buona salute.

Lo sviluppo della malattia

Il periodo d'incubazione, in altre parole l'intervallo che va dal momento dell'incontro con il virus a quello in cui si manifestano i primi malesseri, varia da due a sette giorni, ma in alcuni casi è arrivato sino a dieci giorni.

La malattia comincia, abitualmente, come una comune influenza: febbre elevata, di solito sopra i 38°C, brividi di freddo, mal di testa, sensazione di malessere generale, dolori diffusi, talvolta diarrea, stato confusionale e lievi difficoltà a respirare.
Nei giorni successivi i disturbi si aggravano e i pazienti che hanno contratto la SARS lamentano tosse secca, senza catarro, e respiro corto. L'infiammazione polmonare può, poi, peggiorare sino al punto che i polmoni non sono più in grado di ossigenare il sangue come si deve e, perciò, il malato deve essere aiutato a respirare con una macchina.

Ad oggi non sono stati segnalati nuovi casi di SARS e  solo se dovessero scoppiare nuovi focolai epidemici, probabilmente a partire dall'estremo Oriente, sarà opportuno prendere le precauzioni che ci permettono d'evitare il contagio.
Nelle fasi iniziali è molto difficile distinguere l'infezione da SARS da altre polmoniti virali,  si deve, perciò, sospettare la malattia  solo se il malato è stato, negli ultimi giorni, in un paese  in cui ci sono stati recenti casi di SARS o ha avuto stretti contatti con persone provenienti da queste aree.
In ogni caso, è utile sapere come  prevenire il contagio  e comportarsi nel caso in cui si sospettasse d'averlo contratto.

Cosa fare se si deve andare in Cina od in un paese in cui ci sono stati casi di SARS?

  • In primo luogo è opportuno rivolgersi al proprio medico per avere informazioni e consigli utili.
  • E' raccomandabile portare con se, sapone, disinfettante, mascherine protettive ed un termometro.
  • Giunti sul posto occorre stare attenti, lavarsi spesso le mani ed evitare luoghi chiusi ed affollati.
  • Chi torna da un paese a rischio, farà bene a tenere d'occhio per alcuni giorni lo stato della sua salute e rivolgersi al proprio medico qualora avverta  sintomi sospetti.
  • Il contatto con il proprio medico deve avvenire per telefono, in modo da evitare che il paziente, sostando con altre persone in sala d'attesa, possa propagare il virus.
  • Il medico, secondo cosa gli dirà il paziente per telefono, lo riceverà in ambulatorio, evitando l'attesa con altre persone, o se il caso è molto sospetto, lo invierà senz'altro presso il Reparto Ospedaliero di malattie infettive più vicino.
  • In ogni caso, il paziente non deve, mai, presentarsi spontaneamente presso un Pronto Soccorso, né dal medico, senza averlo prima avvertito per telefono e allo stesso modo, le autorità sanitarie sconsigliano i medici di eseguire visite domiciliari a pazienti molto sospetti d'essere stati contagiati.

Nell'occasione di quest'epidemia, le organizzazioni sanitarie internazionali hanno dato buona prova della loro efficienza, riuscendo prima, a limitare il contagio,  poi a bloccare la diffusione della malattia.
Nel frattempo, le autorità sanitarie italiane, così come le organizzazioni dei Medici, si sono organizzate per affrontare, nel modo migliore e senza ingiustificati allarmi, il periodo invernale.

Perciò chi non è stato in posti in cui si sono verificati casi di SARS né ha avuto contatti con persone provenienti da tali paesi, avrà ben poco da temere e dovrà rivolgersi con tranquillità al proprio medico senza creare inutili allarmi: se ha disturbi di tipo influenzale è evidente che è solo una banale influenza.

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