IL FARMACO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
FARMACI
Medici di famiglia, dirigenti medici, farmacisti del Servizio Sanitario Nazionale:
tutti insieme questi operatori sanitari parteciperanno a corsi di formazione promossi
dalla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale - www.fimmg.it) per conoscere
bene i farmaci e soprattutto per gestirli in modo corretto. La conoscenza a livello
terapeutico dovrà essere “calata” nel contesto della spesa pubblica: è questa
di per sé l’idea rivoluzionaria che si sta facendo strada in questo periodo in
cui viene messa in atto una nuova strategia per contrastare un’errata politica
del farmaco quale è stata quella attuata dal SSN per diversi anni in nome della
limitatezza delle risorse. Tutti gli operatori andranno quindi a scuola “ del
farmaco” per “imparare” l’appropriatezza delle cure.
Il farmaco giusto al momento giusto: ecco come i medici di famiglia, alleati
con le Asl cambiano la strategia della terapia
Una vera e propria rivoluzione. La strategia della terapia sta cambiando a vantaggio
del paziente, che viene curato meglio e in modo più appropriato con grande vantaggio
per il Sistema Sanitario Nazionale. Il nuovo modello sarà estensibile a tutte
le patologie, condiviso dai medici di base e delle Asl e farà risparmiare allo
Stato circa 3 miliardi l’anno soprattutto per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.
Obiettivo del progetto sarà l’appropriatezza terapeutica e quindi il farmaco giusto
al paziente giusto, nel momento opportuno. Molto spesso il medico di famiglia
non viene messo nella condizione di fare una valutazione globale del paziente,
proprio perché non ha la possibilità di seguire costantemente l’evoluzione di
tutto il percorso della terapia da lui prescritta. Ciò a tutto svantaggio della
prevenzione e conservazione dello stato di salute. Il ruolo del medico quasi sempre
è limitato al momento della prescrizione: da oggi invece il farmaco e l’autonomia
nel prescriverlo, non verranno valutati solo in termini di costi, ma per i vantaggi
che produrranno sul benessere dei cittadini e anche sulla diminuzione dei decessi
e dei ricoveri.
L’importanza dell’appropriatezza terapeutica
Ecco l’importanza del nuovo ruolo del medico di famiglia: deve essere messo in
condizione (pur tenendo presenti le scarse risorse) di poter scegliere il farmaco
giusto, soprattutto se più costoso, quello che egli ritiene più appropriato, più
innovativo e più efficace per il paziente. Anche se il farmaco costerà di più,
successivamente verrà evitata una spesa in termini di ospedalizzazione, invalidità,
perdita di lavoro e decessi. Questo discorso potrà funzionare nel momento in cui
ci sarà la consapevolezza da parte dei medici di base, che proprio quel “tipo”
di farmaco sia necessario al paziente per effettivo e reale bisogno e per evitare
gravi possibili complicanze. I farmaci meno costosi, invece, prescritti ai pazienti
meno bisognosi, potranno venire in aiuto alla crescente necessità di contenimento
dei costi di ogni Azienda Sanitaria.
I numeri del risparmio
Un’indagine effettuata da un gruppo di medici ed economisti, dimostra che con
l’aumento delle malattie cardiovascolari che in Italia rappresentano il 41,3%
delle morti, (il peso economico per queste malattie è pari a 21,8 miliardi di
euro, 23% del Fondo Sanitario Nazionale) l’appropriatezza del farmaco per le persone
che soffrono di questa patologia, sarebbe molto importante per la riduzione dei
costi delle ospedalizzazioni, garantendo al paziente un trattamento “ad hoc” per
la cura della malattia. Dal punto di vista economico, il risparmio potenziale
viene ottenuto moltiplicando i costi diretti e indiretti delle patologie cardiovascolari
per il numero di eventi potenzialmente evitabili attraverso la terapia farmacologica.
I vantaggi sarebbero già visibili a breve termine tanto che nel 2010 si potrebbe
già parlare di notevolissimo risparmio.
Come arginare la spesa sanitaria delle malattie cardiovascolari quali ictus e
infarto, prima causa di morte in Italia
Le malattie cardiovascolari rappresentano la maggiore incidenza sulla salute
dei pazienti e di conseguenza, le terapie ad esse collegate, hanno un peso economico
non indifferente. Ma non curare questi pazienti a grave rischio di salute negli
anni, comporta sicuramente una ulteriore notevole spesa in termini di decessi,
d’invalidità, assenze dal lavoro e recidive della malattia con ulteriori nuovi
ricoveri. Per non parlare poi dell’impegno notevole che oltre al paziente, la
famiglia deve assumere per assisterlo. Ecco perché diventa importante curare le
persone malate, con il farmaco “giusto al momento giusto” e se i medico interviene
in modo corretto, i rischi vengono notevolmente ridotti e si attua, automaticamente,
una “corretta” prevenzione.
I numeri delle malattie cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia una vera e propria emergenza,
sia perché sono la prima causa di morte, sia perché comportano una notevole spesa
sanitaria. L’onere economico relativo ai ricoveri ospedalieri per infarto miocardico
acuto, è veramente pesante. Gli ultimi dati disponibili, divulgati dal Ministero
della Salute, risalgono al 2005 ed evidenziano che i ricoveri ospedalieri, per
questo tipo di patologia, sono stati 123.570 di cui 79.725 uomini, ed hanno comportato
una degenza media di 821 giorni.
I medici di base “a scuola” di appropriatezza farmaceutica
I medici di famiglia e gli operatori sanitari verranno “formati” per alleviare
e curare i pazienti senza “danneggiare” troppo le casse dello stato, nel rispetto
delle risorse. Ciò sarà possibile solo attraverso l’acquisizione di approfondite
conoscenze. A quali risultati porterà questa nuova strategia? Sicuramente a scelte
terapeutiche personalizzate e quindi più efficaci, all’utilizzo di una vasta gamma
di farmaci messi a disposizione dalla ricerca scientifica, razionalizzando al
massimo “la risorsa del farmaco” secondo le esigenze cliniche. I nuovi corsi saranno
a carattere nazionale, si tratterà di un vero e proprio master che fornirà ai
partecipanti un’approfondita conoscenza della patologia e della sua gravità, correlata
all’individuazione del “farmaco giusto”, contenendone i costi. Il master avrà
quindi il compito di “insegnare” l’appropriatezza e cioè il farmaco giusto al
paziente giusto, nel momento giusto, tenendo presente però anche la realtà economica
del paese.
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