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L’UFFICIO COME AMBIENTE DI LAVORO

A cura di Renzo Zonca

In questo testo si prendono in considerazione, come “luoghi di lavoro”, gli uffici in particolare e il terziario in generale. Per quanto si tratti di luoghi di lavoro sicuramente meno pericolosi di un cantiere edile o del reparto produttivo di un’azienda meccanica, anche gli uffici presentano non pochi rischi, a volte lievi, altre volte rilevanti ma sempre da non sottovalutare. Inciampare in un cassetto lasciato aperto o in un groviglio di cavi, cadere dalle scale o da una sedia usata come sgabello, soffrire di contratture muscolari e dolori alla schiena a causa di una scorretta posizione al videoterminale, bruciori agli occhi, irritabilità e stress, “prendere una scossa elettrica” per apparecchi elettrici difettosi, e moltissimo altro ancora.

In pratica, il 60 per cento degli infortuni negli uffici è addebitabile a “cadute, scivolamenti, urti e impatti di vario genere”, come bene evidenziato nel grafico seguente, elaborato in Svizzera dalla SUVA, ovvero un’azienda autonoma di diritto pubblico che di occupa di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.



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I rischi tipici degli uffici sono riconducibili, in estrema sintesi, ai seguenti macrofattori:
• edifici, ambienti di lavoro e microclima;
• postazioni di lavoro e apparecchiature utilizzate;
• fattori personali, comportamentali e psico-fisici;
• organizzazione del lavoro.

Nelle tabelle seguenti, si passa ora ad esplicitare questi “fattori di rischio”.


Macrofattore: edifici, ambienti di lavoro e microclima

Situazione di rischioEsempi concreti di pericoli
Pavimenti con possibilità d’inciampo e cadutaGroviglio di cavi, sporgenze, irregolarità, gradini…
Pavimenti con possibilità di scivolamento e cadutaSuperfici bagnate, oleose, ghiacciate, in fase di pulizia…
Porte, porte a vetri e vetrate poco visibiliUrti accidentali, sfondamento…
Vie di fuga e uscite di emergenza parzialmente o totalmente ostruite o bloccateGravissimi pericoli in situazioni che richiedono un’immediata evacuazione degli uffici: terremoti, incendi…
Scale con possibilità di caduta, per scivolamento o inciampoIl pericolo è insito nelle scale stesse, aggravato da irregolarità superficiali, superfici bagnate o ghiacciate, assenza di corrimano, eccessiva pendenza…
Presenza di operazioni di pulizia e/o di manutenzioneDelimitazione e segnalazione delle zone coinvolte, predisposizione di percorsi alternativi e/o protetti…
Visibilità ridottaScarsa illuminazione interna e/o esterna, in grado di aggravare tutte le situazioni di pericolo precedenti.
Microclima dei locali non adeguato:
• aerazione
• climatizzazione
• riscaldamento
• correnti d’aria
Diminuzione del “senso di benessere” con calo del rendimento lavorativo.
Maggiore predisposizione a patologie respiratorie, infiammatorie, influenzali, reumatiche…
Illuminazione (naturale e artificiale) non adeguataDiminuzione del “senso di benessere” con calo del rendimento lavorativo. Eccessivo sforzo oculare, con possibili problemi infiammatori e d’affaticamento

In linea generale, edifici nuovi o comunque recenti dovrebbero ridurre le situazioni di rischio. Viceversa, edifici storici o costruiti per altri usi (ad esempio, edifici residenziali adibiti a uffici) potrebbero presentare problematiche non lievi.


In alcuni casi, i fattori di rischio citati possono provocare non tanto infortuni, quanto piuttosto malesseri e vere e proprie patologie, tali da causare assenze dal lavoro più o meno lunghe.


Macrofattore: postazioni di lavoro e apparecchiature utilizzate

Situazione di rischioEsempi concreti di pericoli
Postazioni di lavoro per videoterminali e computer non adeguate:
• ergonomia e postura
• illuminazione e riflessi
• assenza di pause lavorative
Diminuzione del “senso di benessere” generale con calo del rendimento lavorativo Affaticamento precoce degli occhi, con possibili problemi infiammatori Disturbi muscolo-scheletrici, in primo luogo alla schiena, spalle, nuca e braccia
Fotocopiatori e stampanti laser (specie se ad alte prestazioni) in locali non adeguatiIrritazioni delle vie respiratorie causa le emissioni di ozono e toner
Scrivanie, tavoli e sedie non adeguate:
• ergonomia e postura
• robustezza e stabilità
Diminuzione del “senso di benessere” generale con calo del rendimento lavorativo Disturbi muscolo-scheletrici di vario genere Possibilità di caduta
Ripiani, scaffali, armadi, cassettiere e simili:
• robustezza e stabilità non adeguate
• sovraccarico…
Modalità di accesso ai ripiani alti con scale o altri accessori non adeguati
Urti accidentali contro di essi Caduta di oggetti (faldoni e simili), o addirittura degli scaffali stessi Caduta durante l’accesso ai ripiani alti, con scalette o altri accessori non adeguati
Apparecchiature elettriche (di qualsiasi tipo) non adeguate, danneggiate, difettose, sottoposte a manutenzione non adeguata, utilizzate in modo non correttoElettrocuzione (scossa elettrica) di varia intensità Ustioni Principio d’incendio


Anche in questo caso, in linea generale, postazioni di lavoro nuove o comunque recenti dovrebbero ridurre le situazioni di rischio. Ciò che più conta, però, sono le modalità di utilizzo (ad esempio, non sovraccaricare gli scaffali) e un’adeguata manutenzione, specie delle apparecchiature elettriche.


In questo caso, i potenziali infortuni potrebbero anche essere di una certa gravità, e occasionalmente anche molto gravi, come nel caso di scosse elettriche.


Macrofattore: fattori personali, comportamentali e psico-fisici

Situazione di rischioEsempi concreti di pericoli
Lavoro sedentario prolungatoDiminuzione del “senso di benessere” generale con calo del rendimento lavorativo
Dolori al collo/nuca
Disturbi circolari
Affaticamento precoce
Movimentazione manuale di carichi secondo modalità non corretteDisturbi muscolo-scheletrici, in primo luogo alla schiena e alle articolazioni Lesioni causate da scivolamenti, inciampi, “passi falsi” e cadute Ferite da taglio, escoriazioni
Rumore eccessivo, odori sgradevoli e/o eccessivi, fumoSenso di malessere fisico e psicologico Stress eccessivo
Rapporti con l’utenza e la clientela, specie agli sportelli o ai “banchi accoglienza”Comportamenti aggressivi da parte dell’utenza/clientela Stress eccessivo
Lavoro “in solitudine” prolungatoStress eccessivo Impossibilità di “chiedere aiuto” in caso di necessità


Questi fattori, estremamente variabili, in genere non costituiscono un rilevante pericolo d’infortunio, mentre viceversa sono molto influenti sul senso di benessere – o di malessere – dei lavoratori.


Macrofattore: organizzazione del lavoro

Situazione di rischioEsempi concreti di pericoli
Mancato rispetto dell’orario di lavoro:
• assenza di un sistema di registrazione dell’orario
• orario irregolare
• variazioni di orario frequenti, senza (o con poco) preavviso
• straordinari eccessivi
• straordinari non pagati (o pagati in ritardo)
Diminuzione del “senso di benessere” generale e della concentrazione, con calo del rendimento lavorativo
Stress eccessivo
Aumento delle assenze
Rassegnazione, ovvero le cosiddette “dimissioni interiori”
Pause e periodi di riposo assenti o insufficientiStress eccessivo
Disturbi alla vista
Disturbi digestivi
Spossatezza
Calo del rendimento lavorativo
Mancata osservanza delle norme speciali di tutela della lavoratici gestanti:
• orario di lavoro eccessivo
• lavori manuali o comunque “pesanti”
• esposizione a sostanze potenzialmente nocive…
Ripercussioni nocive per la madre e il nascituro
Organizzazione del lavoro non adeguata:
• carichi di lavoro eccessivi
• scadenze incalzanti
• attività troppo impegnativa o viceversa poco stimolante
• interruzioni frequenti…
Stress eccessivo Disturbi organici e/o psicologici a più livelli Spossatezza Calo del rendimento lavorativo
Mobbing
Molestie psicologiche
Molestie sessuali
Stress eccessivo Deterioramento del “clima aziendale” con calo del rendimento lavorativo Aumento delle assenze
Sorveglianza dei lavoratori, con videocamere o altri dispositivi tecniciStress eccessivo Deterioramento del “clima aziendale” con calo del rendimento lavorativo


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Tutti questi fattori hanno una grandissima rilevanza ai fini della “salute” sul luogo di lavoro, in primo luogo in relazione allo
stress, che è alla base – o comunque è una concausa - di non poche patologie. Una loro oculata gestione favorirà un positivo clima aziendale, con vantaggi per i lavoratori, ma anche per la stessa azienda, in termini di maggiore rendimento lavorativo. L’importanza di questi fattori è stata recepita dallo stesso legislatore, che ha imposto alle aziende di eseguire una specifica valutazione del rischio lavorativo derivante dal cosiddetto “stress lavoro correlato”. Addirittura, secondo studi a livello europeo, una quota variabile tra il 50 e il 60 per cento delle giornate lavorative perse è imputabile allo stress.

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