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COME SI VALUTA LO STRESS SUI LUOGHI DI LAVORO?

A cura di Renzo Zonca

Tutte le aziende e imprese hanno l’obbligo di legge di valutare il rischio di stress sui luoghi di lavoro, alla pari di qualsiasi altro rischio lavorativo. Si espone di seguito la metodologia tipica di valutazione dello “stress lavoro-correlato”, proponendo anche un semplice test di autovalutazione, al fine di valutare, in modo ovviamente indicativo, se un certo luogo di lavoro sia “molto o poco” soggetto a stress.

I concetti generali

La valutazione dello stress, com’è facilmente intuibile, non è per nulla semplice. A differenza di altre patologie per avere una diagnosi non è possibile eseguire un’analisi del sangue, o qualche esame radiologico o strumentale. Lo stress, per definizione, è “aspecifico”, e sostanzialmente non quantificabile e non misurabile.

Con specifico riferimento al mondo del lavoro, la valutazione del “rischio stress” si basa sul cosiddetto “Accordo quadro europeo sullo stress nei luoghi di lavoro”, sottoscritto nel 2004, che a sua volta ha dato origine a svariate “Linee guida” nazionali e regionali, tra cui quella della Regione Lombardia: “Indirizzi generali per la valutazione e gestione del rischio stress lavorativo alla luce dell’Accordo europeo 8.10.2004”, pubblicata il 10 dicembre 2009.

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Su queste basi, sono state sviluppate svariate metodologie per eseguire la valutazione dello “stress lavoro-correlato”, anche in funzione della tipologia e della dimensione dell’azienda, ma tutte sono sostanzialmente articolate in tre fasi principali:
valutazione degli indicatori oggettivi di stress nell’azienda, solitamente tramite l’utilizzo di specifiche “liste di controllo”;
identificazione della condizione di rischio dell’azienda, suddivise nelle categorie “basso”, “medio” e “alto” e pianificazione delle eventuali azioni correttive e di miglioramento;
• qualora dalla valutazione emerga un rischio “alto”, valutazione personalizzata e soggettiva della percezione dello “stress lavoro-correlato” dei lavoratori, generalmente tramite la compilazione di questionari di percezione, o anche tramite colloqui, analizzati in modo aggregato.

La curiosità

I lavoratori più stressati

Una ricerca della University of Manchester ha cercato di definire una “classifica” delle professioni più soggette a stress, sulla base di un punteggio da 0 (minimo) a 10 (massimo).

Occupazioni maggiormente stressanti:

Minatori (8.3)
Agenti di polizia (7.7)
Agenti di custodia carceraria (7.5)
Lavoratori delle costruzioni (7.5)
Piloti di aereo (7.5)
Giornalisti (7.5)
Dentisti (7.3)
Attori (7.2)
Medici (6.8)
Operatori radiotelevisivi (6.8)
Infermieri (6.5)
Operatori cinematografici (6.5)
Vigili del fuoco (6.3)
Addetti alle ambulanze (6.3)
Musicisti (6.3)
Insegnanti (6.2)
Assistenti sociali (6.0)
Gestori del personale (6.0)
Fonte: ULSS 22 - Veneto


La valutazione dello stress nelle medie e piccole aziende
Di seguito, tra le tante esistenti, viene esposta nel dettaglio una metodologia di valutazione del rischio “stress lavoro-correlato” rivolta alle medie e piccole aziende (indicativamente con meno di 50 addetti), che rappresentano, peraltro, la stragrande maggioranza delle aziende e imprese italiane. Nello specifico, si tratta di una metodologia sviluppata dalle ULSS 20, 21 e 22 del Veneto: “Proposta di metodo per la valutazione del rischio stress lavoro correlato”, sostanzialmente basata su una serie di “check-list” tabellari, con oltre 70 “indicatori aziendali” e su un particolare sistema di “pesatura” e di calcolo.

La prima fase della metodologia, come già accennato, è costituita dalla “valutazione degli indicatori oggettivi dello stress lavorativo”, tramite l’attenta compilazione di una serie di “check-list”, raggruppate in tre “aree”:

Area INDICATORI AZIENDALI Area CONTESTO DEL LAVORO Area CONTENUTO DEL LAVORO
1. Indici Infortunistici
2. Assenteismo
3. Assenza per malattia
4. Ferie non godute
5. Rotazione del personale
6. Cessazione rapporti di lavoro/Turnover
7. Procedimenti/ Sanzioni disciplinari
8. Richieste visite mediche straordinarie
9. Segnalazioni stress lavoro
10. Istanze giudiziarie
1. Funzione e cultura organizzativa
2. Ruolo nell’ambito dell’organizzazione
3. Evoluzione della carriera
4. Autonomia decisionale – controllo del lavoro
5. Rapporti interpersonali sul lavoro
6. Interfaccia casa lavoro – conciliazione vita/lavoro
1. Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro
2. Pianificazione dei compiti
3. Carico di lavoro – ritmo di lavoro
4. Orario di lavoro

La compilazione delle varie “check-list”, e una successiva particolare procedura di “pesatura” e di calcolo, porterà a ottenere un “punteggio” finale, con il quale sarà possibile identificare la “condizione di rischio da stress” dell’azienda, secondo tre distinti livelli:

Livello di rischio Definizione
Basso L’analisi degli indicatori non evidenzia particolari condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro, si consiglia di monitorare l’organizzazione ogni due anni (in assenza di cambiamenti organizzativi). Per ogni eventuale condizione identificata in zona di rischio medio, è comunque consigliabile adottare le azioni di miglioramento evidenziate.
Medio L’analisi degli indicatori evidenzia condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro. Per ogni condizione identificata si devono adottare comunque le azioni di miglioramento mirate. Si consiglia di attuare una politica di prevenzione per lo stress al lavoro e di coinvolgere attivamente il medico competente ed i preposti. Monitoraggio annuale degli indicatori.
Alto L’analisi degli indicatori evidenzia condizioni organizzative che indicano la presenza di stress correlato al lavoro. Si deve effettuare una valutazione della percezione dello stress dei lavoratori, coinvolgendo il medico competente o altre figure specializzate. Monitoraggio delle condizioni di stress e dell’efficacia delle azioni di miglioramento.


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Sulla base delle “condizioni di rischio” rilevate, sarà quindi necessario programmare, e mettere in atto, le relative e necessarie “azioni di miglioramento”, che potranno essere di vario tipo: collettive e/o individuali, organizzative, logistiche, ambientali, organizzative etc. Tutte “azioni” che contribuiranno a prevenire, ridurre o eliminare i vari fattori di stress rilevati.

Qualora si fosse in presenza di un “livello di rischio alto”, sarà necessario – anzi, obbligatorio - approfondire la valutazione a livello “soggettivo” (questionari tra i lavoratori, colloqui individuali, riunioni etc.), differenziata caso per caso.

Un test di autovalutazione
Senza alcuna pretesa di scientificità, di seguito si propone un semplice “test di autovalutazione dello stress lavoro-correlato”, basato sugli “indicatori oggettivi dello stress lavorativo” utilizzati nella “fase di valutazione” dalla metodologia precedentemente descritta.

In pratica, l’elenco seguente è costituito da “fattori di stress”: più numerosi sono, più il luogo di lavoro ha probabilità di essere soggetto a stress. Naturalmente, si tratta di una valutazione prettamente qualitativa (il fattore di stress è presente o meno) e non quantitativa (quanto “pesa” e incide un determinato fattore?), e quindi da prendere con la massima cautela e prudenza.

Nota per la compilazione: con riferimento al luogo di lavoro, indicare se il “fattore di stress” è presente o meno, tracciando una “X” nella colonna contraddistinte dalle “faccine”. A compilazione completata, più “fattori di stress” saranno presenti – ovvero più “faccine tristi” - più il “luogo di lavoro” potrebbe essere soggetto a stress.

Indicatori oggettivi dello stress lavorativo

Fattore di stress, riferito agli ultimi 3 anni
La frequenza degli infortuni è aumentata diminuita
L’assenteismo totale (malattie, permessi, aspettative etc.) è aumentata diminuita
Le ore di ferie non godute sono aumentata diminuita
Gli spostamenti interni di personale sono aumentata diminuita
Il turn over del personale (licenziamenti – assunzioni) è aumentata diminuita
Si sono verificate vertenze per licenziamento/demansionamento? si no
Si sono verificati casi di molestie? si no
Si sono verificati casi di violenze? si no

Fattori di stress del contesto del lavoro
E’ presente e conosciuto l’organigramma aziendale? si no
Sono presenti e conosciute procedure di lavoro? si no
Gli obiettivi aziendali sono conosciuti dai lavoratori? si no
E’ presente un sistema di comunicazione aziendale (bacheca, volantini, posta elettronica…)? si no
Si svolgono riunioni/incontri tra dirigenti e lavoratori? si no
Si svolgono riunioni/incontri tra i lavoratori? si no
E’ presente e conosciuto un programma aziendale per la formazione dei lavoratori? si no
I ruoli e i poteri aziendali sono definiti e conosciuti? si no
Sono definiti i criteri per gli avanzamenti di carriera? si no
Esistono sistemi premianti? si no
Il lavoratore può decidere in autonomia in quale ordine eseguire il proprio lavoro? si no
I compiti del lavoratore sono ben definiti? si no
Il lavoratore dispone di autonomia decisionale? si no
Il lavoratore può rivolgersi in modo semplice al proprio dirigente responsabile? si no
Esiste la mensa aziendale? si no
L’orario di lavoro è flessibile? si no
Esistono mezzi pubblici per raggiungere il lavoro? si no

Fattori di stress del contenuto del lavoro
Il luogo di lavoro è soggetto a forte o fastidiosa rumorosità? si no
Il luogo di lavoro è soggetto a vibrazioni eccessive o fastidiose? Il microclima non è adeguato e crea disagio (troppo caldo, troppo freddo, troppo umido…)? no
L’illuminazione non è adeguata o fastidiosa? si no
E’ necessario spostare spesso carichi e/o oggetti pesanti manualmente? si no
Il luogo di lavoro è a rischio di aggressioni fisiche? si no
Le macchine e attrezzature di lavoro subiscono guasti frequenti per scarsa manutenzione? si no
Il lavoro subisce frequenti interruzioni? si no
asdIl lavoro è fortemente ripetitivo/monotono?asd si no
E’ spesso necessario eseguire più compiti contemporaneamente? si no
I carichi di lavoro possono, spesso, variare in modo imprevedibile? si no
Vi sono lunghi periodi di inattività nel corso del turno di lavoro? si no
Il ritmo di lavoro è prefissato rigidamente? si no
Il ritmo di lavoro è determinato da una macchina (catena di montaggio, macchina automatica…)? si no
Il lavoro richiede decisioni rapide/immediate? si no
L’orario di lavoro è spesso superiore alle 8 ore? si no
Spesso viene svolto lavoro straordinario? si no
Gli orari di lavoro cambiano spesso? si no
Le pause di lavoro sono irregolari e non definite? si no
E’ presente il lavoro a turni? si no
E’ presente il lavoro notturno? si no

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