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OLFATTO E GUSTO |

| Olfatto e gusto non sono chiaramente separabili l'uno dall'altro, infatti per
molti aspetti si sovrappongono.
- entrambi sono sensi chimici, rispondono cioè ad agenti chimici naturali o artificiali;
- entrambi proteggono il tratto gastrointestinale da sostanze non digeribili o addirittura nocive
I recettori sensoriali
Olfatto e gusto si avvalgono di recettori per la percezione degli stimoli esterni.Nel
suo significato più generale, un recettore è una struttura che si modifica quando viene eccitata da uno stimolo ambientale,
determinando la produzione di un segnale. Tutti i recettori sono trasduttori, cioè strutture che trasformano i segnali da una forma in un'altra.Un recettore sensoriale è un'intera cellula (spesso un neurone), specializzata nel rispondere con un
segnale elettrico a particolari stimoli dell'ambiente in cui si trova; vale a
dire, essa traduce gli stimoli sensoriali nel linguaggio del sistema nervoso.
I recettori sensoriali sono raggruppati in organi sensoriali, come l'occhio, l'orecchio
o la lingua; la loro attività elettrica dà luogo a percezioni soggettive di luce,
suono e gusto che descriviamo come i nostri "sensi".La stimolazione di un recettore
sensoriale genera un potenziale di ricezione , un segnale elettrico la cui ampiezza è proporzionale all'intensità dello stimolo
(in questo il potenziale di ricezione differisce dal potenziale d'azione).I potenziali
di ricezione possono dare luogo a potenziali d'azione negli stessi neuroni recettori,
in alternativa, come nel caso delle cellule di recettori sensibili ai sapori,
i potenziali di ricezione provocano la liberazione di un neurotrasmettitore su
un neurone postsinaptico che, a sua volta, produce potenziali d'azione che raggiungono
il cervello.
Sensibilità olfattiva
Sulla volta della cavità nasale, i 10 milioni di neuroni dell'epitelio si distribuiscono
su un'area di circa 5 cm2 e, tramite un prolungamento cellulare dotato di una
decina di ciglia, raggiungono direttamente la superficie della mucosa. Si tratta
dunque di veri e propri neuroni che ricevono stimoli e possono produrre potenziali
d'azione (cellule sensoriali primarie).La prima fase del processo olfattivo avviene
sulla superficie del ciglio olfattivo, ma come le sostanze chimiche interagiscano con la superficie recettoriale rimane
un mistero. Vi sono due ipotesi a riguardo:
- teoria chimica: la superficie recettoriale si compone di specifici recettori chimici distribuiti
sulla superficie della membrana;
- teoria fisica: i recettori della membrana rispondono a caratteristiche forme molecolari.
Tutti i tentativi di classificare le qualità olfattive sono finora falliti.In
passato si era pensato che ogni odore potesse essere descritto con appena sette
caratteristiche distintive; attualmente si sa che esistono almeno 50 differenti
"odori primari", ma il nostro linguaggio non ci permette di descrivere correttamente
le sensazioni provate.E' certo che la capacità olfattiva dell'uomo è assolutamente
insignificante in rapporto a quella degli animali, i quali sono in grado di distinguere
migliaia di odori.
Elaborazione dei segnali olfattivi a livello celebrale
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| MUCOSA OLFATTIVA | |
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| PARTICOLARE DELLA MUCOSA OLFATTIVA | | |
La mucosa olfattiva è situata nel tetto delle cavità nasali, anteriormente e
superiormente ai cornetti nasali superiori.Gli assoni delle cellule sensoriali
primarie della mucosa olfattiva penetrano nella lamina cribrosa tramite fori e
prendono contatto con i grossi neuroni del bulbo olfattivo.Molte centinaia di
cellule sensoriali prendono contatto con una sola cellula nervosa. Un odore viene
riconosciuto solo quando tutte le cellule sensoriali contigue scaricano contemporaneamente.Partendo
dal bulbo olfattivo gli stimoli raggiungono, tramite il nervo (1°nervo cranico)
le regioni encefaliche poste più in profondità, in particolare l'ippocampo e l'ipotalamo,
ma anche le restanti porzioni del sistema limbico.
Olfatto e emozioni
La stretta correlazione con il sistema limbico è la ragione per la quale spesso
odori gradevoli o sgradevoli possono involontariamente scatenare emozioni.Si trovano
esempi di questo fenomeno in numerose occasioni quotidiane.
- Un individuo, che ha un cattivo odore corporeo, non risulta simpatico fin da
subito. Al contrario, l'industria dei profumi vive letteralmente da migliaia di
anni sul fatto che un profumo più gradevole di un altro renda più attraenti.
- Nella maggior parte dei casi l'odore di un nuovo appartamento è inizialmente
inconsueto, insolito, estraneo o, nel peggiore dei casi, sgradevole. Dopo alcuni
mesi si percepisce ancora l'odore rientrando a casa, ma lo stesso odore risulta
gradito.
- Ogni individuo prova diverse emozioni suscitate dall'odore di un qualcosa che
per lui abbia un valore affettivo particolare.
Sensibilità gustativa: lingua e percezione del gusto
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| SUPERFICIE DORSALE DELLA LINGUA | |
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| PARTICOLARE DELLE PAPILLE | | |
La faccia inferiore della lingua è liscia, quella superiore (dorso),
invece, è resa ruvida dalla presenza di numerosi rilievi che prendono il nome
di papille. Le più numerose sono le papille filiformi che si proiettano nella cavità orale.
Esse consentono il movimento dei cibi solidi sulla superficie della lingua, costituendo
quindi un presupposto necessario alla masticazione e alla compressione degli alimenti
contro il palato duro. In corrispondenza della radice della lingua si trovano
alcune (10-20) grosse (2-3 mm di diametro) papille foliate e vallate nelle quali
sono situati i calici gustativi. Inoltre fra le papille filiformi, sul dorso della
lingua, si trovano le papille fungiformi, anch'esse contenenti calici gustativi.
Elaborazione dei segnali gustativi a livello celebrale
A confronto con la straordinaria sensibilità e motilità della lingua, il senso
del gusto sembra quasi poco sviluppato. In effetti esso non fa altro che distinguere tra dolce (sull'apice), acido, salato e amaro (sui margini o sulla
radice della lingua). Alla base di tale sensibilità vi sono 2000-6000 calici gustativi che sono localizzati nell'epitelio delle papille. Si tratta di raccolte di cellule
sottili, ma estremamente allungate che attraversano tutto l'epitelio, dalla membrana
basale fino alla superficie linguale. Lo sbocco di un calice gustativo si trova
in un piccolo poro gustativo, la cui superficie accoglie numerosi microvilli.
Le sensazioni gustative raggiungono l'encefalo tramite il nervo facciale (7°nervo cranico), il nervo glossofaringeo (9°nervo cranico) e il nervo vago (10°nervo cranico). |