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L'APPARATO DIGERENTE: LO STOMACO |

| Gli animali si nutrono di altri organismi, vegetali o animali, nessuno dei quali
è stato progettato per fungere da nutrimento per altre creature. Lo testimonia,
per esempio, il fatto che nelle piante le cellule sono rivestite da una parete
di cellulosa non digeribile, mentre molti animali sono ricoperti di pelo, scaglie
o penne che difficilmente potrebbero essere digerite.Del resto i lipidi, carboidrati
e proteine vegetali e animali (sostanze necessarie al fabbisogno alimentare) non
sono in forma direttamente utilizzabile e debbono essere demoliti prima di venire
assorbiti nel circolo sanguigno del consumatore e distribuiti alle sue cellule.
Gli animali hanno pertanto messo a punto una varietà di apparati digerenti altamente
specializzati, ciascuno perfettamente adatto alla proprie modalità di vita e alimentazione.
L'apparato digerente dell'uomo consiste in un tubo muscolare, il tubo digerente
(tratto gastroenterico che fondamentalmente va dalla bocca all'ano), e comprende
vari organi accessori costituti dal pancreas, fegato e ghiandole annesse, che
producono sostanze chimiche necessarie per attaccare e disgregare i frammenti
del cibo che inghiottiamo.
Struttura
Lo stomaco ha la forma di una J dilatata, con una piccola 'curvatura corta' ed
una grande 'curvatura lunga'. L'esofago si connette allo stomaco a livello del
'cardias', il confine tra la grande e piccola curvatura. La sporgenza della grande
curvatura al di sopra della giunzione con l'esofago si chiama 'fondo', mentre
la grande area tra il fondo e la curva della J è il 'corpo' gastrico. Nel fondo
e nel corpo le ghiandole gastriche sono particolarmente abbondanti e producono
acido cloridrico ed enzimi digestivi. La muscolatura del corpo produce onde di
contrazione ritmiche che mescolano e trasportano il chimo, gli acidi e gli enzimi. La curva della J, detta antro 'pilorico', si prolunga
con la porzione prossimale dell'intestino tenue. La prima porzione, dilatata, della parte pilorica dello stomaco è detta 'antro'.

Lo stomaco è un organo intraperitonale, cioè è completamente avvolto dal peritoneo, eccezion fatta per i vasi e i nervi in entrata e uscita. Sia lungo la piccola,
sia lungo la grande curvatura decorrono archi arteriosi tortuosi, da cui dipartono
piccole ramificazioni verso la parete anteriore e quella posteriore dello stomaco.Dovendo
la parete gastrica adattarsi a diversi gradi di riempimento dell'organo, il suo
spessore varia notevolmente: da 5 a 15mm.La superficie interna si solleva in grosse
'pliche' situate irregolarmente nel fondo e nella grande curvatura, nella piccola
curvatura esse costituiscono la 'via gastrica principale' con pieghe orientate
in senso longitudinale. Queste pliche di grandi dimensioni servono da un lato
al trasporto veloce dei liquidi lungo la via gastrica principale verso l'intestino
tenue, dall'altro alla formazione di superfici che consentano la dilatazione dello
stomaco durante i pasti.
Lo stomaco ha tre funzioni principali:
- deposito di materiali ingeriti, i quali vengono liberati a poco a poco nell'intestino tenue secondo ritmi compatibili
con la digestione e l'assorbimento;
- demolizione dei materiali residui, realizzata attraverso una serie di possenti contrazioni peristaltiche della
parete muscolare;
- rottura dei legami chimici attraverso l'azione di acidi e enzimi.
Prima funzione: DEPOSITO DI MATERIALI INGERITI
Lo stomaco è un sacco muscolare estensibile, in grado di accogliere dai 2 ai
4 litri di sostanze liquide e solide. Mentre i liquidi raggiungono il piloro attraverso
la via principale gastrica della piccola curvatura e abbandonano lo stomaco nell'arco
di pochi minuti, i cibi solidi vi restano per un lasso di tempo considerevole:
i carboidrati lasciano lo stomaco dopo circa 1-2 ore, le proteine dopo 2-3 ore,
mentre i lipidi possono restare nello stomaco per più di 5 ore. La muscolatura
liscia e la mucosa dello stomaco sono così elastiche che si possono tollerare
anche pasti molto abbondanti. I recettori di tensione della parete gastrica forniscono
sufficienti informazioni al centro della fame nell'ipotalamo, che l'impulso di
mangiare scompare prima che lo stomaco raggiunga un grado di espansione potenzialmente
pericoloso.L'aprirsi e il chiudersi di un anello di fibre muscolari, lo sfintere
esofageo, regola l'accesso del cibo proveniente dall'esofago e ne impedisce il
reflusso, mentre un secondo orifizio alla base dello stomaco, sfintere pilorico,
regola lo sbocco del cibo nell'intestino tenue.

Seconda funzione: DEMOLIZIONE DEI MATERIALI RESIDUI Motilità
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Durante il pasto i boli si accumulano nel tratto superiore dello stomaco (cardias)
senza che l'aumentato riempimento dell'organo ne elevi la pressione interna. Dopo
il pasto, nella parte superiore del corpo si producono onde peristaltiche lente
che si intensificano e aumentano la propria accelerazione mano a mano che si
procede verso il piloro. Queste onde si attivano a intervalli compresi tra 20
secondi e 4 minuti, a seconda dell'attività digestiva dello stomaco. Nell'antro
pilorico le onde peristaltiche raggiungono la massima intensità. |

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| 1 . Piloro |
1 . Piloro
2 . Onde peristaltiche |
1 . Piloro
2 . Onde peristaltiche |
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Il lume si restringe fino ad assumere fino ad assumere il calibro di pochi millimetri.
La regione pilorica, ricolma di chimo gastrico, è sottoposta a un'elevata pressione
meccanica. Quando i recettori meccanici dell'antro avvertono la presenza di particelle
di oltre 1mm di diametro, il piloro si chiude: le onde peristaltiche si bloccano
e il bolo alimentare viene sospinto all'indietro nel corpo gastrico attraverso l'antro,
oramai limitato a un canale ristretto. Tale movimento sminuzza le particelle del
chimo fino a ridurle a un diametro di mezzo millimetro circa. A questo punto,
grazie ad un'onda peristaltica, il piloro si apre leggermente e una piccola parte del chimo passa, a ogni onda,
nell'intestino tenue sotto forma di fiotti. |
1 . Piloro
2 . Onde peristaltiche |
Nella fase di digiuno che separa il completamento dello svuotamento
dello stomaco e una nuova assunzione di cibo, a intervalli di circa 2 ore, si
producono onde peristaltiche, durante le quali il piloro raggiunge la massima
apertura. Mano ma mano che il periodo di digiuno aumenta, aumentano anche le contrazioni:
lo stomaco gorgoglia sollecitando il pasto successivo.
Lo stomaco è da considerarsi un organo autonomo rispetto alla propria muscolatura,
malgrado ciò la sua motilità è regolata a livello superiore dal sistema nervoso.
Il sistema parasimpatico aumenta la frequenza e l'intensità delle onde peristaltiche,
mentre l'ortosimpatico produce un effetto inverso.Anche alcuni ormoni, tra i quali
la gastrina, regolano la motilità gastrica.
Terza fase: ROTTURA DEI LEGAMI CHIMICI ATTRAVERSO L'AZIONE DI ACIDI E ENZIMI
Secrezione
La tonaca mucosa del fondo e del corpo dello stomaco accoglie 'ghiandole tubolari'
semplici, ghiandole gastriche lunghe alcuni millimetri disposte come tuboli in
serie, l'una accanto all'altra.Esse secernano acido cloridrico e enzimi digestivi
che favoriscono la digestione.Nel fondo delle ghiandole tubolari si trovano cellule
basofile di grandi dimensioni ('cellule principali') che hanno la funzione di
secernere nel lume i pepsinogeni, ovvero enzimi (pepsine) allo stadio inattivo
che digeriscono le proteine. La secrezione in forma inattiva serve a impedire
che l'enzima attacchi le cellule che l'hanno prodotto. La forte acidità presente
nello stomaco (pH da 1 a 3) rende possibile la trasformazione del pepsinogeno
in pepsina, che del resto in ambiente acido esplica al meglio i suoi compiti.
Nel corso di tale processo le 'cellule di rivestimento', di forma piramidale,
secernono grandi quantità di acido cloridrico.Le cellule che rivestono lo stomaco
sono protette dall'aggressione di questi acidi e enzimi grazie a uno spesso strato
di muco denso e alcalino da loro stesse secreto, ma la barriera non è mai completamente
impenetrabile e le cellule devono essere sostituite ogni pochi giorni.

Nella regione dell'antro e del canale pilorico si trovano ghiandole tubolari
ramificate che hanno struttura diversa rispetto alle ghiandole del corpo e del
fondo.Accanto a numerose cellule produttrici di muco, spesso si trovano cellule
endocrine che immettono nel sangue la propria secrezione ormonale. L'ormone più
importante è la gastrina (prodotta dalle cellule G), un peptide che stimola la
secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule di rivestimento delle ghiandole
del fondo e del corpo.La somatostatina (prodotta dalle cellule D) è un diretto
antagonista della gastrina e inibisce la produzione di acido cloridrico.Ghiandole
si trovano anche nella tonaca mucosa del cardias dove però il loro sviluppo è
notevolmente inferiore rispetto a quello che si riscontra nelle altre zone dello
stomaco. Esse sono tubolari composte e secernono un muco alcalino.
La produzione e la secrezione di acido cloridrico all'interno dello stomaco sono
regolate con precisione per due motivi principali: da un lato allo scopo di digerire
nel modo migliore la componete proteica degli alimenti e dall'altro per evitare
che una sovrapproduzione di acidi a digiuno danneggi la tonaca mucosa. Prima,
durante e dopo l'assunzione di cibo si attivano meccanismi specifici secondo un
ordine preciso. Essi vengono distinti in due fasi:
- fase cefalica (regolata dal sistema nervoso centrale)
- fase gastrica (regolata dalla tonaca mucosa)
Fase cefalica La fase iniziale della digestione è controllata dal sistema nervoso e si sviluppa
in risposta a un insieme di segnali che trae origine nella testa e coinvolge la
vista, l'odorato, il gusto e a volte l'idea stessa di cibo, oltre all'attività
muscolare della masticazione.Questi stimoli provocano nella cavità orale la secrezione
di saliva, mentre lo stomaco è raggiunto da una serie di impulsi nervosi (provenienti
del sistema nervoso parasimpatico) che stimolano la produzione di acido cloridrico
e dell'ormone gastrina.Impulsi provenienti dal sistema nervoso ortosimpatico,
al contrario, inibiscono la produzione di acidi e ormoni.
Fase gastrica L'ingresso del cibo nello stomaco attiva la seconda fase della digestione. Subito
la cavità gastrica viene inondata di muco per evitare l'autodigestione. L'ambiente
acido converte il pepsinogeno nella sua forma attiva, la pepsina, che può iniziare
l'attacco delle catene polipeptidiche (proteine).Poiché le molecole proteiche
tendono a ridurre la concentrazione dell'acido nello stomaco, la gastrina non
è più inibita ed interviene accelerando la produzione di acido. Le cellule che
secernono l'acido sono attivate anche dalla dilatazione dello stomaco e dalla
presenza di peptidi ottenuti la demolizione proteica. |