PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'AYURVEDA
ASPETTI FILOSOFICI E COSMOLOGICI |
A cura di Giovanni Fico | Corpo, mente e anima, questi tre sono come un tripode;
il mondo si regge sul loro insieme;
in loro prende dimora ogni cosa.
Questo insieme esiste per il Purusha,
l'essere conscio.
Questo è il soggetto dell'Ayurveda,
è per questo che gli insegnamenti dell'Ayurveda sono stati rivelati.
Charaka Samhita, Sutrasthana I.46-47
Per avere una chiara comprensione dei concetti di base dell'Ayurveda, è necessario
vedere quali sono i principi filosofici da cui essi originano e quale è la visione
cosmologica, cioè come si intende il processo della creazione.
L'impianto filosofico e cosmologico dell'Ayurveda si fonda a sulla filosofia
Samkhya, uno dei sei sistemi della filosofia vedica (I sei sistemi della filosofia indiana
sono: Nyaya - Scuola della logica, Vaisheshika - Scuola dell'atomismo, Samkhya - Scuola dei principi cosmici, Yoga - Scuola dello Yoga, Karma Mimamsa - Scuola dei rituali, Vedanta - Scuola teologica o metafisica).
Il Samkhya venne esposto in origine dal saggio Kapila in un'epoca molto remota e tratta soprattutto dei principi cosmici, in esso
troviamo le intuizioni fondamentali dei Veda e delle Upanishad.
Sia lo Yoga classico descritto da Patanjali negli Yoga Sutra, che l'Ayurveda classico di Charaka e Sushruta si basano sulla scuola di pensiero del Samkhya.
Il concetto di Dharma o Legge Naturale
Nell'introduzione all'Ayurveda si è parlato dei quattro principali obbiettivi
della vita di cui il Dharma è il primo (gli altri tre sono Artha , ricchezza; Kama appagamento dei desideri; e Moksha , liberazione). Il Dharma si riferisce alle leggi di natura che governano l'intero universo, Dharma è il
principio fondamentale che sostiene tutta la creazione, ciò che mantiene l'armonia
e sostiene lo sviluppo di ogni cosa favorendone la crescita fino alla massima
espressione. I principi "dharmici", come per esempio le leggi della fisica, sono
gli stessi per tutti gli esseri, il Dharma indica le leggi fondamentali universali su cui bisogna basare le proprie azioni
per avere il sostegno dell'universo.
L'Ayurveda rappresenta un approccio dharmico alla salute e al vivere quotidiano,
la vita vissuta secondo il Dharma è la base di tutti i trattamenti ayurvedici, dei regimi e stili di vita ayurvedici.
L'azione dharmica dà pace e felicità interiori e permette di seguire la pratica
spirituale, l'azione contraria al Dharma , anche se può dare dei vantaggi esteriori momentanei, restringe la coscienza
e produce uno stato di offuscamento e di agitazione della mente. Tutti nella vita
cercano la pace e la felicità, e alla fine questa ricerca riconduce l'individuo
sulla strada del Dharma e dei benefici che essa comporta.
Una delle le leggi dharmiche più importanti è la legge del Karma che si può sintetizzare con la famosa massima "ciò che semini raccoglierai",
nel senso che nella vita prima o poi bisogna sperimentare il frutto delle proprie
azioni.
Un altro principio dharmico molto importante che riguarda la sfera dell'etica
è Ahimsa o "non-violenza" più precisamente significa avere un atteggiamento per cui non
si desidera nuocere ad alcuna creatura. Ahimsa riguarda l'azione, la parola e il pensiero, l'insegnamento di Gandhi e il modo
in cui ha operato per liberare l'India dalla dominazione britannica è forse l'esempio
più noto dell'applicazione di questo principio.
Ahimsa è alla base del consiglio ayurvedico di preferire una dieta vegetariana;
il cibo, così come il lavoro o la professione che scegliamo nella vita, dovrebbero
seguire un'energia d'amore e non provocare danno ad altre creature e all'ambiente.
In un modo in cui tutto si sta globalizzando - problemi economici, ambientali,
cultura, sviluppo compatibile, ecc. - risulta sempre più evidente che non è possibile
avere successo nella vita o raggiungere la saggezza a spese degli altri e dell'ambiente
in cui viviamo.
L'Ayurveda, così come lo Yoga, raccomandano la pratica giornaliera di canti e
preghiere universali per invocare la pace e trasmettere la forza della non-violenza
e la sua grande energia curativa. Uno di questi canti dice:
Sarve bhavantu sukhinah
sarve santu niramayah
sarve bhadrani pasyantuma kascit duhkhabhak bhavet.
Om, Shanti, Shanti, Shanti. |
Che tutti siano felici
che tutti siano liberi dal male
che tutti desiderino il bene altrui
che nessuno debba soffrire.
OM, pace (per noi), pace (per il mondo), pace (per l'universo). |
Visione dell'universo e dell'essere umano basata sulla filosofia Samkhya
Per spiegare tutti i processi della creazione che avvengono nell'universo, il
Samkhya presuppone l'esistenza di 24 principi cosmici primari (Tattva) con un venticinquesimo rappresentato dalla Pura Coscienza che trascende ogni
cosa manifesta.
Purusha - Pura Coscienza
Il principio fondamentale all'origine dell'universo è la coscienza, l'ordine
meraviglioso dell'universo riflette l'opera di una intelligenza suprema che viene
chiamata Purusha. La Pura Coscienza è l'origine della soggettività, del senso del sé, grazie
al quale ci sentiamo individui capaci di agire indipendentemente. Tutti noi ci
consideriamo dotati di coscienza, questo avviene perché esiste una connessione
con il Purusha all'interno di noi, sinonimo di Purusha è anche Atman o Sé superiore.
Essendo il Purusha di natura immateriale, ha bisogno del mondo materiale per avere la possibilità
di fare esperienza.Il Purusha è la base cosciente di tutte le manifestazioni, su questo concetto si basa l'insegnamento
del Vedanta che vede il Purusha come unica realtà e considera la creazione materiale una realtà illusoria che
brilla della sua luce riflessa.
Tattva - I ventiquattro principi cosmici
1. Prakriti - Natura Primordiale
Prakriti è la forma originale della materia, è l'essenza immanifesta, il potenziale non
differenziato di tutto ciò che si manifesta.
Prakriti o Materia Primordiale è insenziente, cioè non ha coscienza propria, è priva
di soggettività ed è solo oggettività latente che per animarsi ha bisogno della
facoltà di coscienza propria del Purusha.
Prakriti governa ogni movimento che avviene nel cosmo, mette a disposizione la materia
prima con cui vengono formati i mondi sottili e grossolani e il corpo umano. Porta
con sé i karma e i samskara (tendenze, disposizioni), in altre parole la memoria
delle esperienze di vita per mezzo delle quali le creature viventi giungono all'esistenza.
Prakriti contiene in forma dormiente tutto ciò che si manifesta, essa è materiale nel
senso che è uno strumento per poter dare al Purusha la possibilità di fare esperienza in modo che possa acquistare padronanza di
sé e possa arrivare a comprendere la sua vera natura.
In Ayurveda Prakriti è alla base della espressione corporea individuale e del carattere di una persona.
Ognuno di noi ha una Prakriti fisica determinata dalle caratteristiche strutturali del proprio corpo e una
Prakriti mentale data dalle qualità della mente e del cuore.
Prakriti è composta dalle tre qualità fondamentali di Sattva, Rajas e Tamas, rispettivamente le qualità di luce, energia e materia. Per creare un qualsiasi
oggetto sono necessarie tre cose fondamentali: ci vuole un'idea, Sattva; bisogna disporre di una qualche forma di energia, Rajas; e bisogna avere a disposizione della materia inerte da plasmare, Tamas. Grazie all'interazione di queste tre qualità Prakriti ha intelligenza, vita e capacità di produrre forme materiali.
Queste tre qualità della Prakriti sono l'origine di tutti gli altri Tattva.
2. Mahat - Intelligenza Cosmica
All'inizio della creazione si manifesta la mente cosmica che contiene in sé tutte
le leggi, i principi e i Dharma che la manifestazione deve seguire. L'universo nasce da un'idea o dalla meditazione
dell'Intelligenza Cosmica e poi prende una forma esterna.
Mahat significa letteralmente "il Grande" e si riferisce ai grandi principi di verità
che stanno alla base della vita. Mahat è la Mente Divina per mezzo della quale
nascono lo spazio, il tempo, la luce, il suono e i semi della differenziazione.
Eppure anche Mahat , l'Intelligenza Cosmica, nella sua grandezza non ha coscienza propria ma opera
grazie alla luce riflessa del Purusha , la Pura Coscienza.
A livello individuale Mahat diventa Buddhi , la facoltà di discernimento con cui possiamo distinguere il vero dal falso,
il giusto da ciò che è ingiusto, l'eterno dal transitorio. Buddhi è la facoltà che ci permette di scoprire che la vera natura delle cose è diversa
dalle loro apparenze mutevoli.
L'Ayurveda pone l'accento sullo sviluppo della Buddhi per acquisire la consapevolezza di come funzionano la mente e il corpo ed essere
in grado di usarli correttamente. Dal punto di vista ayurvedico la causa principale
delle malattie è il cattivo funzionamento della Buddhi dovuto all'influenza dell'ego che porta a giudizi sbagliati, valori sbagliati
e false convinzioni, ciò è definito Pragya aparada , errore dell'intelletto.L'armonizzazione dell'intelligenza individuale, Buddhi , con l'intelligenza cosmica, Mahat , è la via maestra e la base della conoscenza vedica.
3. Ahamkara - Ego
Il processo della manifestazione avviene per successive divisioni con cui creature
diverse e oggetti diversi giungono all'esistenza.Ahamkara significa letteralmente "fabbricazione dell'io", l'ego più che una realtà a
sé stante è un processo, una serie di pensieri che dividono ma non una vera entità.
È una forza di divisione indispensabile alla manifestazione della molteplicità
degli esseri e delle cose, è uno stadio dell'evoluzione, ma non rappresenta la
verità fondamentale o la vera natura delle creature che invece è rappresentata
dalla Pura Consapevolezza al di là di ogni personificazione.Per mezzo dell'ego
le potenzialità basilari della materia (Prakriti ) e le leggi fondamentali contenute nell'Intelligenza Cosmica (Mahat ) prendono una forma specifica, le qualità basilari della natura si diversificano
in tre gruppi di cinque: cinque sensi, cinque organi di azione, cinque elementi.
Questi nascono da Ahamkara per mezzo di Sattva, Rajas e Tamas , i tre Guna .Se Buddhi è l'intelligenza che ci permette di volgere lo sguardo alla natura profonda e
interiore delle cose, l'ego che per sua natura è rivolto verso l'esterno, crea
la mente e i sensi, gli strumenti che permettono all'individuo di operare.L'Ayurveda
pone molta enfasi sulla comprensione dell'ego e sulle distorsioni inevitabili
create dalla sua influenza, una corretta comprensione dell'ego fa sì che il nostro
giudizio rimanga equilibrato e le nostre azioni siano volte al bene universale.
Liberarsi dal dominio dell'ego provoca la dissoluzione di tutti i disturbi psicologici
e anche di molte malattie fisiche.
4. Manas - Mente
La mente opera per coordinare l'azione dei sensi e degli organi di azione, il
ruolo di manas è come quello di una centralina di controllo che raccoglie tutte
le informazioni provenienti dai sensi e determina il tipo di attività dei vari
organi di azione.Oltre a coordinare i dati sensoriali che provengono dall'esterno,
la mente crea le reazioni soggettive che chiamiamo emozioni, in questo modo mette
in relazione i dati sensoriali con noi stessi. Manas si forma dalle qualità di Sattva e Rajas ; la facoltà della chiarezza, Sattva , opera per mezzo degli organi dei sensi, Rajas, la facoltà di agire, opera
per mezzo degli organi di azione.Secondo il Samkhya la mente non è la vera sorgente della coscienza ma è qualcosa di materiale essendo
osservabile come un qualsiasi oggetto. Tutto ciò che viene percepito dai sensi
è facilmente osservabile come oggetto, ma è anche possibile osservare le emozioni
e i pensieri prodotti dalla mente, ciò significa che anche loro si trovano all'esterno
del nostro vero Sé che è fatto solo di Pura Consapevolezza.
5-9. Tanmatra - 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili
Dalla interazione di Sattva, Rajas e Tamas , le energie o qualità che stanno alla base dell'origine della mente, prendono
forma le 5 potenzialità sensoriali che stanno alla base dei cinque sensi:
Shabda - udito - spazioSparsha - tatto - ariaRupa - vista - fuoco Rasa - gusto - acquaGandha - odorato - terra
I Tanmatra sono più sottili delle sensazioni fisiche che da essi derivano e sono anche
le forme sottili dei cinque elementi prima della loro differenziazione in oggetti
grossolani.Tali energie primordiali sono necessarie per permettere la coordinazione
degli organi di senso con gli oggetti dei sensi. La percezione dei vari oggetti
dei sensi tramite gli organi sensoriali è possibile perché sia gli organi di senso
che gli oggetti dei sensi composti dai cinque elementi, sono prodotti dai Tanmatra .I Tanmatra creano i mondi manifesti in forma di seme, essi creano anche il mondo causale
o ideale, il mondo delle idee che precede qualsiasi espressione materiale.
10-14. Pancha Jnanendriya - 5 organi di senso
Gli organi di senso permettono l'esperienza del mondo esterno, ognuno di essi
corrisponde a una qualità di senso (Tanmatra ) e ad un elemento:
orecchio - organo dell'udito - etere
pelle - organo del tatto - aria
occhio - organo della vista - fuoco
lingua - organo del gusto - acqua
naso - organo dell'olfatto - terra
Gli organi di senso, chiamati anche organi di conoscenza, possono solamente ricevere
informazioni, la loro attività espressiva avviene per mezzo dei corrispondenti
organi di azione.E' interessante notare che attraverso gli organi di senso possiamo
assimilare i Tanmatra in quanto elementi sottili, così essi ci nutrono a livello sottile. E' per questo
che esiste il detto vedico: "quel che vedi diventi".
15-19. Pancha Karmendriya - 5 organi di azione
I cinque organi di azione corrispondono ai cinque sensi e ai cinque elementi.
bocca (espressione) - udito - etere
mani (afferrare) - tatto - aria
piedi (movimento) - vista - fuoco
organi urino - genitali (emissione) - gusto - acqua
ano (eliminazione) - olfatto - terra
Gli organi di azione fisici sono strutture che ci permettono di agire nel mondo
fisico. La funzione del corpo è quella di rendere possibili certe azioni per permettere
alla mente di avere delle esperienze nel mondo materiale.Tali potenzialità di
azione esistono ovunque nella natura e si manifestano in molti modi diversi, la
loro espressione fisica nel corpo umano è solamente uno di questi modi.Gli organi
di azione sono espressivi, la loro capacità ricettiva è data dagli organi di senso.
Gli organi di azione sono collegati in misura maggiore con i cinque elementi grossolani,
mentre gli organi di senso corrispondono di più ai Tanmatra o elementi sottili.
20-24. Pancha Mahabhuta - 5 elementi
I cinque grandi elementi, in ordine di manifestazione, sono:
etere aria fuoco acqua terra.
Rappresentano la forma eterica, gassosa, radiante, liquida e solida della materia
che costituisce il corpo fisico e il mondo esteriore.Gli elementi sono principi
che si applicano a tutto ciò che è materia, ma hanno una loro influenza anche
sulla mente perché permettono il manifestarsi di diversi tipi di idee. Fra i due
estremi rappresentati dalla terra che con la sua densità non permette alcun movimento
e l'etere che permette una completa libertà di movimento, ci sono tutti i possibili
gradi di densità della materia che producono la gamma completa delle esperienze
possibili e la manifestazione di tutte le idee.

I cinque elementi sono i campi di espressione di diverse idee:
L'etere manifesta l'idea dello spazio, della comunicazione e dell'espressione (per esempio con i moderni telefoni
cellulari possiamo comunicare attraverso lo spazio);
l'aria manifesta l'idea del tempo, del cambiamento e fornisce la base per il pensiero;
il fuoco manifesta l'idea della luce, della percezione e del movimento;
l'acqua manifesta l'idea della vita, della liquidità e del movimento fluente;
la terra manifesta l'idea della forma, della solidità e della stabilità.
Gli elementi sono i mezzi necessari all'espressione dell'Intelligenza Cosmica,
dal punto di vista dell'Ayurveda, tutto ciò che appare nella creazione a livello
grossolano ha sempre un aspetto sottile che permea tutta la creazione, quindi
i cinque elementi non sono solo alla base della forma grossolana delle cose, ma
sono anche alla base della loro forma sottile o causale, sono l'idea di sottofondo
che va a generare ogni oggetto materiale. Gli elementi sono presenti in tutti
e tre gli aspetti della manifestazione: corpo, mente e anima. |