ultmo aggiornamento
Sei in:   benessere.com / Salute / Dipendenze / Il fumo / Cons. giuridiche
Stampa questa pagina

CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL FUMO PASSIVO

A cura dell Avv. Raffaele Luise

Negli ultimi mesi, sta iniziando ad emergere nel nostro Paese il problema relativo alla tutela dei non fumatori e, in particolare di tutti coloro che sono vittime del fumo passivo.Il primo grido d'allarme è stato lanciato dalla Organizzazione Mondiale della sanità che, in una ricerca approfondita ha raggruppato e collegato i dati prodotti da oltre 50 studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche del mondo sul rapporto tra fumo passivo e rischio di tumore polmonare nei non fumatori. L'analisi dei dati ha fatto riscontrare un aumento significativo del rischio cancerogeno nei non fumatori esposti al fumo del partner ed è stato inoltre osservato che il rischio aumenta con l'aumentare dell'intensità dell'esposizione.Quindici milioni di persone - e cioè un italiano su quattro - sono vittime del fumo degli altri e tantissimi, purtroppo, sono i bambini fumatori passivi, considerato che, secondo l'Istat il 50% dei minori di 14 anni vive con un fumatore in casa rischiando, in tal modo, di divenire a sua volta - e suo malgrado - un fumatore.Il fumo passivo può essere considerato ormai a ragione un vero e proprio serial killer: conferma ci giunge dalle ultimissime notizie provenienti dagli USA che riportano la scoperta di una nuova sostanza presente nel tabacco, la nornicotina, che favorisce l'invecchiamento, la comparsa del diabete e l'Alzheimer, oltre a confermare il già tristemente noto rischio di tumore.

Fumare nei pubblici esercizi, sul posto di lavoro.

La Legge impone ai datori di lavoro la massima attenzione per la protezione della salute e della integrità fisica dei lavoratori: infatti l'art.2087 Cod. Civ., prescrive che l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa tutte le misure che, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e dei lavoratori. Questa norma è stata ribadita con il Decreto Legislativo 19.09.94 n.626 che, prevede (artt.1, 4, 31) che "il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero all'unità produttiva, debba valutare anche nella situazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, adottare le misure necessarie e aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza, riaffermando l'obbligo di adeguare i luoghi di lavoro alle prescrizioni di sicurezza e salute ".Tutti tali obblighi di legge si impongono al datore di lavoro anche nel caso in cui la salute dei lavoratori possa essere messa a rischio dalla continua inalazione del fumo passivo: questo anche in ragione della sentenza della Corte Costituzionale 399 del 1996, con la quale si è ritenuto che le disposizioni normative già citate, costituiscano tutte un preciso ed inderogabile obbligo per il datore di lavoro, di adottare "misure capaci di ridurre il rischio derivante dal fumo passivo ad una soglia talmente bassa da far escludere ogni rilevante pregiudizio per la salute dei non fumatori nei luoghi di lavoro ".Insomma qualcosa, anche in Italia, si sta muovendo. 

Sulla scia delle numerose sentenze statunitensi, nello scorso marzo, un Tribunale italiano ha condannato i dirigenti di una banca d'affari a tre mesi di reclusione riconoscendoli colpevoli del reato di omicidio colposo in relazione alla morte di una dipendente avvenuta dopo un attacco d'asma il 9 settembre 1999.Il decesso della donna, secondo la motivazione dei Giudici, era stato "agevolato" dai colleghi che fumavano nella stanza dove la sfortunata centralinista svolgeva suo malgrado il proprio lavoro.

Pubblicità
Il contenzioso in Italia è destinato a crescere, sia in sede penale che in sede civile; numerose, infatti sono le richieste di risarcimento danni inoltrate da soggetti vittime sul lavoro del fumo dei propri colleghi - mal tutelate dai datori di lavoro, responsabili, pertanto, dei danni alla salute riportati dai lavoratori - che attendono di essere esaminate dai Giudice.Infine va menzionato il recente il via libera alla legge antifumo per cui le sigarette, a partire dal 2004, saranno vietate in bar, ristoranti, discoteche ed altri esercizi commerciali. E' prevista, inoltre l'istituzione di "sceriffi antifumo", che avranno il potere di multare i trasgressori colti sul fatto che dovranno pagare multe di importo variabile tra i 25 ed i 250 euro. E non solo. La multa sarà raddoppiata se il fumatore verrà sorpreso nelle vicinanze di bambini al di sotto dei dodici anni o di donne in stato interessante. Le sanzioni a carico dei proprietari dei locali dove non viene rispettato il divieto andranno dai 200 ai 2000 euro. La legge antifumo riafferma con decisione che è costituzionalmente garantito per ogni cittadino il diritto alla salute e, dunque il diritto di ciascuno di non farsi avvelenare dal fumo degli altri. E' una difesa della salute che non lede i diritti di nessuno, laddove la libertà di fumare, pure legittimamente garantita dalla Costituzione, può essere limitata quando viene messo in pericolo la salute altrui.

Articoli correlati

diete, nutrizione, dietetica

ricette di cucina gratis online

corsa

Offerta del mese

Sedia ergonomica naturale

La sedia ergonomica professionale ideale per mantenere la posizione corretta della spina dorsale, inclinazione regolabile.


96.48 Euro
Novit del mese

Estrattore di succo vivo Oscar VitalMax 900

Oscar 900 - il numero uno tra i produttori di grandi quantità di succo spremuto a freddo. Molto più di un semplice spremiagrumi elettrico!


290.00 Euro
Copyright © 1999-2012 A.E.C. srl - L'editore | Pubblicità | Shopping on-line | Viaggi