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Artrosi primaria o idiopatica
Localizzata:
- Mani (noduli di Heberden e Bouchard, artrosi erosiva, artrosi trapezio metacarpale)
- Piedi (alluce valgo, alluce rigido, dita a martello)
- Ginocchio (compartimento laterale, mediale, femoro-rotuleo, condromalacia di rotula)
- Anca
- Colonna (apofisaria, intervertebrale o discale, spondilosi osteofitica…)
- Altre sedi singole (spalla, temporo-mandibolare, caviglia)
Generalizzata:
- Piccole articolazioni (periferiche) e colonna
- Grandi articolazioni e colonna
- Articolazioni miste e colonna
Artrosi secondaria
Post-traumatica:
- Distorsioni - lussazioni - fratture
Da malattie congenite, acquisite o dello sviluppo localizzate:
Da malattie congenite, acquisite o dello sviluppo generalizzate:
- Displasie ossee (displasia multipla epifisaria, displasia spondilo-epifisaria)
- Sindromi da ipermobilità
- Malattie metaboliche (obesità, diabete, gotta, emocromatosi,emoglobinopatie…)
- Malattie endocrine (acromegalia, iperparatiroidismo)
Da depositi di sali di calcio:
- Condrocalcinosi (pirofosfato di calcio, diidrato)
- Idrossiapatite ed altri fosfati basici di calcio
- Artropatia destruente (spalla , ginocchio…)
Da altre malattie osteoarticolari:
Ogni condizione capace di alterare la normale biomeccanica articolare,
da sola o con il concorso di altri fattori (ad esempio predisposizione genetica),
può innescare un processo la cui tappa ultima consisterà in una artrosi.Displasia
dell'anca, scoliosi, gotta, artrite reumatoide etc. sono solo alcune delle condizioni
che possono comportare "disagio" meccanico, capace di concludersi con un quadro
artrosico.
Obesità
L'associazione di obesità ed artrosi, specie a livello di alcuni livelli articolari,
risulta ben documentata; si è rilevato in particolare una relazione tra artrosi
di ginocchio, "gonartrosi", ed obesità. Da sottolineare altresì l'associazione
tra obesità ed artrosi delle mani e di altri distretti non particolarmente sottoposti
a carico, indicante una ripercussione sul processo artrosigeno del metabolismo
e della distribuzione dell'adipe nell'obesità. Uno stato di sovrappeso nel terzo
decennio di vita può ritenersi predittivo nei confronti della artrosi di ginocchio
che si manifesterà assai più tardi, dopo 20-30 anni.
Prevalenza degli obesi negli artrosici
Il peso corporeo era del 10-30% sopra la norma nei due terzi degli obesi
| Al di sotto dei 30 anni |
2,5% |
| 31-40 anni |
11,2% |
| 41-50 anni |
21,1% |
| 51-60 anni |
51,0% |
| oltre 60 anni |
14,2 | |
Ipermobilità articolare o lassità legamentosa
Cinque volte più frequente nel sesso femminile, caratterizzata da un aumentata
escursione articolare ( in particolar modo nell'estensione attiva e passiva )
è condizione preartrosica.Non esiste a tutt'oggi una spiegazione della ipermobilità
ma si ipotizzano delle anomalie ereditarie del tessuto connettivo.
Displasie
Il termine indica un'alterazione della normale morfologia articolare che usualmente
avviene già durante il periodo fetale. Se non viene riconosciuta e curata per
tempo un articolazione displasica è destinata a sviluppare un'artrosi secondaria
anche precocemente.

L' articolazione più frequentemente colpita è l'anca, con maggior incidenza del
sesso femminile, e con varietà di quadro clinico che può arrivare attraverso vari
stadi alla lussazione dell'anca.Sono anche da ricordare, causate da varie patologie
dell'età dell'accrescimento, le alterazioni del fisiologico asse tra la testa
del femore ed il collo femore che possono causare sia la "coxa var a" che la "coxa valga " il cui risultato sarà un'artrosi d'anca da giovane adulto.

Osteocondrosi
Indica un alterazione della normale formazione di osso, "osteogenesi ", e di cartilagine, "condrogenesi ", su un processo di accrescimento normale. Colpisce entrambi i sessi, predilige
lo scheletro in accrescimento e riconosce come causa una sofferenza vascolare,
simile alla necrosi asettica dell'adulto.Quando interessa le superfici articolari
o le cartilagini d'accrescimento, ovvero le aree dello scheletro deputate all'
allungamento dell'osso durante la crescita, provoca delle deformità che possono
condurre ad artrosi secondaria precoce.
Osteocondrosi della testa femorale (malattia di Legg-Perthes-Calvè)

Colpisce tra i 4 e 8 anni, con maggior frequenza i maschi, interessando solo
un arto. La regione interessata è l'epifisi prossimale di femore; la causa sembra
essere un deficit vascolare. La sintomatologia, qualora si manifesti, consiste
in dolore all' anca interessata e zoppia. Se riconosciuta e trattata per tempo
guarisce lasciando postumi irrilevanti , in caso contrario permangono deformità
sia della testa che del collo femorale con aumentato rischio di sviluppare un'artrosi
d'anca per lo squilibrio meccanico.
Osteocondrosi del condilo femorale (malattia di Konig)

Colpisce più frequentemente i condili femorali mediali (articolazione del ginocchio),
il sesso maschile in età adolescenziale, riconosce un carattere familiare. La
sintomatologia è costituita da dolore, versamento articolare e compare spesso
dopo un trauma al ginocchio. Se non riconosciuta a correttamente trattata può
ledere seriamente l'articolazione del ginocchio provocando una degenerazione precoce.
Osteocondrosi vertebrale giovanile (malattia di Scheuermann)

E' un affezione non rara, più frequente nel sesso maschile, insorge tra i 10
ed i 16 anni in individui di aspetto longilineo. Colpisce i corpi vertebrali dorsali
deformandoli a cuneo; la schiena tenderà quindi ad accentuare la fisiologica curvatura
dorsale, "cifosi ". La deformità sembrerebbe causata da un eccessivo carico sulle vertebre in
relazione alla qualità della matrice ossea in accrescimento. Completato l' accrescimento
una colonna siffatta sarà una colonna rigida e con zone di sovraccarico legate
all'alterata statica e conseguenti aree di degenerazione articolare con dolore.ù
Tibia vara (malattia di Blount)

E' un disturbo della crescita della porzione mediale della cartilagine d'accrescimento
dell' episi prossimale di tibia (parte tibiale dell'articolazione del ginocchio).
Può colpire nei primi anni di vita, forma infantile, o più avanti nell'adolescenza.La
prima forma, più frequente, interessa nel 60% dei casi entrambe le articolazioni
e consiste nell'accentuazione della fisiologica curvatura della tibia. La deformità
sembra favorita dal carico precoce, dall'obesità e dalla lassità legamentosa che creerebbero un'abnorme pressione sul comparto mediale della cartilagine
d'accrescimento.Il quadro nell'adolescente è per il 90% monolaterale, senza causa
apparente.Il difetto, sia che insorga in età infantile che in quella più avanzata,
se non riconosciuto e corretto altera la statica della tibia esponendo l'articolazione
del ginocchio ad un precoce instaurarsi di un processo artrosico.
Osteonecrosi Asettica
Il termine indica la morte dei costituenti cellulari del midollo osseo e dell'osso
maturo, quindi dell'adulto, in conseguenza di eventi ischemici, ovvero di diminuito
o cessato flusso sanguigno all'osso.Le osteonecrosi asettiche si distinguono in idiopatiche o primitive e secondari e.Le prime non riconoscono cause precise mentre le seconde sono dette iatrogene , in seguito a particolari terapie quali la terapia radiante o con cortisonici
ad alto dosaggio, post-traumatiche in seguito a lesioni vascolari per traumi,
da embolie per barotraumi (attività subacquee) o per alterazioni delle componenti
ematiche, da alterazioni metaboliche come l'alcolismo, la gotta ecc., da vasculiti
ovvero infiammazione delle pareti vascolari.Tra i distretti più colpiti e che
maggiormente possono poi sviluppare un artrosi ricordiamo la coxo- femorale (articolazione
dell'anca), il ginocchio, la testa omerale (articolazione della spalla) e l'astragalo
(articolazione della caviglia).Il risultato del processo osteonecrotico è una
deformità dell'osso colpito, che a volte si frammenta, con incongruità articolare
a cui consegue un'usura delle superfici articolari e l'instaurarsi di un processo
artrosico.
Artrosi cervicale
L'aumento dell'età media della popolazione, l'incremento dell'uso dell'automobile
e della patologia da traffico, le occupazioni sedentarie con posizioni del capo
obbligate, espongono le superfici articolari delle vertebre cervicali al rischio
di degenerazione artrosica che talora si manifesta con sintomatologia polimorfa.Infatti,
accanto a quadri di semplice dolenzia nucale, pur in presenza di radiogrammi che
evidenziano artrosi di grado elevato, si rilevano sintomatologie molto complesse
e debilitanti quali cefalea e dolore nucale,vertigini, limitazione funzionale
del collo su tutti i piani, disturbi sensitivi ad uno od entrambi gli arti superiori.La
spiegazione di tale sintomatologia, una volta che un accurato esame medico e degli
esami approfonditi abbiano escluso altre patologie concomitanti, risiede nella
particolare struttura anatomica funzionale del rachide cervicale: questo sorregge
il capo, ne consente i movimenti nello spazio, accoglie e protegge il midollo
spinale permettendo l'emergere dallo scheletro delle radici nervose che consentono
il movimento del collo, degli arti superiori e delle spalle e forniscono a questi
la sensibilità. Il processo artrosico in tal caso non solo limita l'attività articolare
ma per "contiguità" irrita le radici nervose che sono a contatto con gli spazi
articolari provocando una sintomatologia nevritica assai dolorosa.
Artrosi della mano
In realtà la mano per la sua complessità articolare può venire colpita da un
processo artrosico a differenti livelli; come si vede dalla figura l'artrosi può
interessare l'articolazione metacarpo falangea, le articolazioni interfalangee
sia prossimali che distali e la trapezio metacarpale (rizartrosi).
Le artrosi metacarpo-falangee colpiscono per lo più i maschi forti lavoratori
manuali (carpentieri, contadini, giardinieri, muratori che utilizzino martelli
pneumatici) talune attività sportive (pugilato) e frequentemente i pianisti. L'articolazione
si presenta deforme scarsamente dolorabile.L'artrosi delle interfalangee colpisce
più frequentemente le distali, il sesso femminile e sembra prediligere chi è dedito
a lavori domestici con frequente contatto con l'acqua. Nella fase conclamata della
malattia si avrà limitazione funzionale delle dita soprattutto nei movimenti fini,
per l'atteggiamento in flessione e la tumefazione nodosa che deforma l'articolazione.

La artrosi trapezio-metacarpale o rizartrosi predilige il sesso femminile, compare
tra i 50 ed i 60 anni, colpisce più frequentemente un lato. La deformità che provoca
a livello articolare è assai dolorosa, tanto da impedire il riposo notturno, invalidante
poiché impedendo la normale funzione del pollice sia nella presa grossolana che
nei movimenti fini, quali il disegno ricamo ecc., influisce gravemente sulla qualità
della vita di chi ne è affetto.
Artrosi dell'anca (Coxartrosi)

L'artrosi dell'anca per la gran parte dei casi è secondaria ad altre patologie
che costituiscono, come si è brevemente illustrato prima, dei fattori favorenti
l'insorgere della malattia. Colpisce più frequentemente le donne sopra i 50 anni.Caratterizzata
da un dolore sordo in regione inguinale e/o glutea, che si aggrava con la stazione
eretta prolungata o con lo sforzo, via via che la degenerazione articolare procede
tende ad estendersi venendo riferito anche alla coscia ed al ginocchio.La limitazione
articolare che si accompagna tenderà a ridurre l'arco di movimento dell'anca in
tutti i suoi piani rendendo difficoltose attività banali quali alzarsi da seggiole
basse, infilarsi calze e scarpe, entrare nella vasca da bagno. Ovviamente anche
la deambulazione non sarà più fisiologica, soprattutto sui terreni accidentati
ed in salita, obbligando a "scaricare" l'appoggio sull'anca malata mediante inclinazione
del bacino e sovraccarico della regione lombare.
Artrosi di ginocchio (Gonartrosi)
La localizzazione al ginocchio è la più frequente ed una delle più disabilitanti;
maggiormente colpito il sesso femminile. Sicuramente vi è un nesso tra sovrappeso,
lassità legamentosa, difetti assiali (ginocchio varo o valgo), sedentarietà ed
artrosi di ginocchio.Il dolore è il campanello d'allarme principale. Assente a
riposo compare con la stazione eretta o deambulando; peggiora decisamente deambulando
su fondi sconnessi od in salita. Altro segnale è "l'incertezza" accusata ginocchio
subito dopo essersi alzati dalla posizione seduta così come lo "sbandamento" mostrato
nei primi passi dopo una prolungata posizione seduta.Il dolore dopo sforzo, anche
banale, così come la consapevolezza che il riposo evita il dolore induce l'artrosico
alla sedentarietà che non favorisce il recupero articolare.Con l'andare del tempo
l'articolazione diviene sempre più limitata nel movimento impedendo attività quotidiane,
quali scendere e salire le scale o chinarsi sulle ginocchia, rendendo scadente
la qualità di vita.
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