|
Descrizione | Manifestazioni | Prevenzione e terapia | Domande e risposte
Prevenzione
Prima di affrontare a quali terapie possa sottoporsi chi è affetto da artrosi
è necessario brevemente affrontare il capitolo della prevenzione dell'artrosi.
Essendo una malattia degenerativa articolare, la prevenzione deve volgere l'attenzione
a ridurre ed eliminare i fattori di rischio e/o aggravamento onde ritardare od
arrestare l'evoluzione della malattia.
Vi sono condizioni che da sole, o più frequentemente in associazione, possono
nel tempo favorire l'insorgenza o l'aggravamento di un processo artrosico.
La prima è meccanica ovvero legata alla mobilizzazione incongrua articolare.
L'articolazione, come si è detto, è concepita come un ammortizzatore che consente
lo scivolamento a basso attrito e sotto carico elevato mediante assorbimento elastico
delle strutture che la compongono. Per mantenersi sana ed efficiente essa necessita
di movimento che consenta il fisiologico metabolismo della cartilagine articolare.
La sedentarietà o peggio l'immobilità articolare divengono quindi potenziali fattori
di rischio artrosico.
Al contempo, un iper-uso od abuso articolare, sottoponendo un'articolazione ad
eccessivo e ripetitivo carico di lavoro, conduce ad "un'usura" articolare; possiamo
qui ricordare che vi sono attività lavorative (agricoltori, addetti a martelli
pneumatici, autisti, impiegati alla scrivania, pianisti, violinisti, ballerine…)
o sportive (giocatori di football, ciclisti, pugili…) che in virtù delle specifiche
attività tendono a sviluppare artrosi delle articolazioni più impegnate nell'attività.
E' ragionevole pensare che il sovrappeso o, peggio, l'obesità danneggino la salute articolare per lo stress meccanico cui sottopongono le
strutture; bisogna però ricordare che recenti studi, ancora oggetto di discussione,
hanno messo in relazione l'alterato metabolismo degli zuccheri e dei grassi, negli
obesi, con il danno prodotto a livello articolare.
Infatti, anche coloro che hanno disordini metabolici, iperuricemia o gotta per
esempio, o disordini endocrini, come il diabete, sono statisticamente più esposti
a sviluppare un'artrosi.
Da quanto brevemente scritto si può dire che la prevenzione dell'artrosi è affidata
ad una serie di norme igieniche di vita ed al controllo della salute del proprio
organismo.
Terapia
Oltre alla terapia farmacologica, basata per la maggior parte dei casi sulla
categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ed alla terapia fisica
(Ultrasuoni, Radarterapia, Marconiterapia, TENS) ricordiamo la Chinesiterapia
e la Fangobalneoterapia.
Nel primo caso si distingue tra attiva e passiva. Lo scopo della chinesiterapia
è quello di facilitare e conservare la mobilità articolare, ridurre gli effetti
della ipotrofia muscolare legata allo scarso utilizzo articolare, combattere le
posizioni viziate e favorire l'apprendimento di posture e movimenti corretti.
Le tecniche mediante le quali la chinesiterapia esplica la sua funzione sono riassumibili
nel seguente schema:
| Attiva |
Attiva assistita |
| Passiva |
Isometrica |
| Isotonica |
Contro resistenza |
| Tecniche di facilitazione |
Idrochinesiterapia |
| Massoterapia |
Terapia occupazionale | | |
La prescrizione della chinesiterapia è un atto medico che segue una
corretta diagnosi ed una conoscenza delle varie tecniche utilizzabili, della loro
efficacia e delle relative controindicazioni. Sovente si assiste ad un autoprescrizione
di chinesiterapia eseguendo pratiche di "ginnastica" a domicilio od in palestra
nella convinzione di effettuare movimenti articolari corretti e benefici con esiti
incerti ed anche controproducenti.
La fangobalneoterapia attraverso bagni, fanghi, grotte e vaporari esplica sulle
articolazioni artrosiche un benefico effetto attraverso meccanismi solo in parte
conosciuti. Essa infatti diminuisce lo stato di flogosi dell'articolazione artrosica,
possiede effetti positivi sul metabolismo del tessuto cartilagineo inducendo una
"riparazione" tissutale.
La fangobalneoterapia, presentando controindicazioni assolute e relative, necessita
di prescrizione medica.
CONTROINDICAZIONI FANGOBALNEOTERAPICHE
|
ASSOLUTE |
RELATIVE |
- Gravidanza
- Febbre
- Ipotensione marcata
- Grave ipertensione
- Segni di compromissione cardiovascolare
- Lesioni tubercolari in fase attiva
- Malattie renali acute e subacute
- Flebiti e varici ulcerate
- Grave osteoporosi diffusa
- Arteriosclerosi celebrale
- Gravi esaurimenti nervosi
- Neoplasie
- Manifestazioni emorragiche
|
- Età avanzata
- Lieve tendenza ipertensiva
- Cardiopatie valvolari in equilibrio emodinamico
- Ipercloridria e presenza di ulcera gastroduodenale
- Presenza di varici
- Anemia
- Grave deperimento organico od obesità patologica
| |
Chirurgia ortopedica Quando la patologia artrosica, proseguendo il proprio decorso, non risponda
più a terapia farmacologica, fisica o chinesiterapica facendo scadere la qualità
della vita sia per il dolore incessante che per la limitazione funzionale, diviene
risolutiva la chirurgia ortopedica attraverso soluzioni operatorie di diverso
impegno. Sicuramente efficaci, soprattutto nei difetti di allineamento articolare, sono
le osteotomie (ovvero sezioni ossee al di fuori dell'articolazione atte a risitabilire
il corretto asse articolare). Il procedimento, da eseguirsi precocemente quando
la cartilagine articolare abbia ancora sostanziale salute, ha il vantaggio di
non sacrificare l'integrità dell'articolazione e solleva dal dolore permettendo
il mantenimento della funzionalità articolare.
Al contrario delle osteotomie, le artrodesi indicano interventi in cui i capi
articolari artrosici vengono dal chirurgo "fusi", sì che da due o più ossa articolate
si venga a creare un unico segmento osseo. La indicazione ad artrodesi è dettata
dalla locazione dell'articolazione artrosica, dalle condizioni generali e dall'età
del paziente.
La pulizia articolare o debridment indica l'asportazione chirurgica di frammenti articolari "levigando" le superfici
onde ritardare interventi più radicali; negli ultimi tempi a tale metodica si
associa il trapianto nelle aree artrosiche di tasselli di cartilagine prelevati
da regioni articolari meno sollecitate. I risultati di tali soluzioni al momento
sembrano soddisfacenti anche se uno studio a distanza nel tempo (follow-up) dei
risultati non è ancora disponibile.
Accanto alle soluzioni chirurgiche brevemente illustrate, notevole sviluppo,
negli ultimi decenni, ha conosciuto la chirurgia protesica con soddisfazione dei
pazienti e dei chirurghi.
Il progresso tecnologico nella produzione di materiali protesici biocompatibili
a basso attrito, associato al perfezionamento di tecniche chirurgiche e pratiche
anestesiologiche, ha consentito a migliaia di pazienti, altrimenti costretti all'immobilità
ed alla sofferenza, di sostituire articolazioni "divorate" dall'artrosi. Tra le
protesi articolari più diffusamente impiantate ricordiamo quelle per anca, ginocchio
e spalla.
|