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Viene definita come malattia polmonare caratterizzata da ostruzione, quasi sempre
reversibile, delle vie aeree, spontaneamente o dopo terapia farmacologica. Il
meccanismo d’azione avviene nei bronchioli, le fini diramazioni dei bronchi.
(Vedi atlante anatomico: i polmoni)
Vi sono diversi mediatori chimici coinvolti che provocano la contrazione della
muscolatura bronchiolare e conseguente difficoltà respiratoria: l’istamina, diversamente
dalle altre reazioni allergiche, in questo patologia, ha solo un ruolo secondario.
L’iperreattività bronchiale è il cardine dell’asma e discrimina i soggetti asmatici
da quelli non asmatici. La gravità dell’asma è data dal broncospasmo, dall’edema
e dalla secrezione mucosa provocati dall’infiammazione delle vie respiratorie.
L’asma è la malattia cronica più diffusa nell’infanzia. Molti asmatici sono allergici
e l’esposizione all’allergene provoca broncospasmo, infiammazione, infine l’attacco
asmatico. L’insorgenza di un attacco asmatico in età infantile indirizza la diagnosi
verso una forma allergica, e con la crescita si assiste alla diminuizione o addirittura
alla scomparsa dei sintomi.
Non è ben noto il ruolo degli allergeni nella genesi dell’asma, ma diversi studi
ne sottolineano l’importanza, soprattutto nell’età infantile. Nei bambini sotto
i 2 anni non ancora sensibilizzati ai pneumoallergeni, le infezioni respiratorie
possono scatenare un broncospasmo. Nei bambini più grandi, l’allergia diventa
un fattore sempre più importante nello sviluppo, nella persistenza e nella gravità
dell’asma bronchiale. È stato dimostrato che gli individui con almeno un genitore
affetto da rinite allergica o asma hanno un rischio maggiore di sviluppare una
forma asmatica.
Predispongono allo sviluppo dell’asma:
- l’esposizione a livelli elevati di allergeni dell’acaro della polvere domestica
- l’esposizione alla polvere ed alla forfora del gatto in particolare fino all’età
di 12-13 anni
- l’esposizione all’Alternaria alternata, può provocare episodi particolarmente
gravi di asma
A conferma di ciò, il 50-80% dei pazienti asmatici possiede IgE nei confronti di uno o più allergeni respiratori. La prevalenza di anticorpi
specifici contro acari, erbe, pollini, insetti e forfore, così come la reattività
cutanea all’acaro della polvere, sono molto più comuni in questi pazienti che
nei soggetti sani. Inoltre la gravità degli episodi asmatici è proporzionale al
numero di test cutanei positivi: nei soggetti sensibilizzati, l’esposizione modesta
ma prolungata, come quella agli allergeni domestici, può portare ad asma cronico
e refrattario al trattamento, se non vengono allontanate le cause ambientali.
Mentre l’esposizione acuta ed intensa può causare gravi ed improvvise crisi di
asma. Questo spiega perché durante il periodo di impollinazione i pazienti allergici
hanno un elevato rischio di sviluppare episodi asmatici gravi.
Si parla invece di asma professionale quando le sostanze allergizzanti sono presenti nell’ambiente lavorativo. Le
sostanze in causa nelle allergie professionali sono numerose, alcune di queste
sono la plastica e la gomma, i metalli, i sali di platino, le tinture, le resine.
Diagnosi
Terapia
A seconda della gravità del quadro clinico si avvale dei cortisonici topici o
sistemici, di broncodilatatori, di sodiocromoglicato. Meno utili gli antistaminici.
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