Vi sono diversi mediatori chimici coinvolti che provocano la contrazione della muscolatura bronchiolare e conseguente difficoltà respiratoria: l’istamina, diversamente dalle altre reazioni allergiche, in questo patologia, ha solo un ruolo secondario. L’iperreattività bronchiale è il cardine dell’asma e discrimina i soggetti asmatici da quelli non asmatici. La gravità dell’asma è data dal broncospasmo, dall’edema e dalla secrezione mucosa provocati dall’infiammazione delle vie respiratorie. L’asma è la malattia cronica più diffusa nell’infanzia. Molti asmatici sono allergici e l’esposizione all’allergene provoca broncospasmo, infiammazione, infine l’attacco asmatico. L’insorgenza di un attacco asmatico in età infantile indirizza la diagnosi verso una forma allergica, e con la crescita si assiste alla diminuizione o addirittura alla scomparsa dei sintomi. Non è ben noto il ruolo degli allergeni nella genesi dell’asma, ma diversi studi ne sottolineano l’importanza, soprattutto nell’età infantile. Nei bambini sotto i 2 anni non ancora sensibilizzati ai pneumoallergeni, le infezioni respiratorie possono scatenare un broncospasmo. Nei bambini più grandi, l’allergia diventa un fattore sempre più importante nello sviluppo, nella persistenza e nella gravità dell’asma bronchiale. È stato dimostrato che gli individui con almeno un genitore affetto da rinite allergica o asma hanno un rischio maggiore di sviluppare una forma asmatica. Predispongono allo sviluppo dell’asma:
Si parla invece di asma professionale quando le sostanze allergizzanti sono presenti nell’ambiente lavorativo. Le sostanze in causa nelle allergie professionali sono numerose, alcune di queste sono la plastica e la gomma, i metalli, i sali di platino, le tinture, le resine. Diagnosi
Terapia A seconda della gravità del quadro clinico si avvale dei cortisonici topici o sistemici, di broncodilatatori, di sodiocromoglicato. Meno utili gli antistaminici. Articoli correlati
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