DEFORMITA' DELLE GINOCCHIA NELL'ETÀ EVOLUTIVA (le cosiddette gambe storte)
DEFORMAZIONI ANGOLARI FEMORO-TIBIALI
A cura di
Ugo Perugini
Durante la fase di crescita e di sviluppo del bambino, il sistema muscolo scheletrico
subisce notevoli trasformazioni non solo come accrescimento in lunghezza ma anche
come angolazioni e rotazioni che possono creare problemi agli arti inferiori.
Ci occuperemo qui, in particolare, delle deformità delle ginocchia, definite anche
deformazioni angolari femoro-tibiali.
Il ginocchio, come noto, è una complessa e delicata articolazione sottoposta
a carico. Le superfici ossee articolari sono totalmente coperte da cartilagine,
un tessuto connettivo di consistenza fibrosa o elastica, a seconda dei casi, che
funge da morbido cuscino, facilitando i movimenti. I muscoli e i legamenti garantiscono
al ginocchio robustezza, stabilità e flessibilità. Le ossa più grosse di questa
articolazione sono il femore (osso superiore) e la tibia (osso inferiore). La
rotula (cappello articolare) copre e protegge le superfici del ginocchio entrando
in funzione nel meccanismo di estensione attiva.
Veduta laterale
Esistono due specie di deformità nelle ginocchia:
Le ginocchia vare , distinguibili per il fatto che il bambino ha visibilmente le gambe ad “o”
o “ad arco” o “a cavaliere” (in inglese, knock knees). Questa deformità è comune nei bambini che cominciano a camminare. È dovuta
alla configurazione fetale della tibia e, in parte, è condizionata dalle sollecitazioni meccaniche che questa riceve nell’utero. Si
corregge spontaneamente di solito dopo il diciottesimo mese. Nonostante i pareri
siano ancora discordanti, in genere si ritiene opportuno sconsigliare l’uso del
girello quando il bambino inizia a camminare. Si è infatti notato che spesso questo strumento
tutorio influisce in modo negativo sullo sviluppo psicomotorio del bambino, perché,
oltre a impedire la libertà di movimento ed esplorazione, impedisce la sperimentazione
dell’equilibrio e la ricerca di un corretto “assetto” della camminata. Inoltre,
il bambino nel girello non è in grado di sedersi quando lo desidera e, spesso,
fa prendere atteggiamenti viziati al piede, portandolo a camminare “sulle punte”.
Le ginocchia valghe si hanno, invece, quando le gambe del bambino sono “ad X” con le ginocchia che
durante la camminata si urtano (in inglese, bow legs). Questa deformità è decisamente meno frequente e si è constatato che anche
casi gravi si correggono spontaneamente dopo i nove anni di età.
In sintesi, la crescita del bambino è caratterizzata da una continua e graduale
variabilità di aspetto delle ginocchia che alla nascita sono vare e si correggono
entro i due anni per poi diventare valghe fino ai dieci anni di età - senza particolari
differenze tra maschi e femmine - quando riprendono la corretta struttura morfo-funzionale.
Se si superano i limiti angolari delle ginocchia considerati normali - che il
medico può verificare ponendo un goniometro sulla rotula e valutando l’asse tra
coscia e gamba - è opportuno ricorrere a uno specialista , il quale procederà a un’analisi sequenziale di ogni parte dell’arto, esaminando
l’ampiezza della mobilità di ogni articolazione, l’angolazione e la rotazione
del femore, delle ginocchia, dei piedi in posizione ortostatica (cioè in piedi),
seduta e prona, valutando anche, se possibile, l’andatura della camminata. Egli,
in concreto, cercherà di comprendere le cause principali delle lesioni alle cartilagini
di accrescimento del ginocchio, responsabili dell’aumento in lunghezza e larghezza
del femore, della tibia e, quindi, anche dei loro rapporti angolari reciproci.
La diagnosi
E' possibile che all’esame dello specialista entrambe le ginocchia presentino
forme di deviazione in varo e in valgo (simmetria) o, piuttosto, che un ginocchio
sia più “storto” dell’altro (asimmetria).
Nel primo caso (simmetria) le cause più comuni possono essere attribuite:
a soprappeso del bambino. Se il peso eccessivo si riscontra all’inizio della
deambulazione le ginocchia tendono a subire una malformazione in varo. Al contrario,
se l’aumento ponderale si verifica dopo il terzo anno di vita le ginocchia possono
subire una malformazione in valgo;
a rachitismo da deficit di vitamina D o altra forma carenziale (più rara);
a malattie che riguardano lo sviluppo delle cartilagini come nel caso del morbo di Blount, che è una forma di osteocondrosi tibiale, per il ginocchio varo. La diagnosi
precoce di questa malattia, peraltro rara, è difficile perché gli esami radiologici
possono risultare normali;
Le forme asimmetriche (o unilaterali), invece, sono dovute a lesioni di una parte
della cartilagine di accrescimento di un solo ginocchio. Le cause più comuni,
in ordine di frequenza, sono causate da trauma, tumore, infezione e malformazioni
congenite.
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Tra le patologie, va segnalata la malattia di Osgood-Schlatter, una osteocondrite del tubercolo tibiale che, in genere, colpisce i maschi dai
10 ai 15 anni che svolgono attività sportiva. L’origine è prevalentemente traumatica
a causa dell’eccessiva trazione da parte del tendine della rotula su un’inserzione
epifisaria, cioè all’estremità delle ossa lunghe, immatura.
Può verificarsi anche un indebolimento della cartilagine della rotula, chiamata
appunto condromalacia patellae (la patella è l’altro nome della rotula).
Il paziente, in questi casi, prova dolore, soprattutto salendo e scendendo le
scale, con possibile tumefazione nel punto di intersezione del legame rotuleo.
La risoluzione della malattia è in genere spontanea entro qualche settimana. Le
principali misure da adottare in questi casi sono quelle mirate ad alleviare il
dolore, cioè evitare sport ed esercizi fisici eccessivi, soprattutto quelli che
contemplano un frequente piegamento delle ginocchia, assumendo contemporaneamente
eventuali prodotti analgesici.
Le gambe ad arco possono anche essere determinate da una torsione tibiale (malformazione che consiste nella rotazione di un osso lungo il suo asse longitudinale) interna o esterna. A livello della tibia, tale rotazione può essere diretta verso l’esterno e
si ha la torsione tibiale laterale, con andatura da piede valgo, cioè in fuori.
O verso l’interno e si ha la torsione tibiale mediale con andatura a piede varo,
cioè in dentro. A livello del femore si può avere un’antitorsione dell’asse del
collo femorale, che produce una torsione femorale mediale (piede varo) o una retrotorsione
(piede valgo).
Le cure
Nelle forme simmetriche, in caso di eccesso di peso, la cura consiste naturalmente nel far rientrare con gradualità il bambino nei
limiti normali di peso, favorendo una dieta corretta e una vivace attività fisica.
In caso di rachitismo, la cura consiste nel rifornire l’organismo di sostanze di cui è carente in
modo da riequilibrare l’attività delle cartilagini di accrescimento e favorire
la ripresa di un corretto sviluppo o di un recupero di asse delle ginocchia. Tra
le vitamine più importanti, vi è la vitamina D che presiede all’assorbimento del calcio e del fosforo ed è basilare per la
formazione del tessuto osseo e dei denti. Essa viene sintetizzata dalla cute durante
l’esposizione alla luce solare (almeno 15 minuti al giorno). Il suo fabbisogno
ha un picco durante l’accrescimento e il latte è la migliore fonte alimentare.
Altre importanti fonti sono lo yogurt, i formaggi, il rosso d’uovo, i pesci grassi
e il fegato di pesce.
Nel trattamento della torsione tibiale interna o esterna non sono previsti interventi
particolari, come scarpe, supporti o fasciature, visto che i disturbi tendono
a risolversi in modo spontaneo. Il trattamento chirurgico è previsto esclusivamente nei casi di un errore nello
sviluppo delle cartilagini di accrescimento come nel ginocchio varo di Blount
o nelle ginocchia valghe idiomatiche , cioè quando non si è in presenza di altri processi morbosi, e in generale
in quelle forme asimmetriche dovute a lesioni delle cartilagini di accrescimento
provocate da traumi, infezioni o tumori.