LA ENDOMETRIOSIENDOMETRIOSI |
Acura del Dott. Fabio Raja |
L’endometrio Nella parte più profonda dell’utero c’è una cavità, uno spazio vuoto, dove è
accolto l’uovo fecondato per tutto il tempo della gravidanza. Le pareti di questo
spazio sono foderate da una mucosa che i medici chiamano endometrio che non ha
soltanto la funzione di rivestire, ma anche quella di accogliere e nutrire l’embrione
e consentirne lo sviluppo nel corso della gestazione.
Per questo motivo, l’endometrio va incontro a periodiche modificazioni provocate
dagli ormoni sessuali.
Ogni 28 giorni, infatti, la mucosa si prepara ad un’eventuale gravidanza e diventa
spessa, soffice e ricca di vasi sanguigni, ma se la gravidanza non si verifica,
si sfalda ed i vasi sanguinano abbondantemente.
Terminato il flusso mestruale, l’endometrio ricomincia, sotto lo stimolo ormonale,
ad ispessirsi e si prepara di nuovo ad una possibile gravidanza.
L’endometriosi
È la condizione causata dalla presenza di questa mucosa in posti sbagliati,
diversi da quello normale. Noduli di endometrio sono trovati frequentemente nelle
ovaie, nelle tube e sulle pareti interne della pelvi, che è la parte più bassa
della cavità addominale.
Sono stati rinvenuti inoltre sulle cicatrici interne d’interventi chirurgici
addominali, sulle pareti della vescica, dell’intestino e sull’appendice.
Si conoscono casi in cui noduli di tessuto endometriale erano sulle pareti della
vagina, e persino nei polmoni e nel cervello.
Questi noduli sono sensibili alle fluttuazioni ormonali che si verificano durante
ogni ciclo mestruale.
Ogni mese, di conseguenza, si sviluppano, si sfaldano e sanguinano, ma a differenza
del tessuto endometriale uterino, non possono fuoriuscire dal corpo.
Il sangue versato ed i frammenti d’endometrio sfaldato provocano, per questo,
fenomeni infiammatori e producono la formazione di cisti e cicatrici.
La malattia è diffusa in tutto il mondo e tra tutte le razze, è rarissima prima
della pubertà e molto insolita dopo la menopausa.
La causa
La causa dell’endometriosi non è nota.
Si è pensato che una piccola parte del flusso mestruale, contenente cellule endometriali,
possa seguire un cammino inverso, e anziché fuoriuscire all’esterno attraverso
la vagina, risalire lungo le tube e versarsi nella cavità dell’addome. Qui, alcune
cellule endometriali potrebbero attecchire per poi svilupparsi.
In effetti, la possibilità di un flusso mestruale all’indietro è stata dimostrata,
e sembrerebbe anche piuttosto frequente ma questa teoria non può spiegare la presenza
dei noduli di endometriosi in sedi lontane, come polmone e cervello.
Si è avanzata quindi l’ipotesi che cellule endometriali possano, attraverso il
sangue, spostarsi lontano dall’utero.
Una risposta immunitaria difettosa potrebbe contribuire allo sviluppo della endometriosi.
Non è da escludere anche una predisposizione genetica, ma in realtà, ad oggi
l'origine vera della malattia è sconosciuta. La endometriosi è più frequente nelle donne che non hanno avuto gravidanze e talora è ben individuabile
una certa predisposizione familiare.
I sintomi
Qualche volta la malattia è scoperta per caso, se ad esempio nel corso di interventi
eseguiti per altre malattie, il chirurgo si accorga della presenza di noduli di
endometriosi, che sono facilmente riconoscibili.
Altre volte la malattia va cercata, particolarmente di fronte ad un dolore pelvico
persistente, una sterilità oscura o la presenza di un rigonfiamento nella pelvi
di una giovane donna. I segni più comuni della malattia sono:
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La diagnosi
Per fare la diagnosi di endometriosi , come d’ogni altra condizione che può causare dolore pelvico ricorrente, il
ginecologo esegue per prima cosa un esame pelvico che può svelare la presenza
di una cisti a carico degli organi riproduttivi.
Gli esami utili a trovare le lesioni endometriosiche sono:
La cura
La endometriosi è una malattia che dipende dalle secrezioni ormonali e gli estrogeni hanno un
ruolo importante nel suo sviluppo, anche se non ne sono la causa.
Non essere riusciti ad oggi ad identificarne la causa non permette di curarla
in maniera risolutiva, ma l’aver capito che gli estrogeni sono importanti nel
causare i disturbi e le complicazioni della endometriosi , consente di utilizzare gli ormoni per curarne i disturbi e i danni. Per questo
motivo la terapia ormonale è una delle cure più efficaci.
Il suo scopo è bloccare l'ovulazione e l'attività delle ovaie il più a lungo
possibile, portando ad una situazione ormonale che favorisce la scomparsa dei
disturbi provocati dalla malattia, talvolta anche per mesi o anni dopo che la
cura è stata interrotta.
La terapia ormonale può consistere nella somministrazione di:
Bisogna dire che non sempre queste cure sono completamente efficaci e, spesso, i fastidi provocati da questi farmaci sono importanti, specie con il Danazolo.
La gravidanza può, frequentemente, ridurre o annullare i disturbi della endometriosi e poiché si pensa che con il perdurare della malattia c’è il rischio che la donna
diventi sterile, viene consigliato alle pazienti di non posticipare una gravidanza
desiderata. Gli antidolorifici hanno un ruolo importante nel trattamento del dolore
pelvico cronico legato alla patologia.
Talora è indicata l’asportazione chirurgica, per via laparoscopica, delle lesioni,
specie se localizzate nelle ovaie. La menopausa, in genere, blocca l'attività
della endometriosi lieve o moderata.
Tuttavia, anche dopo l’asportazione delle ovaie o durante la menopausa, una endometriosi grave può essere in alcuni casi riattivata dalla terapia ormonale sostitutiva.
Alcuni medici suggeriscono, perciò di non somministrare terapia ormonale sostitutiva
per un breve periodo di alcuni mesi dopo l’asportazione delle ovaie, eseguita
per curare la endometriosi.
È quindi chiaro che, visti i diversi metodi di cura, il piano di trattamento
deve essere valutato, caso per caso, dal ginecologo.