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L’ERNIA ADDOMINALE

A cura di Fabio Raja

L’ernia addominale è una patologia che affligge milioni di persone, anche se solo una piccola parte di queste ricorre alle cure mediche. Molti, infatti, sono coloro che, per paura dell’intervento chirurgico, sopportano disturbi più o meno gravi che, generalmente, tendono a peggiorare con il passare del tempo. C’è, inoltre, il pericolo di un aggravamento improvviso, che, di solito, esige l’intervento chirurgico d’urgenza, con i rischi collegati.
La riparazione di un’ernia inguinale senza complicanze è, al contrario, un’operazione semplice, veloce e poco invasiva, che pone fine ai fastidi che l’ernia provoca e sicuramente evita ogni futuro imprevisto.

Cos’è un’ernia addominale?

L’addome è come una grossa scatola che contiene il fegato, lo stomaco, l’intestino e altri organi.
Le pareti di questa scatola sono costituite da diversi strati: il più interno è il peritoneo.
Il peritoneo è una pellicola trasparente, delicata e sottile che tappezza le pareti dell’addome, proprio come la carta da parati riveste internamente le pareti di una stanza, con la differenza che, mentre la carta da parati s’interrompe in corrispondenza di porte, finestre e prese elettriche, il peritoneo non s’interrompe mai.
Gli strati più esterni delle pareti addominali sono costituiti da muscoli, tendini, grasso e infine dalla pelle.

Queste pareti hanno, nella specie umana, dei punti deboli, in genere dove i vasi sanguigni le attraversano, perforandone gli stati muscolari e tendinei.
L’ernia si forma quando un organo addominale è spinto fuori e comincia a farsi strada nello spessore della parete addominale, in corrispondenza di uno di questi punti più cedevoli, sino a sporgere sotto la pelle come un rigonfiamento più o meno evidente.
Gli organi che più comunemente erniano , vale a dire attraversano la parete addominale sino a far capolino sotto la pelle, sono il piccolo intestino e delle escrescenze di grasso attaccate all’intestino che i medici chiamano epiploon.
Poiché la membrana peritoneale non ha interruzioni, l’ernia deve per forza spingerla in fuori davanti a sé, ed il peritoneo, in quel punto, si estroflette come il dito di un guanto, formando il “sacco dell’ernia”. Le ernie addominali hanno, perciò, il sacco , una specie di dito di guanto costituito dalla pellicola peritoneale, e quel che è dentro il sacco, in pratica un pezzo d’intestino o quelle escrescenze di grasso che sono attaccate all’intestino.

I punti della parete addominale più deboli si trovano all’inguine dove si formano le ernie inguinali, poco sotto l’inguine dove compaiono quelle crurali, in corrispondenza dell’ombelico, o, più raramente, in altri punti, come accade per le ernie epigastriche che si trovano sulla linea di mezzo sopra l’ombelico o quelle pararettali che si localizzano in basso di lato, a destra o a sinistra.

Cause dell'ernia addominale

In molti casi, poi, il rigonfiamento erniario si trova sotto la cicatrice di un intervento chirurgico o di un trauma vecchio o recente. Se è certo che le ernie sbucano nei punti più deboli della parete addominale, è evidente che non tutti gli uomini avranno, nel corso della vita, un’ernia: ci sono, perciò, anche altri motivi che ne causano la comparsa.
In molte persone l’ernia è causata da sforzi ripetuti nel tempo, come avviene in certe attività lavorative, in alcuni sport o in persone che soffrono di tosse o stitichezza persistenti. In molte altre persone la causa è da ricercare in un’esagerata debolezza di quei punti della parete addominale, già di natura fragili, per cause congenite o perché il paziente ingrassa o dimagrisce eccessivamente o per le gravidanze. Nell’uomo il viscere che esce a formare l’ernia inguinale, può scendere fino ad entrare nel sacco scrotale. Questa situazione può capitare anche nei bambini e deriva da un errore della natura, prima della nascita, durante la discesa dei testicoli. I medici parlano, in questi casi, di “ernia congenita ”.

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In molte persone la tumefazione erniaria si manifesta in certe situazioni: durante gli sforzi o sotto i colpi di tosse, e scompare, quando si sdraiano o se fanno una delicata compressione con la mano sul rigonfiamento erniario. In questi casi i medici parlano d’ernia “riducibile”, che vuol dire che il contenuto del sacco può facilmente uscire e rientrare nell’addome. Quel che non torna mai nell’addome, invece, è il sacco e, per questo motivo, la tumefazione ritornerà perché, l’organo erniato, prima o poi, andrà di nuovo ad abitare il suo sacco. Con il passare del tempo, inoltre, il foro della parete addominale attraverso cui l’ernia fuoriesce, tende ad allargarsi e favorisce, in questo modo, l’uscita di porzioni d’intestino o di grasso sempre più grandi, causando un progressivo aumento del rigonfiamento e, di conseguenza, un peggioramento dei fastidi. L’ernia, di solito, provoca fitte dolorose o una sensazione di continuo disagio, di peso, specie durante gli sforzi, nel camminare a lungo, nel sollevare pesi, con la tosse o per i movimenti intestinali.

Come si è detto, le complicazioni sono l’aspetto più pericoloso delle ernie e possono trasformare una malattia banale in una condizione molto pericolosa.

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Ernia addominale, cos'è Ernia addominale: Terapia e prevenzione

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