INSUFFICIENZA CARDIACA Dal sintomo alla diagnosi
(Come saper riconoscere i primi segnali ed affrontarli)
INSUFFICIENZA CARDIACA |
A cura di Vincenzo Trani |
Parte I | Parte II | Parte III
Dal momento che lo Scompenso Cardiaco sta diventando uno dei problemi più importanti
della Medicina moderna, la diagnosi, corretta e precoce, è un fase fondamentale
nella parabola evolutiva della malattia. La sua evoluzione infatti comporta, nella
maggior parte dei casi, l'exitus, attraverso una progressiva intensificazione
dei segni e dei sintomi. E' quindi importante arrivare alla diagnosi in tempi
rapidi, in modo da intervenire per prevenire e rallentare l' evoluzione della
malattia.
La diagnosi si poggia sulla valutazione clinica, la storia clinica, l'esame fisico
ed appropriate indagini strumentali.
Il quadro Classico, dispnea da sforzo, astenia, III tono cardiaco, rantoli polmonari
ed edema in realtà non è sempre facilmente riscontrabile nella pratica clinica,
perciò il corretto inquadramento diagnostico richiede dati obiettivi ottenibili
solo con indagini strumentali.
Aspetti Clinici
- Dispnea
Difficoltà di respiro, affanno, fiato corto. Può presentarsi in diverse occasioni
ed in modi diversi, dopo sforzo, di notte, in modo parossistico e acuto.
- Ortopnea
E' quella forma di dispnea che compare non appena il paziente assume la posizione
supina al momento di coricarsi e che scompare non appena si siede sul letto si
solleva in piedi. Tali pazienti sono abituati a decombere e quindi a dormire con
due o più cuscini sotto la testa. Si verifica per l'accumulo di sangue favorito
dalla posizione declive nel compartimento toracico, con fisiologico aumento del
precarico e del ritorno venoso che in un cuore con un ventricolo sinistro insufficiente
e che non riesce a espellere tutto il sangue, realizza un quadro di congestione
polmonare.
- Cianosi
Compare in seguito alla riduzione del contenuto di ossigeno nel sangue venoso,
conseguenza dell' aumentata estrazione da parte dei tessuti che ricevono un basso
flusso ematico; si riconosce per la classica colorazione bluastra della cute e
delle mucose (estremità delle dita, labbra).
- Astenia
Si manifesta come stanchezza o facile esauribilità muscolare, è disgiunta dalla
dispnea e provoca una riduzione più o meno rilevante della qualità di vita. E'
importante saperla riconoscere poiché può essere la prima espressione dello scompenso.
E' comunque un sintomo specifico che può anche esser presente in altre patologie
(Miopatie, stato anemico ed altre ancora).
- Nicturia
E' un segno abbastanza precoce, difatti la posizione supina che durante il riposo
notturno viene mantenuta per ore, consente un'aumentata perfusione renale con
conseguente incremento della diuresi. E' importante comunque valorizzarla quando
è di insorgenza recente o quando la quantità di urine emessa durante la notte
è uguale o superiore a quelle emesse di giorno.
- Edemi
Sono una delle manifestazioni classiche, principali e più note dello scompenso
cardiaco. Si possono osservare agli arti inferiori se il soggetto conduce vita
attiva o alla regione sacrale se costretto a letto da tempo. Sono riscontrabili
soprattutto alla sera, a livello perimalleolare o pretibiale ed hanno la caratteristica
di esser simmetrici. Sono solitamente improntabili, difatti dopo la digitopressione
rimane per un certo tempo una fovea (solco o fossetta).
La causa è la riduzione della gittata cardiaca per l'alterato riempimento ventricolare
o per l'incompleto svuotamento che comporta una serie di risposte neuro-ormonali
che portano a ritenzione idrosalina.
Non può esser presente nelle fasi iniziali di scompenso, dal momento che il liquido
accumulatosi nello spazio extracellulare deve raggiungere almeno un volume di
5 litri. Frequenti ed attenti controlli del peso corporeo sono indispensabili
per valutare l'efficacia del trattamento medico.
E' importante non confonderlo con il rigonfiamento delle gambe da insufficienza
venosa, presente in molte donne che non ha niente a che fare con un quadro di
scompenso cardiaco.
- Epatomegalia
La congestione epatica insorge prima della comparsa degli edemi e può persistere
anche dopo la scomparsa degli altri segni di scompenso. L'epatomegalia è molle
e dolente nelle fasi iniziali dello scompenso, col persistere della congestione,
può incorrere in evoluzione fibrosa e divenire più dura. La congestione cronica
e l'ipossia degli epatociti possono comportare la comparsa di ittero od aumento
delle transaminasi.
- Rantoli polmonari
Sono rilevabili all' auscultazione cardiaca attraverso lo stetoscopio e sono
espressione dell'accumulo di trasudato negli alveoli polmonari. Sono riscontrabili
principalmente alle basi dove si accumulano per effetto della gravità, il loro
riscontro ai campi medi polmonari è indice di uno scompenso cardiaco di discreta
entità. la loro assenza non esclude la presenza di aumentata pressione capillare
polmonare, possono accompagnarsi se concomita congestione bronchiale a broncospasmo.
- Reperti cardiaci
Nelle forme più avanzate di scompenso il polso può apparire piccolo per la riduzione
della gittata sistolica. Un' alterazione caratteristica importante è il polso
alternante che si presenta con battiti di diversa ampiezza in relazione all'alternanza
della forza contrattile dovuta all'alternanza della pressione telediastolica ventricolare
sinistra.
Nello scompenso possono inoltre esser presenti toni cardiaci aggiunti, come il
terzo tono che all'auscultazione si manifesta ed è definito come "galoppo" protodiastolico,
per la caratteristica acustica che assume, quale espressione di un incremento
della pressione telediastolica ventricolare.
In altre occasioni può esser presente un quarto tono (galoppo telediastolico),
legato ad una più energica contrazione atriale.
- Turgore delle giugulari
L' ipertensione venosa sistemica è una spia dell'entità della ritenzione idrica.
Un parametro utile per valutare la pressione in atrio destro e di conseguenza
l'entità della ritenzione è fornito dall'osservazione delle vene giugulari Se
nelle sezioni di destra (in atrio) vi è un pressione aumentata, conseguenza del
sovraccarico ventricolare sinistro che si ripercuote a monte, le vene giugulari
rimangono distese e pulsanti. Stati subclinici o di insufficienza ventricolare
destra possono essere rilevati con la ricerca del reflusso epatogiugulare, attraverso
al compressione del quadrante addominale superiore destro, si noterà se il ventricolo
destro non sarà in grado di ricevere o espellere il transitorio aumento del ritorno
venoso dovuto al provocato svuotamento del fegato congesto. La positività di tale
segno è dunque indicativa di un' elevata pressione capillare polmonare.
Edema polmonare acuto
E' il quadro più drammatico dello scompenso cardiaco e merita una citazione a
parte. Compare più frequentemente di notte, sovente in pazienti con cardiopatia
nota, ma anche in individui senza precedenti di malattia cardiaca.
All'origine vi possono essere differenti cause come un'embolia polmonare, una
grave aritmia, la rottura di una corda tendinea valvolare, un infarto miocardico
acuto, una puntata ipertensiva.
Il quadro di esordio è caratteristico, il paziente è in preda ad un grave stato
di agitazione, appare pallido, sudato con la cute fredda e tende a rimanere seduto
sul letto. La dispnea e la polipnea sono gli aspetti più eclatanti, ai campi polmonari
sono udibili rantoli crepitanti diffusi udibili anche senza l'ausilio di stetoscopio,
man mano che il quadro si evolve e si aggrava, il che può accadere anche in pochi
minuti e condurre a morte per congestione polmonare massiva conseguenza della
grave compromissione della funzione ventricolare sinistra per le cause sopra descritte
(cardiopatia ischemica, cardiomiopatie, ecc).
Indagini Strumentali
- Esami di laboratorio
Sono indispensabili in fase di inquadramento diagnostico, sebbene il loro apporto
sia quasi nullo per la diagnosi di scompenso, consentono di dirimere taluni dubbi
nella diagnostica differenziale con altre patologie e nell' inviduazione dei fattori
precipitanti una volta fatta la diagnosi con altri mezzi. Tra di essi l'esame
emocromocitometrico per evidenziare stati anemici in grado di simulare o far precipitare
un quadro di scompenso. La funzionalità renale e gli elettroliti (azotemia, creatinina,
sodio, potassio, osmolarità) dal momento che il sovraccarico di volume plasmatico
può esaltare o simulare il quadro di scompenso. La funzionalità epatica (transaminasi,
bilirubina, gamma GT) considerando che in uno scompenso congestizio possono aumentare
alcuni di tali indici.
- Elettrocardiogramma
In presenza di scompenso cardiaco il tracciato non è sovente alterato, si possono
però evidenziare anomalie che di per sé possono far precipitare uno scompenso
cardiaco, come le aritmie iper od ipocinetiche (fibrillazione atriale, blocchi
AV ed altre ancora). Od ancora il riscontro di alterazioni di tipo ischemico che
possono segnalare la presenza di una coronaropatia che può innescare un quadro
di scompenso cardiaco.
- Rx torace
Anche se la lettura di una radiografia toracica è un dato soggettivo, essa rappresenta
un'indagine indispensabile in fase di diagnosi dal momento che la sola clinica
può mascherare uno scompenso cardiaco latente. Difatti la "stasi polmonare" si
può evidenziare prima della comparsa dei segni clinici. Essa consente di valutare
le dimensioni e la morfologia dell' ombra cardiaca, la congestione polmonare e
la presenza di patologie polmonari
- Ecocardiogramma (Ecocolor doppler cardiaco)
Rappresenta un supporto indispensabile per un' accurata diagnosi, il suo ruolo
non si limita alla sola valutazione della funzione sistolica e distolica ma comprende
lo studio della morfologia e della volumetria, della cinesi segmentaria del ventricolo,
della funzione delle valvole e delle pressioni polmonari, nonché della presenza
di fonti emboligene.
- Emoganalisi
E' in grado, attraverso un prelievo arterioso, che si effettua solitamente da
un' arteria radiale, di evidenziare i principali parametri ematici, testimoni
degli scambi respiratori, fornendo al clinico dati sufficienti a stabilire alterazioni
della dinamica respiratoria.
- Test da sforzo e TDS cardiopolmonare
Il primo quello tradizionale consente di valutare la capacità funzionale cardiaca
sulla base del tempo di esercizio o dello sforzo e quindi, della potenza massima
raggiunto. Il paziente viene sottoposto ad un lavoro progressivamente crescente
fino all' esaurimento con comparsa di dispnea. Il test cardiopolmonare invece
offre dati più precisi e dettagliati che esprimono la risposta ventilatoria, metabolica
ed emodinamica, fornendo una valutazione complessiva del sistema cardiovascolare
e dell' apparato respiratorio e del distretto muscolare.
- Studio Coronarografico
Rientra fra le indagini invasive di solito comunque non richieste in prima istanza
per la diagnosi di scompenso cardiaco, ma volte a meglio definire una causa di
scompenso potenziale tereversibile. E' indicata quando lo scompenso si accompagna
ad angina e ad alterazioni della contrattilità segmentaria all'ecocardiogramma
o comunque quando sono presenti sintomi e segno di scompenso cardiaco senza che
si riesca a definire una causa che in questo caso potrebbe nascondere una coronaropatia
latente, pur in assenza di rossolane alterazioni della cinetica regionale all'ecocardiogramma.
Indagini Strumentali
Conclusioni
La diagnosi precoce è il mezzo più importante per affrontare il dilagare di tale
patologia
Il riconoscimento dei primi segnali o segni e sintomi clinici da parte del pz
unita ad un attenta valutazione clinica da parte del medico, ha un ruolo prioritario
e deve sempre essere affiancata ad un dato strumentale.
Gli accertamenti di I livello, peraltro non invasivi, sono di per sè sufficienti
a definire una prima diagnosi. Solo per casi dubbi è giustificato il ricorso a
metodiche più' invasive. Non va comunque dimenticato che i dati strumentali ed
i segni e sintomi clinici vanno interpretati nel contesto clinico.
INSUFFICIENZA CARDIACA