LE LEUCEMIELEUCEMIA |
A cura del dott Fabio Raja |
Nel sangue ci sono svariati tipi di cellule: i globuli rossi specializzati nel trasporto dell'ossigeno, i globuli bianchi, che a loro volta si suddividono in linfociti T e B, i granulociti specializzati nella lotta alle infezioni virali e batteriche, e i monociti, gli spazzini del corpo umano.

Sono cellule diverse per aspetto e funzioni, che derivano da un unico capofamiglia,
dal nome piuttosto complicato: cellula staminale ematopoietica.
Le staminali ematopoietiche si trovano nella parte più interna di molte ossa,
il cosiddetto midollo rosso, e non fanno alcun lavoro particolare, ma hanno una
formidabile capacità di riprodursi e dare origine a tutte le diverse cellule del
sangue.
In altre parole è come se ogni staminale fosse il capostipite da cui prende vita
un'intera stirpe di figli, nipoti, pronipoti, e così via. La famiglia diventa
sempre più numerosa e, generazione dopo generazione, le cellule acquistano forma
e funzioni sempre più precise, divenendo alla fine, globuli rossi, bianchi e piastrine.
Se percorriamo con lo sguardo quest'immaginario albero genealogico, ad un certo
punto troviamo il progenitore di tutti i vari linfociti, chiamato precursore linfoide, e quello da cui deriveranno i granulociti, il precursore mieloide.
I tumori che colpiscono il precursore mieloide sono le leucemie mieloidi, mentre quelle che interessano quello linfoide sono le leucemie linfoidi.
Dal precursore modificato in senso tumorale origina un gran numero di cellule
malate, più o meno alterate nella forma e più o meno incapaci di svolgere le normali
funzioni delle analoghe sane.
Ogni tipo di leucemia può avere un andamento rapido e tumultuoso, si parla allora
di leucemie acute, o lento e calmo, le leucemie croniche.
Perciò abbiamo leucemie acute e croniche che a loro volta possono essere, secondo
il tipo di cellula malata, mieloidi o linfoidi.
Nelle forme acute le cellule sono assolutamente incapaci di svolgere il lavoro
delle equivalenti cellule normali, mentre nelle forme croniche riescono in qualche
modo a farlo.
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Questi pazienti si stancano facilmente, hanno fiato corto per sforzi di poco
conto e sono pallidi, anemici, perché la crescita disordinata delle cellule alterate
frena lo sviluppo dei globuli rossi. Vanno facilmente incontro a sanguinamenti
gengivali o nasali e lividi in ogni parte del corpo, perché la produzione delle
piastrine, importanti per il controllo delle emorragie, è intralciata.
Febbre e infezioni sono all'ordine del giorno, poiché i globuli bianchi malati
non riescono a contrastare le infezioni.
Di sovente lamentano perdita di peso e malessere generale.
A scanso d'equivoci è bene chiarire che questi disturbi sono molto generici,
possono colpire in modo passeggero persone assolutamente sane e sono comuni a
tante malattie poco importanti, mentre le Leucemie sono malattie piuttosto rare.
La presenza di questi malesseri non deve, perciò, provocare infondate paure ed
eccessive preoccupazioni e, casomai, deve spingerci a chiedere il parere del medico.
La forma mieloide colpisce più frequentemente gli adulti, specie sopra i 60 anni,
mentre quella linfoide è più frequente sotto i 19 anni. I disturbi sono simili
e possiamo distinguere le due malattie solo guardando attentamente al microscopio
le cellule malate o con speciali esami.
Nei pazienti con leucemia linfoide le cellule malate possono accumularsi nelle
ghiandole linfatiche, i linfonodi, che s'ingrossano, o nel sistema nervoso provocando
così mal di testa e vomito.
Un tempo queste malattie avevano, sfortunatamente, un'evoluzione molto rapida.
A partire dagli anni settanta ci sono stati notevoli miglioramenti nelle cure
e oggi è possibile ottenere nella quasi totalità dei pazienti la remissione cioè
a dire lunghi periodi di completo benessere e, a conti fatti, oltre la metà dei
pazienti guarisce definitivamente.
Leucemie croniche
Diversamente dalle forme acute, nelle forme croniche le cellule che nascono dal
precursore malato, raggiungono una certa maturazione che permette loro di funzionare
normalmente. Per questo motivo il corso della malattia è meno grave.
La maggior parte delle Leucemie mieloidi croniche capita negli adulti, è rara
sotto i 20 anni e la sua frequenza cresce con l'età. Nei bambini i disturbi ed
il comportamento della malattia sono simile a quella dell'adulto, ma i risultati
del trapianto midollare sono migliori.
I sintomi di questa malattia si sviluppano gradualmente ed oltre ai disturbi
comuni a tutte le Leucemie, spesso c'è dolenzia nella parte alta dell'addome,
specie a sinistra, perché la milza è ingrossata. Questi malati talora lamentano
sudorazione eccessiva, perdita di peso e sopportano poco il caldo.
Nelle forme croniche le cure sono piuttosto efficaci e garantiscono lunghi periodi
di completo benessere durante i quali non c'è alcuna necessità di prendere medicine.
Il trapianto di midollo
La cura delle leucemie è basata, essenzialmente, sulla somministrazione di farmaci
(chemioterapia) o radiazioni (radioterapia) che distruggono le cellule malate.
Bisogna sapere che a tutt'oggi non ci sono medicine o mezzi per distruggere le
cellule malate e rispettare quelle sane. Questo vuole dire che le cure danneggiano
anche le cellule sane costringendoci a dare quantità ridotte del farmaco per non
compromettere irrimediabilmente, l'organismo. Dosi inferiori evitano questo rischio,
ma si capisce, sono meno efficaci per curare la malattia.
Il trapianto di midollo permette di aggirare quest'ostacolo.
Gli Specialisti distruggono con quantità elevate di farmaci, o radiazioni, tutte
le cellule del midollo rosso, non solo i precursori che danno origine alle cellule
Leucemiche, ma anche i precursori sani dei globuli bianchi, rossi e delle piastrine.
A questo punto il malato è tecnicamente guarito dalla Leucemia, ma non potrebbe
sopravvivere dal momento che non è più in grado di rinnovare le normali cellule
del sangue. E' per questo motivo che il suo midollo rosso è rimpiazzato con quello
di un donatore sano, il cui sangue è compatibile con quello del paziente.
Il midollo del donatore è prelevato direttamente dalle ossa, in anestesia generale,
tramite aghi adatti allo scopo. Per lui, a parte una certa dolenzia nelle zone
del prelievo che dura pochi giorni, non ci sono altre conseguenze, poiché le cellule
midollari rimaste sono in grado di riprodursi e riformano completamente e in pochi
giorni, il midollo rosso.
Il malato riceve il midollo sano del donatore con una banale trasfusione. Le cellule midollari sono in grado di trovare da sole la strada per insediarsi
nelle ossa e ripopolare il midollo distrutto dalle cure.
Adesso, possiamo impiegare altre tecniche per ottenere le cellule staminali ematopoietiche. Queste, infatti, non popolano solo il midollo rosso, ma si trovano, anche se in numero piuttosto esiguo, nel sangue che scorre nei vasi. E' possibile, perciò, prelevare queste cellule dal sangue del donatore, con una tecnica che i medici chiamano emaferesi. A queste cellule sono poi aggiunte particolari farmaci che riescono a stimolarne potentemente la proliferazione, permettendo agli Specialisti di ottenere in tempi ragionevoli un numero sufficiente di staminali da iniettare al paziente.
Sebbene le Leucemie siano affezioni molto serie, oggi un sempre maggior numero di malati riesce a guarire completamente o ad avere duraturi periodi di completo benessere. La complessità delle Leucemie e i continui progressi della medicina impongono che il trattamento di queste malattie sia effettuato presso centri molto specializzati che possono dare ad ogni paziente tutte le delucidazioni sulla natura della malattia e le possibilità di cura a lui più adatte, garantendo standard elevati nella diagnosi e nella terapia.