OTOSCLEROSIChe cos'èSi tratta di una malattia dell'orecchio piuttosto rara che provoca sordità. Consiste
in una crescita microscopica anomala di osso nelle pareti dell'orecchio interno,
tecnicamente una "osteodistrofia della capsula labirintica".
Clinicamente si osserva una lieve prevalenza nel sesso femminile. Interessa nel
90% dei casi entrambe le orecchie. Ha generalmente inizio tra i 10 e 20 anni,
ma si manifesta clinicamente tra i 20 e i 30 anni.
Sintomatologia L'otosclerosi è caratterizzata da un decorso a stadi solitamente molto lento, ad eccezione di alcune forme giovanili caratterizzate da un rapido peggioramento. Il sistema endocrino svolge un importante ruolo nella progressione della malattia che sembra rapidamente aggravarsi in seguito ad un incremento dell'attività endocrina ed in particolare ad un aumento della produzione di estrogeni; ciò si manifesta durante la pubertà, la gravidanza, l'allattamento e con l'uso di contraccettivi orali. Clinicamente il sintomo principale è la riduzione dell'udito (ipoacusia). Generalmente
esordisce come unilaterale per poi interessare successivamente entrambi i lati
(nella maggior parte dei casi). La perdita uditiva è inizialmente di tipo trasmissivo,
ovvero è esclusivamente dovuta ad un'alterata conduzione meccanica dell'onda sonora.
E' solitamente una perdita che evolve lentamente nell'arco di mesi od anni, spesso
con periodi di stabilizzazione. Quando la fissazione della staffa è completa,
clinicamente si evidenzia una perdita di 60 dB, la massima perdita trasmissiva
possibile.
Nella maggior parte dei pazienti otosclerotici (70%) si manifestano gli acufeni (rumore nell'orecchio) unilaterali o bilaterali e la loro importanza cresce in relazione allo stadio della malattia. In alcuni casi (10-25%) si manifestano anche sintomi vestibolari rappresentati da:
Diagnosi L'esame otoscopico solitamente evidenzia una membrana timpanica normale.
La valutazione strumentale include l'esame audiometrico tonale, l'esame audiometrico vocale e l'esame impedenzometrico con la valutazione dei riflessi stapediali. Esame audiometrico tonale
Audiometria vocale
Esame timpanometrico
M isura del riflesso stapediale
Terapia Dopo la diagnosi clinica di otosclerosi sono possibili 4 opzioni terapeutiche:
La protesizzazione nei soggetti affetti da un'otosclerosi con ipoacusia trasmissiva medio-moderata permette di ottenere buoni risultati. Tale terapia è consigliabile in tutti i casi in cui vi siano controindicazioni alla chirurgia, nei casi in cui si debba trattare l'unico orecchio udente o quando il paziente stesso rifiuti l'intervento chirurgico. La terapia medica si avvale dell'utilizzo di floruro di sodio (NaF) in associazione con la vitamina D e con il Calcio. Le indicazioni a tale trattamento sono: la presenza di sintomi vestibolari; l'evidenziarsi di una ipoacusia mista (trasmissiva e neurosensoriale) progressiva; la stabilizzazione della malattia nel periodo pre-operatorio e nel caso si tratti di un'ipoacusia neurosensoriale. Tale terapia medica presenta alcuni effetti indesiterati, i più comuni sono quelli a carico dell'apparato gastroenterico (nausea, vomito, diarrea, ecc.) e dell'apparato muscoloscheletrico (dolori muscolari e articolari). La terapia chirurgica, anche quando condotta da un chirurgo esperto, comporta una quota di rischio di danno irreversibile della funzione cocleare; è pertanto importante attenersi, nel porre l'indicazione all'operazione, a criteri precisi: una differenza tra soglia per via ossea e soglia per via aereea di 30-40 dB, nei casi in cui siano presenti acufeni o turbe dell'equilibrio, in forme caratterizzate da una sordità grave bilaterale con possibilità di recupero che consenta almeno l'uso della protesi. Il ricorso alla soluzione chirurgica è assolutamente sconsigliabile quando l'orecchio in causa è l'unico orecchio udente. L'intervento per l'otosclerosi si definisce "stapedectomia" (asportazione totale della staffa compresa la platina).
o "stapedotomia" (asportazione della sovrastruttura della staffa lasciando in sede la platina).
La stapedotomia è oggi la tecnica operatoria più diffusa e consiste nell'asportare
la sovrastruttura della staffa (capitello, crura anteriore e posteriore) lasciando
in sede la platina sulla quale si pratica un piccolo foro dove verrà applicata
la parte terminale della protesi. In tale modo la protesi mantiene la continuità
tra la catena ossiculare (con l'estremità superiore è agganciata all'incudine)
e il labirinto (l'estremità inferiore penetra nel foro praticato sulla platina)
permettendo la trasmissione dell'onda sonora.
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