LE RAGADI ANALI: DIAGNOSI, CURA E PREVENZIONERAGADI ANALI |
A cura di Maura Peripoli |
Le ragadi anali rappresentano un vero problema per chi ne soffre poiché sono dolorose, persistenti,
a volte recidive e difficili da curare: spesso infatti l’unica soluzione per eliminarle
definitivamente è quella chirurgica.
Cosa sono propriamente le ragadi? Sono ulcerazioni lineari dermoipodermiche generalmente localizzate sul margine posteriore dell’ano, in prossimità del
coccige. In alcuni rari casi la localizzazione è nella zona anteriore. Entrambe
le localizzazioni corrispondono ai punti di minor estensibilità ed elasticità
della cute anale. Dunque le lacerazioni che non si rimarginano, vengono denominate
ragadi: questa è una patologia più diffusa di quanto si pensi e uno degli impedimenti
più difficile da superare è la reticenza che i pazienti dimostrano nel parlare
di questo problema al proprio medico curante. Infatti molte persone si vergognano
di affrontare il problema con lo specialista e trascinano a volte per anni una
situazione che peggiora inesorabilmente.
Origine delle ragadi
Durante la defecazione l'ano si dilata per far passare le feci, e generalmente
la normale dilatazione di esso permette di eseguire questa funzione fisiologica
senza sforzo e senza che la pelle si rompa. Il problema insorge quando per qualche
motivo l'ano si dilata troppo: in quel caso la pelle intorno a questo organo si
strappa e si rompe. Generalmente questo avviene con il passaggio di feci grosse
e dure, situazione tipica per le persone stitiche. Nel momento in cui avviene
questo “strappo”, si forma vicino all’ano appunto, un taglietto dal quale fuoriesce
un lieve sanguinamento ben visibile e riconoscibile. Il sangue che si osserva
ha un colore rosso vivo (si tratta di sangue fresco) da non confondersi con quello
di rosso scuro che potrebbe rappresentare la spia di altri problemi più seri,
quali ad esempio un’emorragia interna: in questo caso sarà bene consultare tempestivamente
uno specialista. Più volte durante l’anno può capitare che alcune persone soffrano
di piccoli sanguinamenti: ma si tratta di episodi occasionali e di poca importanza.
La minuscola lacerazione può risolversi da sola in pochi giorni. Il problema si
pone invece quando le lacerazioni “ricorrono” sempre nello stesso punto e la conseguenza
è che ad un certo punto non si rimarginano più.
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I sintomi
Come riconoscere le ragadi e quali sono i sintomi da tenere sotto controllo?
Il primo evidente importante sintomo della presenza di ragade anale è un intenso
dolore durante la defecazione con uno stimolo continuo accompagnato da bruciore
e prurito. Il dolore può durare solo alcuni minuti ma anche persistere per parecchie
ore. In ogni caso in paziente riferisce difficoltà a sedersi e anche a rimanere
troppo tempo in piedi. La sera fa fatica ad addormentarsi e la mattina si sente
stanco con la conseguenza che vengono svolte con difficoltà le normali attività
quotidiane.
Diagnosi
Nel momento in cui il paziente lamenta i “classici” sintomi della ragade anale,
lo specialista deve innanzitutto escludere la presenza di altre patologie quali
emorroidi, neoplasie dell’ano e del retto, malattie infiammatorie croniche dell’intestino,
malattie a trasmissione sessuale. Il dolore della ragade si manifesta in tre tempi
diversi: all’inizio, durante il passaggio delle feci è piuttosto acuto, successivamente
c’è una fase di “stallo”, momento in cui il dolore può anche scomparire del tutto
ma dopo circa 10 minuti, ritorna più vivo che mai persistendo anche per ore. Solitamente
alla fine della defecazione sono presenti un lieve sanguinamento, prurito e bruciore.
Lo spasmo sfinterico è un elemento specifico della ragade anale che spesso ne
rende difficile l'evidenziazione all'esame obiettivo.
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