TALALGIA PLANTARE E SINDROME DELLO SPERONE CALCANEARE 2/2TALALGIA PLANTARE, SPERONE CALCANEARE |
A cura del Dott. Ugo Perugini |
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Deformità di Haglund e borsite.
Diagnosi
Lo sperone calcaneare , chiamato anche deformità di Haglund o “pump bump” consiste in una esostosi , cioè una escrescenza ossea congenita che il più delle volte compare a livello del versante posteromediale dell’osso.
Questa forma di alterazione ossea causa molto frequentemente borsiti, cioè infiammazioni, della borsa sinoviale situata davanti al tendine di Achille e dietro al calcagno, dal momento che provoca una pressione anomala sul punto in cui si trova e conseguente dolore.
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La borsite posteriore del tendine di Achille può essere diagnosticata sia attraverso indagini radiografiche, che verificando direttamente la parte dolorante che in genere presenta una tumefazione diffusa e la formazione di uno spesso callo sulla superficie posteriore del calcagno.
Possibili terapie
Naturalmente il trattamento terapeutico dipende in larga misura dalla natura della talalgia e dall’estensione dell’eventuale danno osseo al calcagno. Si tenga conto che una patologia lieve guarisce nel giro di pochi giorni. Se il dolore permane oltre le due settimane è necessario il ricorso a una visita specialistica.
Il consiglio principale, soprattutto se il paziente svolge attività fisica continua, è quello di sospenderla subito, in attesa di riprendere la sua normale funzionalità. Il dolore al tallone, infatti, non va sottovalutato in nessun caso, ma soprattutto bisogna evitare il rischio di possibili peggioramenti che possono sopravvenire se non si sospende l’attività motoria, a causa di quelli che vengono chiamati paramorfismi compensativi. Le persone che soffrono di tallonite tendono a limitare il carico sul piede dolente adottando una postura particolare ma scorretta o modificando in modo innaturale la deambulazione. Il che, a lungo andare, può determinare problemi, anche seri, al bacino, alla colonna vertebrale e alle ginocchia.
Il primo intervento, durante la fase acuta della malattia è, come sempre, l’applicazione
di una borsa di ghiaccio sulla zona dolente. Nei casi di fascite plantare può essere efficace sottoporsi ad esercizi di stretching che, oltre alla fascia
plantare, interessino il polpaccio e il tendine di Achille. In seguito, si potrà
ricorrere all’uso di plantari, cosiddetti “di scarico”, tutori notturni, gambaletti
che favoriscono la deambulazione e, nei casi in cui il dolore sia particolarmente
intenso, può essere consigliabile anche l’uso di stampelle. Utili sono anche le
sedute di fisioterapia, eventualmente anche con utilizzo di crioultrasuoni , una terapia recente che si è dimostrata efficace in numerosi casi, e ionoforesi.
È chiaro che se la tallonite non si risolve entro un periodo di due settimane,
si rende necessario effettuare ulteriori accertamenti ed esami clinici.
Nel caso di sperone calcaneare conclamato è possibile procedere subito a una terapia infiltrativa con iniezioni locali di un corticosteroide e di un anestetico con cadenza settimanale, ponendo la massima attenzione ad evitare di iniettare direttamente il tendine di Achille, fino alla completa remissione dei dolori.
Inoltre, per fare in modo che la tensione sulla fascia plantare si allenti è possibile ricorrere a una fasciatura contenitiva plantare , adottando le coppette calcaneari e i cuscinetti plantari che possono contribuire a ridurre i disturbi al tallone.
È chiaro che una volta attenuato il dolore, sarà necessario eseguire un esame posturografico e una valutazione biomeccanica, per realizzare un apparecchio ortotico ad hoc.
Per far fronte alla borsite del tendine di Achille si può ricorrere ai FANS, procedendo, qualora sia presente un versamento infiammatorio, all’aspirazione del liquido.
Nei casi più gravi e per evitare recidive può ritenersi opportuno intervenire con l’escissione chirurgica dell’esostosi e/o della borsa.
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