LE MALATTIE DELLE PIASTRINEMALATTIE PIASTRINE |
A cura di Fabio Raja |

Tutte le cellule del nostro sangue, hanno un ciclo vitale piuttosto breve, per
questo devono esserne prodotte sempre di nuove per rimpiazzare quelle che giunte
al termine della loro vita, sono distrutte. Questa incessante produzione avviene
in uno spazio vuoto nella parte più interna di molte ossa. Questo spazio è riempito
da una sostanza molliccia che prende il nome di midollo rosso.
Le piastrine hanno un ruolo molto importante nell'emostasi, che è il mezzo con
il quale il nostro organismo cerca di arrestare le perdite di sangue.
Quando un vaso sanguigno è danneggiato, infatti, le piastrine si uniscono a formare
un tappo ( trombo piastrinico) in corrispondenza della lesione, che blocca subito
la perdita di sangue.
Le piastrine circolano sciolte nel sangue, in una goccia che ne sono alcune decina
di migliaia, ma quando c'è un'emorragia si aggregano tra loro, grazie a sostanze
sprigionate dai tessuti danneggiati, mentre alla periferia della zona colpita
i tessuti sani, elaborando altre sostanze, impediscono al trombo di estendersi
troppo.
Normalmente ci sono tra 150 mila e 400 mila piastrine nella millesima parte di
un litro di sangue. Alcune persone hanno poche piastrine, allora i medici parlano
di piastrinopenia, cioè sono povere di piastrine. Altre, pur avendone un numero regolare, soffrono
di vari disturbi perché le loro piastrine non funzionano come si deve ed i medici
chiamano queste condizioni piastrinopatie, cioè malattie delle piastrine. Spesso
i medici quando parlano delle piastrine usano un altro nome, trombociti, perciò
i termini trobocitopenia e trombocitopatia sono perfettamente equivalenti a quelli usati prima.
Tutti questi pazienti hanno disturbi causati da un'emostasi difettosa e perciò
spesso sanguinano dal naso, dalle gengive o hanno mestruazioni abbondanti e prolungate.
Talora la loro pelle si ricopre di piccoli puntini rossi, petecchie emorragiche,
che altro non sono che piccolissime emorragie superficiali. Raramente ci sono
disturbi importanti o emorragie gravi.
Una riduzione del numero di piastrine sotto 20-30 mila può causare questi disturbi,
ma non necessariamente.
Non c'è un rapporto netto, infatti, tra il numero delle piastrine e la gravità
dei disturbi.
Le cause
Le piastrine, qualche volta, diminuiscono perché il midollo rosso ne produce
poche, come avviene in molte forme congenite e in qualche caso il difetto è trasmesso
dai genitori, anche se la malattia si manifesta molti anni dopo la nascita.
Le forme più comuni di piastrinopenia sono, però, quelle prese da adulti, spesso
a seguito dell'uso di farmaci come i chemioterapici antitumorali, certi diuretici
o a causa dell'abuso d'alcol.
Nel corso di molte malattie virali, morbillo, varicella, rosolia, mononucleosi
infettiva e infezioni da cytomegalovirus, ci può essere una diminuzione delle
piastrine, che tuttavia è momentanea e si risolve, quando l'infezione guarisce.
Più raramente la riduzione delle piastrine è dovuta a tumori molto avanzati o
gravi infezioni.
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La diagnosi
Chi sanguina con facilità e ha spesso lividi o petecchie, potrebbe avere un qualche
problema alle sue piastrine, perciò è bene rivolgersi al medico per avere consigli.
Un semplice conteggio delle piastrine e la loro osservazione al microscopio permette
subito di valutare se c'è una penuria o una cambiamento della forma delle piastrine.
Altri esami più complessi (autoanticorpi antipiastrine, biopsia del midollo osseo,
test per valutare se reni e fegato funzionano come si deve, anticorpi virali,
e altri) possono essere utili per capire perché le piastrine si sono ammalate.
Qualche consiglio
Chi ha poche piastrine deve evitare di assumere farmaci antinfiammatori, certi
antidolorifici e medicine per abbassare la febbre.
Queste medicine, come ad esempio l'aspirina, diminuiscono la capacità delle piastrine
di unirsi l'una con l'altra per formare il trombo piastrinico. Per questo l'aspirina
è data a chi ha una propensione a formare trombi, come chi soffre di coronarie.
Altro utile consiglio è evitare le iniezioni intramuscolari perché c'è sempre
il rischio che l'ago provochi dei sanguinamenti esagerati all'interno del muscolo,
che possono essere molto fastidiosi e trasformarsi in ascessi.
Le piastrinopenia da eparina
Alcune persone sono costrette ad assumere eparina per cercare di sciogliere i
trombi che si sono formati nelle loro vene o per prevenirli quando ci sono fondati
motivi che ciò possa accadere.
La trombosi è la formazione dentro un vaso sanguigno di un grumo di sangue che
blocca od ostacola lo scorrimento del sangue.
L'eparina, è una sostanza prodotta dal fegato, ed è in grado di impedire che
si formi il coagulo o quando si è formato ne ostacola l'ingrandimento. Se è data
subito dopo la formazione del coagulo può persino scioglierlo.
La cura con eparina è un'impegnativa perché questa sostanza, impedendo la coagulazione
del sangue, può causare gravi emorragie. Per questo deve essere fatta sotto attento
controllo medico, eseguendo periodici esami per evitare rischi. L'eparina, che
è data per iniezione sottocutanea o endovenosa, può causare una riduzione delle
piastrine.
Una modesta e passeggera piastrinopenia si osserva in quasi tutti i pazienti
che fanno l'eparina, ma in una piccola percentuale di questi la diminuzione del
numero delle piastrine non è modesta né passeggera.
In queste persone si formano degli anticorpi contro le piastrine che causa la
distruzione delle piastrine da un lato e trombosi delle vene profonde delle gambe,
embolia polmonare, dall'altra.
Le cure
La cura delle emorragie da piastrinopenia è locale, durante le manifestazioni
emorragiche.
Le trasfusioni sono indicate quando la perdita di sangue causa una anemia acuta.
Le trasfusioni di piastrine sono poco usate perché le piastrine trasfuse sono
rapidamente distrutte.
La plasmaferesi, una tecnica usata dai medici trasfusionisti per ridurre gli
anticorpi contro le piastrine, ha dato buoni risultati, ma passeggeri.
I farmaci più comuni utilizzati sono il cortisone che, è noto, ha molti effetti
collaterali, come ritenzione idrica, peluria esagerata, iperglicemia, ipertensione,
danni allo stomaco.
In definitiva raramente queste malattie danno disturbi importanti, così nella
maggior parte dei casi non c'è necessità di cure particolari e sarà sufficiente
qualche attenzione e seguire attentamente i consigli del proprio medico per evitare
inconvenienti più gravi.