TUMORI DEL COLON-RETTO
TUMORE DEL COLON-RETTO |
A cura di Rossana Berardi
Clinica di Oncologia Medica
Universitá Politecnica delle Marche
Ancona |
Epidemiologia a fattori di rischio
Il carcinoma del colon retto rappresenta una delle più frequenti cause di morte
per neoplasia nei paesi occidentali. La sua incidenza è in aumento in tutto il
mondo ed in Europa vengono diagnosticati ogni anno 200.000 casi.
Tale neoplasia è rara prima dei 40 anni, presentandosi più frequentemente intorno
ai 60 anni. L’incidenza nei due sessi non mostra differenze per quanto riguarda
la localizzazione colica, mentre a livello rettale sembra essere leggermente più
frequente nel sesso maschile. Le sedi più colpite sono il retto (50% dei casi)
ed il sigma (20% dei casi), il colon ascendente ed il trasverso con la flessura
splenica sono interessati rispettivamente nel 16% e nell’8% dei casi.
Tumore del colon-retto
Il 70% dei pazienti si presenta alla diagnosi con malattia chirurgicamente aggredibile,
il 30% con malattia metastatica; il 25% dei pazienti operati radicalmente presenterà
una ripresa di malattia dopo un tempo variabile.
La sua eziologia, la causa, è sconosciuta, anche se studi epidemiologici hanno
identificato possibili fattori di rischio:
- Abitudini alimentari: alcune osservazioni attribuiscono ad una dieta povera di fibre e ricca di grassi
un ruolo importante. Le ipotesi riguardo ai meccanismi con cui la dieta potrebbe
influenzare lo sviluppo della neoplasia sono diversi:
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Il grasso alimentare può avere una azione diretta aumentando il turnover epiteliale,
oppure può agire indirettamente attraverso il suo metabolismo ad acidi biliari
nel fegato. Gli acidi biliari vengono quindi escreti e convertiti in promotori
tumorali dai batteri presenti nel lume intestinale. |
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Le fibre alimentari avrebbero la capacità di legare ed amalgamare i grassi e
gli acidi biliari o inibire la loro attività promotrice con una azione di diluizione.
Inoltre la loro fermentazione batterica ad acidi grassi a breve catena può contribuire
alla acidificazione delle feci che sembra avere un ruolo protettivo, forse riducendo
la idrossilazione batterica degli stessi acidi grassi. |
- Fattori genetici: è possibile identificare molte sindromi ereditarie associate alla presenza
di polipi adenomatosi e ad alto rischio di sviluppare neoplasie del grosso intestino:
La poliposi familiare adenomatosa è una malattia ereditaria trasmessa con un
meccanismo autosomico dominante caratterizzata dalla presenza di centinaia o migliaia
di polipi adenomatosi in cui, in assenza del trattamento, lo sviluppo del carcinoma
è la regola (100%) ed avviene in età giovanile adulta, alcuni anni dopo la comparsa
dei polipi.
Nella sindrome di Lynch (HNPCC, cancro colorettale ereditario senza poliposi)
il processo neoplastico interessa, oltre il colon-retto, anche lo stomaco, l’ovaio,
la mammella.
Una suscettibilità ereditaria, e non una vera e propria sindrome come le precedenti,
sarebbe responsabile dello sviluppo del carcinoma nei soggetti che presentano
una storia familiare della malattia.
- Polipi neoplastici: la trasformazione maligna è più frequente negli adenomi villosi (35-40%) e
tubulo-villosi (16-22%) rispetto ai tubulari (1-4%), e nelle lesioni multiple
ed in quelle con maggiori dimensioni (oltre i 2.5 cm).
- Malattie infiammatorie intestinali: la storia naturale della colite ulcerosa, può essere contrassegnata dallo sviluppo
di un carcinoma del colon-retto, a sua volta condizionato dalla durata e dall’estensione
della malattia. Il rischio è circa 20 volte superiore a quello della popolazione
generale per i pazienti con una malattia datante da più di 10 anni. Rilievi analoghi,
ma a livelli estremamente più bassi, sono stati riscontrati anche nel morbo di
Crohn.
Manifestazioni cliniche
La neoplasia può presentarsi a livello clinico con una serie di sintomi e segni
che oltre allo stadio della malattia, dipendono anche dalla sua localizzazione
nei vari tratti in cui il colon ed il retto vengono suddivisi.
Colon destro
Le lesioni che si sviluppano a questo livello sono in genere vegetanti, spesso
di notevoli dimensioni, talvolta ulcerate e facilmente sanguinanti. Sul piano
clinico possono determinare:
- Anemia secondaria allo stillicidio cronico e costante di sangue dalla neoplasia
ulcerata (sangue difficilmente osservabile macroscopicamente nelle feci).
- Dolore di tipo gravativo, non molto intenso, subcontinuo, localizzato ai quadranti
addominali di destra e talvolta all’epigastrio. Può essere associata una vaga
sintomatologia dispeptica.
- Astenia, per lo più correlata all’anemizzazione.
- Massa palpabile all’emiaddome destro di solito nelle fasi avanzate di malattia.
- Anoressia e dimagrimento.
Colon sinistro
I tumori che interessano il colon sinistro hanno uno sviluppo prevalentemente
di tipo anulare ed infiltrante e ciò, può determinare frequentemente un ostacolo
alla canalizzazione.
I sintomi e segni clinici predominanti sono, quindi, rappresentati da:
- Modificazioni dell’alvo caratterizzate da stipsi o diarrea, ma in genere dall’alternanza
tra una e l’altra.
- Presenza di sangue nelle feci, talora in modesta quantità ed, a volte, in misura
copiosa associato, non di rado ad emissione di muco.
- Dolore addominale, spesso intermittente, e di intensità variabile localizzato
in genere ai quadranti sinistri o diffuso a tutto l’addome.
Retto
Le neoplasie che si sviluppano a questo livello sono prevalentemente vegetanti
ed ulcerate e facilmente sanguinanti. A seconda della localizzazione del tumore
a livello sopra-ampollare, ampollare, sotto-ampollare, si distinguono quadri clinici
diversi:
- Le neoplasie sovra-ampollari si presentano con una sintomatologia analoga a quella
descritta per il colon sinistro.
- I tumori ampollari danno luogo a tenesmo, senso di corpo estraneo o ad un senso
di peso, talora associati ad un dolore di tipo gravativo e a rettorragia sia durante
che dopo la defecazione o indipendentemente da essa con mucorrea.
Le neoplasie sotto-ampollari si presentano con tenesmo imponente, dolore perineale
e perianale che si accentua durante la defecazione ed evacuazione di feci nastriformi,
frammiste a sangue e muco.
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