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ULCERA PEPTICA

A cura del Dott.
Andrea Ricci

L'ulcera peptica è una patologia molto diffusa, con un sintomo, il dolore nella parte alta dell'addome, a volte fitto, a volte crampiforme, che può alleviarsi con il cibo, caratteristico, ma non sempre presente, al punto che nel 15-30 % dei casi può restare asintomatica.I soggetti con ulcera peptica hanno più spesso un'età fra i 35 e i 45 anni, mentre tra gli anziani la malattia può passare inosservata in quanto senza sintomi significativi.Malgrado i grandi passi ottenuti nel chiarimento dei meccanismi e sulle cause che la formano, così come i progressi nella terapia, è ancora oggi gravata da un'alta percentuale di mortalità: in Italia infatti è al 15° posto fra le cause di morte. L'ulcera duodenale è più frequente dell'ulcera gastrica.

Per ulcera si intende una lesione che si approfonda sino a raggiungere e superare uno strato di tessuto che si chiama muscularis mucosae.

La mucosa gastrica di per sé ha dei meccanismi di difesa che si oppongono alla lesione:

  • la prima linea di difesa è data da uno strato di muco e bicarbonato, prodotti dalle cellule della mucosa gastrica, che aderisce alla stessa mucosa formando in tal modo sia una barriera fisica che una barriera chimica attraverso l'azione dei bicarbonati, trattenuti all'interno del muco, i quali neutralizzano l'acido.
  • Una seconda linea difensiva è data dalle cellule stesse della mucosa, attraverso il loro essere uniti.
  • Una ultima linea di difesa è data dal sistema di vascolarizzazione, cioè attraverso la capacità del sangue che arriva allo stomaco ed al duodeno di portare via l'acido diffuso e di neutralizzarlo, nonché di apportare energia alla mucosa. In questo contesto, delle sostanze chiamate Prostaglandine hanno un ruolo importantissimo nel mantenere integra la barriera mucosa (quella che si chiama citoprotezione ). Tutto il sistema difensivo è regolato da un complesso sistema di controllo nervoso ed ormonale.

I fattori che invece creano danno alla mucosa sono la secrezione acida gastrica, la pepsina ( un enzima che ha un ruolo importante nella digestione delle proteine ) e, in certi casi, i sali biliari. Ma anche fattori esterni possono avere un ruolo importante nel creare una lesione nella mucosa, e tra questi ricordiamo i farmaci antidolorifici (l'acido acetilsalicilico, cioè la cosiddetta aspirina, i FANS o Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei) e l'alcool.

Qualunque sia la causa che produce l'ulcera, il meccanismo con cui questa si forma sta nello squilibrio tra i fattori difensivi e quelli lesivi , e l'acidità in tal senso ha un ruolo fondamentale (tanto da avere fatto enunciare il detto "non acid-non ulcer", cioè senza acidità non si può avere l'ulcera).

Cause

Le cause più frequenti della malattia ulcerosa sono un batterio, l'ormai famoso Helicobacter Pylori, l'uso dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), e lo stress. Vi è poi un eterogeneo elenco di cause associate ad altre malattie (bronchite cronica, artrite reumatoide, cirrosi epatica, iperparatiroidismo, insufficienza renale cronica) ed altre dovute a cause molto meno frequenti (patologie tumorali che incrementano la secrezione gastrica, radiazioni, chemioterapia etc).

Diagnosi

Oggi, con l'avvento della endoscopia digestiva, si è avuto un forte incremento nella accuratezza diagnostica e nella valutazione della efficacia terapeutica, con riduzione delle complicanze e, nel caso della endoscopia interventistica, anche del numero di interventi chirurgici nei casi di sanguinamento.

Terapia

Con i farmaci abbiamo avuto, in questi ultimi decenni, un salto di qualità nella efficacia terapeutica, passando dagli antiacidi, agli inibitori del recettore H2 della istamina ai più potenti inibitori della pompa protonica.

La mancanza di farmaci efficaci aveva spinto nel passato i medici a concentrare la attenzione sul trattamento dietetico. La dieta assumeva in tal senso un ruolo centrale nella terapia dell'ulcera, assegnando persino degli effetti benefici a determinati cibi nel favorire la cicatrizzazione della lesione ulcerativa. La attenuazione della sintomatologia dolorosa con la assunzione di cibo o il suo peggioramento con altri ha fatto si che venissero prescritte le "diete lattee", che utilizzano il debole effetto di tamponamento del latte per la riduzione del dolore, salvo poi avere un successivo aumento della secrezione acida, oppure la famosa quanto inutile "dieta in bianco", basata sulla somministrazione di cibi di facile digeribilità e cotti in maniera semplice, accompagnati da un elenco di alimenti da evitare, che ha condotto il paziente ulceroso a sentirsi "più malato", senza alcun beneficio sulla malattia.

Le attuali conoscenze sulle cause dell'ulcera e la presenza di farmaci molto potenti che riducono la secrezione gastrica, portando quindi un rapido miglioramento della sintomatologia nonché una più veloce guarigione dell'ulcera, ha fatto si che il ruolo della alimentazione, a parte il momento "acuto", sia stato ridimensionato.

Aspetti igienico sanitari

Particolare attenzione è invece oggi rivolta ad alcuni semplici, ma importanti aspetti igienico-alimentari, quali:

  • Abolizione o forte riduzione del fumo (che riduce la capacità di guarigione dell'ulcera)
  • Masticazione accurata
  • Pasti regolari; a tal proposito, i famosi "pasti piccoli e frequenti" sembrano avere perso il loro ruolo di fronte alle nuovi armi terapeutiche, che era quello di ridurre la sintomatologia dolorosa con il cibo (specie nella ulcera duodenale). Sicuramente i tre pasti principali vanno obbligatoriamente effettuati, possibilmente ad orari costanti; gli eventuali spuntini vanno dati in funzione della tollerabilità individuale.

Indicazioni dietetiche

Poiché i soggetti ulcerosi sono anche particolarmente emotivi, una eccessiva restrizione dietetica può solo peggiorare la loro sensazione di malessere, e pertanto ogni indicazione deve essere "su misura" per ogni singolo paziente, nel rispetto delle sue abitudini di vita e delle intolleranze soggettive.

Latte e derivati:
il loro uso è permesso, pur avendo perso il ruolo "terapeutico" (latte intero, magro, panna).

Uova:
sono concesse, limitandosi alle uova alla coque o in camicia, ed evitando le fritture e, se mal tollerate, le uova sode.

Pane, pasta e riso:
non ci sono limitazioni particolari, fuorché per le minestre in brodo di carne o con il dado ed estratti, che è preferibile evitare.

Carni, pollame, pesce:
sono tutti permessi, scartando le carni fibrose e cartilaginee. Si consiglia la cottura ai ferri, arrosto o al vapore, mentre si sconsigliano le carni bollite. Non ci sono controindicazioni all'uso delle carni o dei pesci surgelati; al contrario, evitare l'uso dei prodotti in scatola o sotto sale.

Salumi:
il divieto dei prodotti troppo grassi, o con spezie o pepe, affumicati, sotto sale o sott'olio, limita praticamente la scelta dei salumi al prosciutto crudo magro e alla bresaola.

Formaggi:
evitare l'uso dei formaggi speziati, piccanti e stagionati. Gli altri sono permessi.

Verdure:
la tollerabilità alle verdure è molto individuale, sia per le quantità, sia per il tipo, che per il metodo di cottura. Le verdure più "incriminate" sono il pomodoro, specie se consumato crudo e le verdure crude in genere, le verdure che tendono a creare meteorismo, quali cavoli, cavolfiori, cetrioli, nonché i legumi.

Frutta:
la frutta con la buccia può a qualcuno creare, come per le verdure, problemi di tollerabilità, ma in generale non ci sono restrizioni, compresi gli agrumi se sono tollerati. Bandita la frutta secca.

Dolciumi:
sono sconsigliati i dolciumi di pasticceria con creme, cioccolato, cacao, nonché la marmellata, il miele ed i marron glacè. Consentita la pasticceria secca, i biscotti, la pasta frolla.

Bevande:
bandite l'acqua e tutte le bevande gassate, i succhi di frutta e le bevande acidule, le bevande a base di cola, il te', il caffe' va assunto con moderazione e sempre a stomaco pieno (compreso il decaffeinato); vietatissimi i superalcolici, specialmente a stomaco vuoto, uso moderato della birra e solo ai pasti. E' consentito un po' di vino da tavola ai pasti.

Spezie, grassi e condimenti:
le spezie ed i condimenti sono irritanti per la mucosa ma non ulcerogeni: pepe, peperoncino, chiodi di garofano, senape, mostarda, paprika andrebbero comunque evitati per la loro capacità di evocare la sintomatologia; stesso discorso vale per aceto e sottaceti, salse piccanti, aromi, succo di limone. Lo strutto ed il lardo rallentano la digestione, pertanto è sempre preferibile utilizzare olio di oliva preferibilmente a crudo.

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