TEST DI FUNZIONALITÀ - BASI SCIENTIFICHE
Funzioni respiratorie
Nell’ambito dei test di funzionalità assume primaria importanza la valutazione
dell’efficienza del cosiddetto "sistema trasporto-utilizzo dell’ossigeno”.
Le cellule muscolari necessitano di ossigeno per alimentare i processi ossidativi
del motore biologico che si trova nelle cellule muscolari. Più precisamente, il
motore è localizzato in organelli intracellulari detti mitocondri.
Mitocondrio
Lì deve arrivare l’ossigeno per ossidare le molecole elementari derivanti dalla
degradazione metabolica di grassi, proteine, zuccheri. La strada che l’ossigeno
fa per giungere dall’aria ambiente sino ai muscoli è lunga e complessa in quanto
articolata in numerose tappe che coinvolgono diversi sistemi. L’organismo assume
ossigeno dall’esterno attraverso l’attività respiratoria e parallelamente provvede
ad eliminare l’anidride carbonica che viene espulsa nell’aria ambiente. (vedi
Sistema respiratorio)

Proprio per questo spesso si evidenziano limitazioni funzionali che possono semplicemente
indicare scarsa efficienza (per un fattore costituzionale o per poco allenamento)
oppure essere di rilevanza clinica.
E’ quindi importante valutare se il sistema respiratorio funziona correttamente
ed è in grado di sostenere il carico di lavoro previsto dall’attività fisica .
La funzione respiratoria include la parte puramente meccanica di movimento del
torace per far entrare ed uscire l’aria dai polmoni (la ventilazione polmonare
è a riposo di circa 10 l/min e può aumentare a 60-70 l/min durante un lavoro di
intensità medio-elevata). Il consumo energetico dei muscoli respiratori è molto
elevato e, in effetti, una parte consistente nella sensazione soggettiva di fatica
proviene dal sistema respiratorio. Inoltre, la fatica muscolare, cioè la condizione
nella quale il muscolo non è più in grado di lavorare, colpisce tanto i muscoli
degli arti che quelli della respirazione. Ecco quindi l’importanza di valutare
l’efficienza del sistema respiratorio.
Vi è un’altra funzione respiratoria da considerare e cioè la diffusione dei gas
a livello degli alveoli polmonari: l’ossigeno si diffonde dagli alveoli verso
il sangue e l’anidride carbonica in senso inverso. Il processo di diffusione dipende
criticamente dalla condizione funzionale del distretto alveolo-capillare: la funzione
è ottimale se la parete dell’alveolo è sufficientemente sottile e se ogni alveolo
riceve sangue.
Molte condizioni alterano queste due caratteristiche, tipicamente il fumo di sigaretta.La funzione polmonare è molto delicata e fortunatamente il disegno
funzionale è ridondante rispetto alle necessità; tuttavia è importante ricordare
che un danno polmonare non è facilmente recuperabile. Una volta nel sangue, l’ossigeno
si lega ad un trasportatore contenuto nei globuli rossi, l’emoglobina, ed è noto
che più emoglobina c’è nel sangue più ossigeno può essere portato ai muscoli.
Funzioni cardiovascolari
Il cuore riceve il sangue ossigenato dai polmoni e deve pomparlo nei tessuti.
Dal punto di vista morfologico-funzionale il cuore è un organo specificamente
disegnato per lavorare molto e a lungo, tuttavia queste sue prerogative si perdono
in condizioni di inattività.
| I grandi atleti hanno un cuore in grado di pompare sotto sforzo 25-30 l/min,
una persona normale arriva a 15 l/min |
Ovviamente per compiere il suo lavoro, il muscolo cardiaco consuma ossigeno che
gli proviene attraverso il sistema arterioso delle coronarie; queste ultime devono
essere ben pervie per non limitare il flusso di sangue arterioso al cuore.

Funzioni muscolari
Più ossigeno i muscoli ricevono, più lavoro sono in grado di compiere; tuttavia
la loro capacità di disporre di ossigeno a livello dei mitocondri dipende criticamente
dalla densità della rete capillare e dal corredo enzimatico che sostiene il metabolismo
ossidativo.Quale è dunque l’approccio classico per la valutazione funzionale del
“sistema trasporto-utilizzo dell’ossigeno”?Occorre simulare uno sforzo e misurare
nel soggetto le variabili fisiologiche coinvolte nello sforzo stesso.Sulla base
dei risultati del test, il medico sportivo può impostare un programma di allenamento
tarato sulle condizioni organiche del soggetto. Altri test sono disponibili per
valutare la biomeccanica posturale o durante l’esecuzione di un preciso movimento. |