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AGOPUNTURA E MALATTIE METABOLICHE

A cura di Anna Paola Tortora con la consulenza del Dott. Mauro Ramundi

In presenza di disturbi metabolici, caratterizzati principalmente da obesità, iperinsulinismo, ipertensione e ipertrigliceridemia, un approccio molto interessante è quello offerto dalla Medicina Classica Cinese. Al suo interno infatti esiste una disciplina risalente al XIII secolo e denominata "Scuola della Terra” che prende come riferimento l’aspetto gastroenterico e tende a ricercare l’origine delle patologie esaminando gli squilibri energetici che interessano milza e stomaco.
Medicina Classica Cinese e Medicina Tradizionale Cinese non vanno confuse: nella seconda le principali strategie messe in campo dalla Medicina Classica Cinese vengono ridotte a formule che possono essere applicate più rapidamente. Praticare la Medicina Classica Cinese è sicuramente più complesso, presupponendo conoscenze più approfondite ma, per le malattie metaboliche, è sicuramente la strategia migliore.

Medicina Classica Cinese e la sindrome metabolica
Come causa delle sindromi metaboliche la Medicina Classica Cinese individua generalmente un deficit di Qi (energia) della milza. Ogni paziente ha caratteristiche energetiche differenti, che consentono all’agopuntore di classificare il soggetto all’interno di grandi gruppi (tipologie) per cui ogni approccio sarà diverso dall’altro.
Il deficit di Qi della milza può essere trattato con punti che tonificano l’organo oppure possono correre in suo aiuto altri organi (stomaco, polmoni, reni e sangue del fegato). A volte il loro intervento contribuisce a ripristinare il corretto equilibrio energetico, a volte invece sono proprio gli organi che sono giunti in soccorso ad ammalarsi.

Sindrome metabolica: obesità, diabete, ipertensione e ipercolesterolemia
L'obesità è determinata da un errato funzionamento del metabolismo, al quale poi spesso si associa anche un'iperalimentazione. Questo avviene perché il meccanismo si automantiene: l’incremento dei livelli di insulina all’interno dell’organismo, determina un aumento della richiesta di cibo. Si viene così a creare un circolo vizioso che arriva a interessare molti distretti del corpo. È fondamentale l’approccio dietetico: il paziente deve prediligere alimenti con un basso contenuto glicemico, per cercare di stabilizzare i livelli di insulina, impedendo che questi raggiungano dei picchi durante la giornata; in questo modo sarà più facile controllare le richieste di cibo.
Secondo la visione orientale, l’obesità è caratterizzata da un accumulo che si verifica in virtù del deficit di Qi di milza, un principio di fisiopatologia valido in tutte le condizioni in cui è presente una carenza energetica. Lo stesso meccanismo compensativo si può osservare anche in presenza di ipotiroidismo, noduli della tiroide e fibromi uterini: in questi casi ad essere deficitario è lo Yin. In virtù di questa carenza l’organismo tende a tesaurizzare, conservare, accumulare.
È il deficit dello Yin di fegato (strettamente collegato al deficit del Qi della milza come si vedrà in seguito) a determinare invece l'accumulo di colesterolo, dando luogo alla comparsa di ipercolesterolemia. Lo Yin del fegato è il sangue. Problemi energetici a carico di quest'ultimo si riversano negativamente sul sistema dei vasi sanguigni, determinando la comparsa di disturbi cardiovascolari, pressori e cardiaci, tutti aspetti associati alla sindrome metabolica. Il diabete invece è identificato come una carenza di acqua: questa patologia in Medicina Classica Cinese si chiama “Xiao Ke", che significa “profonda debilitazione, secchezza”. Questa carenza di liquidi nei pazienti diabetici deriva dall'aumento della minzione.

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Dietetica Cinese ed energie
Nel corpo, secondo la Medicina Cinese, scorrono vari tipi di energie. Ognuna di esse è correlata a un nutriente. Una di queste è la Wei Qi, essa è un’energia difensiva, correlata con il glucosio. Si tratta di una fonte energetica pronta e disponibile e può essere utilizzata rapidamente dal corpo. L'energia che proviene direttamente dal nutrimento è definita Ying Qi: correlate a questo tipo di energia sono le proteine. La Yuan Qi, infine, è un'energia costituzionale: a lei appartengono i grassi, che sono elementi molto importanti per l'organismo. Da questi derivano i midolli, gli ormoni e le membrane delle cellule.

Il deficit di milza e le sue conseguenze
Milza e stomaco, secondo i dettami della Medicina Classica Cinese, attengono a una categoria, un movimento, per dirlo con gli antici medici cinesi, definito "Terra". Esso fa parte di una dialettica particolare, quella dei cinque movimenti. Secondo questa visione, ogni movimento è associato a un sentimento. Nel caso dell'obesità e dei disturbi metabolici, l’emozione predominante nell’individuo è l’idea ossessiva caratterizzata dal rimuginare a lungo sulle cose, uno stato d'animo che porta a un indebolimento progressivo. Nella visione Classica l’aspetto psicologico ricopre un ruolo fondamentale: questo può, infatti, determinare la comparsa di squilibri conseguentemente ai quali hanno origine le più svariate patologie.
Nel caso delle malattie del metabolismo la preoccupazione e l’ossessione, a lungo andare, ledono l'energetica associata alla milza. L'organo, deficitario, inizia a favorire l'accumulo che si manifesta mediante la formazione di edemi. Questi ultimi sono legati a un eccesso di umidità, che tende a bloccare ulteriormente il flusso energetico del viscere. Il corpo, per combattere l’umidità, produce calore: a volte questo meccanismo compensativo ripristina il corretto flusso energetico, altre volte sfocia in una condizione patologica di eccesso di umidità/calore.

Il ruolo dello stomaco e l’eccesso di fuoco
Per combattere l'umidità è lo stomaco a produrre calore, giungendo in aiuto della milza. In alcuni casi questo intervento è di successo, in altri invece lo stomaco resta coinvolto da un eccesso di fuoco. Questo porta alla comparsa di una condizione (che in medicina occidentale verrebbe definita ipercloridria gastrica): per calmare il calore l’organo inizia a richiedere cibo. In questo modo il processo si automantiene e lo scompenso continua a esistere.
Quando a essere interessato da eccesso di fuoco è lo stomaco, a subirne le conseguenze è la sfera gastrica, ma non solo. Un eccesso di fuoco nell'organismo lede il cuore, ad esempio. Ha inoltre un forte impatto sullo Shen e favorisce quindi la comparsa di disturbi neurologici e incide negativamente sul fegato e sui vasi.

Il ruolo del polmone
Altro “alleato” della milza nel combattere l'umidità attraverso il calore è il polmone. Questo meccanismo compensativo non può però andare avanti a lungo: se infatti questa condizione persiste lo stesso polmone può ammalarsi. Uno dei primi sintomi associati ai disturbi della sfera metabolica è l’astenia. La stanchezza, in Medicina Classica Cinese, è un indicatore che viene riferito proprio a uno squilibrio del polomone, che secondo la visione orientale è il "Maestro del Soffio".

I vasi
Il calore del polmone generalmente tende a viaggiare nei vasi. Un eccesso di fuoco del polmone può arrivare a compromettere la loro funzionalità, determinando la comparsa di disturbi a carico dell'apparato cardiocircolatorio, come l'aterosclerosi e accidenti cardiovascolari. Lo stesso succede nel fenomeno della microangiopatia (malattia dei vasi) diabetica, strettamente correlata con il diabete e l'iperinsulinismo scompensato.
Ma gli esempi non sono finiti. Collegata con gli scompensi a carico dei vasi determinati da un eccesso di fuoco è l'ipertrigliceridemia: nella Medicina Classica questa patologia è associata a un disturbo di un'energia profonda, chiamata Yuan Qi. Quest'ultima, come già visto sopra, è strettamente connessa con l'elemento dei grassi e con la costituzione ed è correlata con i meridiani curiosi. Questi ultimi volgono verso i visceri curiosi che sono il midollo, l'utero, la vescica biliare, l'osso, il cervello e, non a caso, proprio i vasi. Essi scorrono all'interno di tutto il corpo. Ecco spiegato come un problema di calore a carico di questi possa agevolare la comparsa di patologie non solo in un distretto isolato. Il riferimento è ad arteriopatie degli arti inferiori, ad esempio, ma anche malattie cerebrali su base vascolare come gli ictus ischemici. Un eccesso di calore dei vasi, in ultimo, incide negativamente sul cuore, comportando la comparsa di scompensi cardiaci.

Il Jing
Correlato con la Yuan Qi è il Jing. Quest’ultimo, una sorta di serbatoio energetico congenito, fornisce la materia affinchè si sviluppi energia Yuan. Il Jing è un'energia ancestrale che ogni individuo ha sin dalla nascita. Questo tipo di energia, una volta consumata e intaccata, non si ricrea. Comportamenti alimentari scorretti (ma anche stili di vita sbagliati) consumano il Jing, e quindi influiscono negativamente sulla Yuan Qi. Al contrario adottare un’igiene di vita adeguata contribuisce a preservare il Jing, e quindi l'intero organismo.

Il ruolo del rene
In un'ottica di organi e visceri, diversa quindi da quella adottata dalla Medicina Classica Cinese, altro aiuto può essere fornito alla milza dallo Yang del Rene. Se l'organo riesce nell'intento di supportare la milza, l'equilibrio si ristabilisce. In caso contrario il rene può andare incontro a esaurimento. Questa condizione genera ulteriori problemi ormonali, collegati prevalentemente alla sfera riproduttiva. Il rene, infatti, secondo la medicina cinese è depositario della potenza fertile, sia dell'uomo che della donna. Possono quindi verificarsi varie condizioni patologiche: da deficit della mobilità degli spermatozoi e ipogonadismo, nell'uomo, a comparsa di fibromi, cisti ovariche, sintomi di umidità nel TR inferiore, quindi frequenti secrezioni vaginali, nella donna.
Se il rene va in deficit, una delle conseguenze è la comparsa della poliuria, l'aumento della quantità delle urine. Questa è una condizione tipica delle persone affette da diabete. Il rene, va in aiuto della milza, si depaupera e subisce questa conseguenza.

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Il sangue del fegato
Se anche il rene non riesce a supportare il Qi di milza, l'ultima possibilità è rappresentata dal sangue del fegato che nutre anche il cuore. L'esaurimento del sangue del fegato quindi può portare alla comparsa di problemi a carico della sfera cardiaca perchè il cuore non potrà essere nutrito a sufficienza.

Agopuntura nel trattamento dei disturbi metabolici
Lo scopo del trattamento attraverso Agopuntura è il contenimento della patologia, limitando i dosaggi dei farmaci. L'Agopuntore, al momento della visita, cerca di capire quale sia la motivazione alla base della patologia del paziente e se a determinare la sindrome metabolica sia il deficit di milza. Dal momento in cui arriva alla diagnosi, il deficit energetico dell'organo viene affrontato in differenti modi: si parte dall'alimentazione. La milza (ma anche lo stomaco) è associata a un sapore, il dolce. Dal punto di vista della dieta, quindi i cibi dolci, più che rinforzare l'organo, lo danneggiano. Si deve quindi ridurre l'apporto di glucosio e favorire l'utilizzo di carboidrati più complessi, come i cereali integrali, che stabilizzano i livelli di insulina. Per quanto riguarda l'Agopuntura (che segue la Medicina Tradizionale Cinese), si lavora sui punti del meridiano della milza, che possono andare a tonificare l'organo. Se invece si vogliono seguire i dettami della Medicina Classica Cinese, allora l'agopuntore dovrà concentrarsi su altri punti specifici che si trovano sui meridiani vaso concezione e stomaco. Essi devono essere trattati insieme ad altri punti correlati al sentimento che in quel momento prevale nella persona.

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