LA PEDODONZIAPEDODONZIA |
A cura di Francesca Soccorsi, con la consulenza
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Già prima dei 5 anni circa il 75% dei bambini è affetto da carie. A provocarle è la placca batterica, costituita da batteri e residui organici
di origine alimentare. La placca si forma costantemente all’interno della bocca,
aderisce ai denti, ne intacca lo smalto e prosegue attraverso i cunicoli dentinali in direzione
della polpa. Nei bambini la carie è un problema ricorrente perché lo smalto dei
denti da latte è più sottile e quindi più vulnerabile alle aggressioni esterne.
Motivo per cui appena spuntati, i denti devono essere mantenuti sani: prevenire è meglio che curare, oltre che più economico. Per questo motivo è fondamentale
un incontro precoce con lo specialista, che darà ai genitori i chiarimenti necessari per una corretta
igiene orale del bambino.
La prima visita
La prima visita dal pedodonzista è consigliabile già a partire dai 6 mesi, periodo
in cui iniziano a spuntare i denti da latte. Nei bambini così piccoli i sintomi
sono salivazione abbondante, arrossamento e rigonfiamento delle gengive, inappetenza e bisogno di mordere. Tutte manifestazioni che preludono proprio
all’eruzione dei primi dentini.
Un ritardo eccessivo nella loro comparsa potrebbe, invece, in casi rari, derivare
dalla mancanza congenita di dentizione (agenesia). Situazione verificabile solo con una radiografia e un attento esame da parte
dello specialista.
Le conseguenze della carie nei denti da latte
Si pensa erroneamente che i denti da latte non richiedano cure e controlli e
che, una volta caduti, anche se cariati o rovinati, non si presentino problemi
per i denti definitivi. Al contrario, i denti da latte sono molto importanti per:
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Igiene orale quotidiana
Per igiene orale si intende la rimozione della placca e dei residui alimentari
con lo spazzolino. L’operazione dovrebbe avvenire dopo ogni assunzione di cibo. I bambini molto
piccoli non sono in grado di provvedere da soli, quindi sono i genitori a dover
eseguire la pulizia tramite una garza imbevuta d’acqua. Dai 2 ai 3 anni è possibile iniziare a utilizzare lo spazzolino con dentifricio
ad hoc che non contiene abrasivi. Dai 6 anni il bimbo può diventare autonomo, ma deve essere sempre sorvegliato
dai genitori affinché la pulizia avvenga nel modo corretto.
È molto importante la scelta dello spazzolino, che deve essere di dimensioni
adeguate, con manico dritto, testina piccola, setole artificiali con punte arrotondate
e durezza media. È fondamentale anche insegnare ai bimbi la corretta tecnica di
spazzolamento, per asportare la maggior parte di placca possibile, con un movimento che deve
partire dal braccio e non dal polso per avere un maggiore controllo sia sui denti
anteriori sia su quelli posteriori. Per divertire i bambini, e allo stesso tempo
verificare se la pulizia viene effettuata correttamente, si possono utilizzare
le pastiglie rivelatrici di placca che la colorano di rosso e quindi indicano dove c’è maggior bisogno di pulizia.
Igiene alimentare
La capacità degli alimenti di provocare carie (cariogenicità) non è dovuta solo alla quantità di zucchero contenuto nell’alimento stesso
ma anche alla sua consistenza. Più un cibo è appiccicoso, più rimarrà sui denti
e quindi favorirà la formazione della placca e la sua adesione al dente. Di seguito
la tabella relativa al potere cariogeno dei principali alimenti:
| Caramelle e lecca lecca | 27 |
| Miele | 21 |
| Cioccolato al latte | 21 |
| Biscotti | 18 |
| Pasticcini, formaggini | 13 |
| Cioccolato fondente | 12 |
| Cioccolatini | 11 |
| Marmellata | 10 |
| Gelato | 9 |
| Pane e burro, patate fritte | 7 |
| Latte, polenta, banane | 6 |
| Mela, piselli | 5 |
| Tè, gelatine di frutta | 4 |
| Succo di frutta, fragole, arance, frittata | 3 |
| Limonata | 2 |
| Prosciutto, carne | 1 |
Ogni volta che si mangia, nella bocca entrano in funzione gli acidi che favoriscono la digestione. Dopo circa 20 minuti dalla fine del pasto, la secrezione di saliva riporta nella bocca il corretto ph. L’ingestione continua di cibo non permette alla saliva di agire da soluzione tampone. Molto spesso accade che siano proprio i genitori a impartire errate abitudini alimentari ai propri figli. Queste le principali:
Visite periodiche dal dentista (profilassi professionale)
I bambini devono essere sottoposti a un controllo odontoiatrico periodico almeno
ogni 6 mesi affinché vengano loro assicurati pulizia dei denti, diagnosi precoce,
corretta profilassi ed eventuale terapia. Accanto a tutto ciò che un genitore
deve fare per mantenere la bocca dei figli in salute esistono, infatti, accorgimenti
professionali:
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Fluoroprofilassi
Il fluoro svolge un ruolo importante nell’alimentazione umana e per la salute di bocca
e denti. Il suo meccanismo di azione è complesso ed è ancora frutto di indagini
epidemiologiche e scientifiche: fortifica i denti proteggendoli dall’azione degli
acidi e fa parte della struttura chimica dello smalto, quindi lo indurisce fino
a farlo diventare più resistente alle sostanze in grado di intaccarlo e distruggerlo
progressivamente. La sua presenza è determinante ai fini della remineralizzazione
dello smalto nella fase iniziale della carie.
Tutti i cibi, in quantità diverse, contengono fluoro: a ogni pasto viene assimilato
il fluoro presente negli alimenti che si mangiano, fortificando così, giorno dopo
giorno, i denti. I bambini devono, invece, creare la loro scorta di fluoro e possono
essere aiutati nella protezione dei denti tramite la fluorizzazione.
La fluoroprofilassi professionale (topica) consiste nell’applicare direttamente sui denti un gel contenente un’alta concentrazione
di fluoro che, rimanendo a lungo in bocca, esplica la sua azione benefica. Per
essere efficace deve essere ripetuta ogni 4/6 mesi. In aggiunta, ma non in alternativa,
si può praticare la fluoroprofilassi sistemica, somministrando quotidianamente al piccolo pastiglie o gocce a base di fluoro:
queste possono essere assunte da tutti i bambini, dai 6 mesi ai 12 anni.
Sigillatura dei solchi
È conosciuta anche come “vernicetta anticarie” e nasce dalla constatazione che
il 50% delle lesioni cariose si forma nei solchi masticanti dei denti. La superficie
occlusale dei denti posteriori è, infatti, caratterizzata da un susseguirsi di
montagne (cuspidi) e valli (solchi). Non è facile tenere pulito il fondo dei solchi, spesso irraggiungibile anche
dalle setole dello spazzolino: qui la placca si accumula e inizia il meccanismo
di disgregazione dello smalto che porta alla sua distruzione. È possibile riempire
il fondo di queste valli, dopo avere pulito perfettamente la superficie e reso
lo smalto ricettivo, con una resina fluida che occupa la spazio dove dovrebbe annidarsi la placca, rilasciando lentamente
fluoro e prevenendo così la carie.
Bibliografia
Leggi anche: Infanzia e controlli