FIMOSI
FIMOSI |
A cura del Dott. Alessandro Littara |
La fimosi si manifesta con il restringimento dell'orifizio prepuziale. Può essere
congenita o acquisita: è congenita quando dalla nascita e nei primi anni di vita
si manifesta il restringimento dell'orifizio prepuziale. Solo quando è serrata
ha però indicazione chirurgica; negli altri casi è opportuno che, dopo il bagno
tiepido, la madre, con opportuni emollienti, tenti dolcemente di vincere la resistenza
della pelle per farle acquisire progressiva elasticità. La fimosi è acquisita
quando si manifesta in età adulta in un uomo che sino ad allora non aveva avuto
alcun problema, a causa di ripetute infiammazioni fungine o batteriche del glande
o del prepuzio (balanopostiti).

La cute del pene, la semimucosa del prepuzio e del glande, la mucosa del canale
uretrale sono zone dell'apparato genitale maschile in cui normalmente vi sono
numerosi tipi di germi (un ecosistema in equilibrio). Si creano delle secrezioni
che ristagnano nel solco posto dietro la corona del glande. Tali secrezioni sono
il prodotto di piccole ghiandoline sebacee (dette del Tyson), poste sulla circonferenza
della corona del glande. Questa sostanza oleosa ha la proprietà di far scorrere
la pelle del prepuzio sul glande. Normalmente, con buona e ripetuta igiene locale
non si riesce ad apprezzare la presenza di questo liquido. In caso contrario si
forma lo smegma .
Lo smegma è una commistione della secrezione delle ghiandoline con l'aggiunta
della desquamazione delle cellule del prepuzio e del glande. Si presenta biancastro
e cremoso raccolto nel solco del glande. Tale terreno è altamente favorente per
la crescita dei microorganismi (germi e funghi) soprattutto se esistono condizioni
favorenti (es. diabete). Le conseguenze più frequente sono le balaniti e balanopostiti
(infiammazioni del glande e del prepuzio) che possono portare a due tipi di problemi:
il primo riguarda la partner (frequenza di induzione di vaginiti, cerviciti ecc.)
con un successivo effetto a "ping-pong" di continua reciproca ritrasmissione della
patologia; il secondo riguarda l'uomo stesso. Infatti frequentemente, al perpetuarsi
di queste infiammazioni, la pelle del prepuzio diventa anelastica con esiti in
fimosi (restringimento) cicatriziale, con difficoltà o addirittura impossibilità
a scoprire il glande.
Attenzione: la fimosi comporta un rischio aumentato di tumore del pene. Questo tumore, peraltro rarissimo (1 caso ogni anno su 100.000 uomini), può
essere prevenuto anche con una buona igiene locale e, in caso di fimosi, effettuando
la circoncisione. I non circoncisi non si preoccupino: l'aumento del rischio di
cancro del pene resta comunque estremamente limitato. Un'altra possibile e frequente
complicanza delle infezioni balano-prepuziali è costituita dalla presenza di precocità dell'eiaculazione . Infatti, la reazione infiammatoria che interessa il solco balano-prepuziale
può facilmente estendersi alla cute circostante ed al glande, creando un'irritazione
che determinerà un'accentuata stimolazione dei recettori nervosi della sensibilità,
riccamente presenti sul glande stesso. Dal punto di vista della terapia, è possibile
utilizzare farmaci antibiotici e antiflogistici in pomate e compresse, anche se
la loro efficacia è altalenante. Potrebbe essere utile eseguire l'analisi microbiologica
del secreto del solco, per la possibilità di stabilire i germi patogeni eventualmente
implicati e ricavare l'antibiogramma, necessario per impostare una terapia mirata.
Tuttavia, spesso i risultati sono solo parziali, e la soluzione definitiva è affidata
alla chirurgia, mediante la circoncisione .
Circoncisione
Questa metodica (dal latino circum = attorno + caedere = tagliare - tagliare
all'intorno) è un atto medico che affonda le sue radici nella storia dell'umanità.
Consiste nella asportazione totale (circoncisione propriamente detta) o parziale
(definita "postectomia") della pelle del prepuzio con il risultato di lasciare
il glande scoperto. Ha avuto però, da un punto di vista antropologico, significato
di iniziazione e religioso più che medico chirurgico. La circoncisione rituale
ha avuto origini in epoca preistorica; se ne trovano testimonianze in bassorilievi
egizi che illustrano la pratica. Alcune religioni come l'ebraica e la mussulmana,
prescrivono la circoncisione dei bambini in età che va, da pochi giorni per i
seguaci della prima, ai 5-7 anni per i mussulmani. Questa operazione rituale avveniva
ed avviene presso alcune popolazioni africane ed australiane in condizioni scarsamente
igieniche provocando talora complicazioni infettive od emorragiche. Tecnicamente,
si utilizza dapprima una pomata anestetica, da applicare attorno al glande ed
alla base del pene, allo scopo di fornire una prima anestesia locale, intensificata
dopo pochi minuti dall'infiltrazione con ago di un anestetico locale. Si procede
poi all'asportazione del tratto fimotico e della cute in eccesso, suturando i
margini con punti sottili e ravvicinati, costituiti da materiale riassorbibile.
La parte verrà così fasciata ed il paziente potrà da subito alzarsi per essere
dimesso. Nei giorni successivi comparirà pressoché invariabilmente un modesto
edema (gonfiore), che si riassorbirà spontaneamente nel giro di un paio di settimane.
Le medicazioni, da eseguire per 7 giorni, sono estremamente semplici ed alla portata
di tutti. Le attività lavorative potranno essere riprese da subito, mentre per
l'attività sessuale occorrerà attendere circa 15-20 giorni.
Frenulo prepuziale corto
Altra condizione di frequente riscontro è la brevità del frenulo prepuziale (il
cosiddetto"filetto"), che rappresenta una ulteriore fonte di ansie anche per l'uomo
adulto per la frequente implicazione che determina sull'eiaculazione precoce di
origine organica, legata ad una iperstimolazione di questa zona riccamente innervata
ed in continua tensione durante l'atto sessuale. Anche in questo caso la soluzione,
peraltro estremamente semplice, è di pertinenza chirurgica (ambulatoriale), mediante
un procedimento in anestesia locale chiamato frenuloplastica.
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