LA IPEREMESI GRAVIDICA | A cura di Francesca Soccorsi |
Durante i primi tre mesi di gestazione circa l’80% delle donne in gravidanza
soffre di nausee, in molti casi mattutine, talvolta più persistenti nel corso della giornata.
Nel complesso si tratta di un disturbo fastidioso ma non preoccupante: anche quando
i sintomi sono intensi non incidono sullo stato di salute generale della mamma
e del bambino. Tuttavia in una piccola percentuale di casi (0,5-2% circa) il fenomeno
può diventare invalidante, tanto da essere considerato una vera e propria patologia,
nota come iperemesi gravidica (IG), che richiede un intervento tempestivo per evitare la perdita di importanti
quantità di sali minerali e uno stato complessivo di sottoalimentazione.
Le cause
In genere l’IG compare tra il secondo e il terzo mese di gravidanza e scompare
dopo il quarto. Studi epidemiologici hanno rivelato che a soffrirne sono più di
frequente donne giovani con una precedente storia di IG; diabete, depressione,
disturbi tiroidei e patologie gastrointestinali sono considerati fattori di rischio.
Numerosi studi hanno inoltre evidenziato una correlazione tra comparsa di IG e
feto di sesso femminile. L’eziologia dell’iperemesi non è stata ancora completamente
chiarita, ma si ritiene sia il risultato di interazioni complesse tra fattori
biologici, psicologici e socio-culturali. Certamente all’origine sono individuabili
turbe del sistema neuro-vegetativo dovute a elevati livelli sierici di gonadotropina
corionica umana (hCG) e di estrogeni.
I sintomi
Per porre una diagnosi corretta ogni altra possibile causa di nausea e vomito
(epatite, pancreatite, ostruzioni del tratto gastroenterico, patologie a carico
della tiroide, ulcere) deve essere esclusa, soprattutto quando i sintomi di IG
iniziano dopo il primo trimestre di gravidanza. Non esiste, infatti, un esame
specifico e diagnostico per l’iperemesi gravidica. L’IG è caratterizzata da vomito
frequente e ripetuto nel corso della giornata, con conseguente stanchezza, disidratazione
progressiva, perdita di peso, aumento della frequenza cardiaca. In alcuni casi
gli esami ematologici rivelano un innalzamento dei corpi chetonici (sostanze prodotte
dall’organismo in caso di carenza di zuccheri) nel sangue.
| Pubblicità |
|
|
Bibliografia
Deuchar N., Nausea and vomiting in pregnancy: a review of the problem with particular regard
to psychological and social aspects, British Journal of Obstetrics and Gynaecology (1995;102: 6-8)
Di Pietro P., Gravidanza e parto in piena salute, Red Edizioni
Goodwin T.M., Hyperemesis Gravidarum, in Obstetrics and Gynaecology, Rivista dell’American College of Obstetricians and Gynecologists ( 2008; 35:
401-417, VIII)
Jewell D., Young G., Interventions for nausea and vomiting in early pregnancy, The Cochrane Library, Issue 1, John Wiley & Sons 2004