MATRIMONI BIANCHI |
A cura del Prof. Franco Mascherpa
Ginecologo Psicoterapeuta sessuologo
- Università di Torino | Definizione
Il concetto di "matrimonio bianco" è molto antico. Nel diritto canonico esiste
il concetto di "ratus et non consumatus " quale causa di annullamento del valore religioso, e quindi legale, del matrimonio.
Nella pratica clinica sessuologica la definizione operativa di matrimonio bianco
è un po' più articolata. Ad un primo livello si potrebbe dire "bianco" un matrimonio,
o una relazione di coppia non matrimoniale, dove non sia possibile una gravidanza
per motivi sessuali. In una visione più estensiva si potrebbe definire "bianca"
una relazione di coppia in cui sia assente la penetrazione. Ancora più estensivamente
si potrebbe intendere con questa espressione ogni forma di relazione in cui l'erotismo
sia escluso. L'espressione "matrimoni bianchi" è stata abbandonata dalla sessuologia
moderna appunto perché troppo vaga.
Potrebbe sembrare paradossale, ma il numero stimato di situazioni matrimoniali
o di coppia nelle quali non c'è la penetrazione del pene in vagina è abbastanza
alto. Non esiste una documentazione epidemiologica attendibile, ma la stima è
di parecchie migliaia di casi solo nel nostro Paese.
Cause
Classicamente le cause sono divise i tre gruppi:
- cause femminili
- cause maschili
- cause miste
Cause femminili
La più importante è il vaginismo ossia l'impossibilità per la donna di accettare che qualcosa entri nella vagina
per una contrazione involontaria e spasmodica dei muscoli che circondano l'ostio
vaginale (in particolare del muscolo pubo-coccigeo e del ramo anteriore dell'elevatore
dell'ano). Non è raro che siano coinvolti nella contrazione anche altri muscoli
come gli adduttori della coscia e i muscoli dorsali della schiena. Si tratta di
una disfunzione sessuale con una componente di fobia piuttosto elevata. Quando la paura della penetrazione è tale per cui non si tenta neppure e si evitano
accuratamente tutte le situazioni in cui la penetrazione potrebbe avvenire, sarebbe
più corretto parlare di fobia della penetrazione , una situazione questa che rientra nel più complesso quadro delle nevrosi a
sfondo fobico. In realtà gran parte delle donne con vaginismo non soffrono di forme gravi di fobia e sono
realizzate in molti campi della vita : spesso di livello sociale e culturale elevato, realizzate nel campo degli
affetti e del lavoro, con famiglie mediamente funzionanti e, non raramente, seduttive
e di bell'aspetto.
Questo spiega il perché, nonostante la disfunzione, queste giovani donne siano
in grado di stabilire relazioni intime, anche matrimoniali, per lunghi periodi.
L'osservazione clinica avviene principalmente perché emerge consciamente il desiderio
di maternità, o perché la coppia accumula tensioni sessuali e non. I partner delle
donne con vaginismo non sono necessariamente inibiti o inesperti sessuali, si
tratta di maschi dotati mediamente di sensibilità particolare, poco aggressivi,
tendenti alla mediazione. La coppia può manifestare una ricca e gamma di comportamenti
erotici che durano per anni, escludendo la penetrazione e dimostrarsi in ogni
modo creativa in termini di piacere.
Cause maschili
Il deficit erettile grave o la grave eiaculazione precoce (detta ante portam ), possono essere causa di impossibilità alla penetrazione.
Cause miste
Non è insolito che un matrimonio bianco si sciolga e che i due membri della coppia
abbiano rapporti soddisfacenti con altri partner. In questo caso si può parlare
di coppia "collusiva " nel senso che entrambi i componenti della diade collaborano involontariamente al mantenimento
del sintomo . Sono casi in cui si associa un forma lieve di vaginismo con inibizione o ansia
sessuale maschile, oppure un lieve avversione femminile con una scarsa determinazione
maschile. Non tutte le donne con vaginismo avranno un matrimonio bianco: molto
dipende dall'attenzione e dalla capacità dell'uomo a vincere progressivamente
le reazioni difensive delle donne alle prime esperienze sessuali. Un eccesso di
aggressività o un atteggiamento eccessivamente remissivo e poco determinato da
parte del maschio avranno l'effetto di stabilizzare il sintomo, mentre un atteggiamento
paziente, ma deciso, renderanno possibile il rapporto completo dopo un tempo non
necessariamente lungo.
Prototipi e archetipi
- L'eterna studentessa: non è mai il momento per un rapporto completo dato che deve laurearsi. Il petting
è lecito e piacevole purché non si tenti la penetrazione. Se lui non lo capisce
è perché non sa apprezzarla e quindi non la merita, se insiste troppo è volgare
e maleducato.
- L'ape regina: il sesso è il prezzo che si deve pagare per riprodursi come ha insegnato la
mamma. Meno si fa meglio è, e solo quando si può restare gravide, dopo il matrimonio.
Il piacere non serve, anzi è pericoloso. La verginità è un valore inestimabile
cui, purtroppo, le donne devono rinunciare col matrimonio.
- La walkiria: il rapporto con gli uomini è una guerra e lasciarsi penetrare è una battaglia
persa. Meglio essere sempre attente e tenere a freno le pretese maschili piuttosto
che lasciarsi "prendere" dall'abbandono.
La verginità
Le donne con vaginismo, e gli uomini coinvolti nei matrimoni bianchi, manifestano
una varietà d'opinioni rispetto alla verginità. Anche in donne senza sintomi sessuali
il concetto di verginità influenza scelte di vita rilevanti e determina i comportamenti sessuali modificandosi durante la vita in base alla
propria storia personale, diventando un fattore educativo importante per le figlie.
Un'idea eccessiva o distorta del concetto di verginità può essere vista non solo
come meramente difensivo, ma può avere connotati di "valore", nel senso che è
diffusa l'opinione che la verginità sia un valore non sacrificabile in nome di
un qualsiasi altro vantaggio che ne deriverebbe dalla sua perdita.
Oltre al punto di vista della psicologia classica ("sintomo primario di difesa o controsintomo "), esiste il punto di vista sistemico-relazionale per cui la verginità potrebbe addirittura fungere da fattore di mediazione di
coppia, proprio nel senso che una donna "vergine" avrebbe un valore aggiuntivo
da giocare nella relazione in senso seduttivo, quello cognitivista per il quale l'idea di verginità è il prodotto dei modelli sociali ed educativi
tale per cui, a seconda dei sottogruppi culturali, può essere un valore oppure
un limite se si protrae troppo a lungo; la verginità può essere considerata dal
punto di vista filosofico : "Se la nostra cultura accogliesse in sé il mistero dell'altro come una realtà
inaggirabile e non superabile, si aprirebbe una nuova epoca del pensiero nella
quale l'economia della verità e quella dell'etica verrebbero mutate. (...) Delineare
quest'orizzonte nuovo nella filosofia, ormai fondata su una verità inappropriabile,
comporterebbe come primo gesto il necessario rispetto della verginità dell'altro,
per stabilire un pensiero della differenza sessuale e dell'intersoggettività.
La verginità allora non si riduce a una realtà naturale, non viene ascritta soltanto
al femminile o al neutro, ma potrebbe essere l'altro nome della fedeltà di ciascun
genere a se stesso, nel rispetto dell'altro genere. La verginità corrisponde infatti
alla condizione necessaria per l'esistenza di una parola presente qui e ora tra
noi: donna e uomo, donne e uomini. La verginità sarebbe l'altra faccia dell'aporia
che abita una parola che si prende cura della differenza sessuale. La mancanza
di uno stesso discorso conveniente per i due generi, il bisogno di un silenzio
quasi assoluto fra loro per cominciare a parlarci realmente: questi impossibili
da dire divengono la necessità di dire per rispettare la verginità di ciascuno(a)
in quanto propria identità cosciente del suo limite " (L. IRIGARAY, Essere due , Bollati Boringhieri 1994).
Importante, per i Paesi di tradizione cattolica, il punto di vista religioso per cui la verginità diventa il modello femminile di perfezione e santità, e
il paradosso biologico della "vergine-madre" un dogma. Interessante il punto di
vista antropologico da cui sembrerebbe che il concetto di verginità si dimostri utile allo sviluppo
delle strutture sociali in molte culture e quello socio-biologico che vede in ogni comportamento sessuale un modello sociale adattativo vantaggioso
per la salute riproduttiva.
Da un punto di vista medico la verginità era rimasta legata alla struttura anatomica dell'imene: in realtà
non esistono spiegazioni convincenti sulla funzione dell'imene e su una vasta
gamma di varianti morfologiche. I ginecologi sono coinvolti nel trattamento di
alcune anomalie anatomiche del basso tratto genitale femminile che necessiterebbero
di correzione chirurgica per rendere possibile la penetrazione, ma si tratta di
situazioni malformative molto rare, mentre la verginità funzionale (il vaginismo),
che non richiede correzione chirurgica, è difficilmente compatibile con il concepimento,
anche se questo raramente si può verificare. Gli psichiatri sono interessati al
problema della verginità nei disturbi di personalità: la verginità come tratto
narcisistico di personalità o come espressione di grave forma di inibizione. C'è
infine la tradizione mitologica : i miti e i riti della verginità come archetipi dell'anima riscoperti dalla
psicologia junghiana. C'è un aspetto storico : la verginità come valore nelle varie epoche oltre a quello globale della sessuologia in cui la verginità può essere intesa come causa di disfunzioni sessuali, sterilità
di coppia.
Terapia
- biologica : chirurgia del basso tratto genitale (raramente).
- intrapsichica : nelle fobie della penetrazione e nei disturbi di personalità
- relazionale : nelle coppie collusive
- sistemico-famigliare : raramente, quando il sintomo è il perno attorno a cui ruota il sistema famigliare
d'origine
- socio-culturale : quando l'ignoranza del problema, i pregiudizi, e la mancanza di esperienza
, sono alla base del sintomo
- sessuologica : decondizionamento in vivo del vaginismo e terapie sessuali maschili o di coppia
(attualmente questo approccio integrato da la maggior garanzia di guarigione per
il vaginismo che è la causa più frequente dei matrimoni bianchi)
|