IL PILLOLO
Come illustrato nella sezione Contraccezione, i metodi contraccettivi si possono classificare in:
- metodo naturali, (tipo Ogino-Knaus e il metodo della temperatura basale);
- metodi barriera, (preservativo, diaframma, spirale);
- metodi chimici,(la pillola);
- metodi chirurgici, (legatura delle tube, vasectomia).
La pillola unisce una sicurezza assoluta (se usata correttamente), una naturalità
nel rapporto sessuale (assenza di barriere, come il preservativo,...anche alle
sensazioni) e una maggiore praticità rispetto ai metodi chirurgici, anche se non
assicura protezione verso le malattie sessualmente trasmissibili . Ma perché solo la donna si deve sottoporre ad un dosaggio esogeno di sostanze
contraccettive prolungato? Non sarebbe giusto che anche per l'uomo esistesse una
"pillola anticoncezionale", anzi, che esistesse il "pillolo"? Da qui nasce la
ricerca che, negli ultimi anni, sta dando risultati positivi riguardo ad un sistema
contraccettivo clinico per gli uomini.
Lo stato della ricerca
Ci sono tre direzioni nella ricerca:
- Il "pillolo" basato su ormoni. E' il filone di ricerca in stadio più avanzato e più vicino alla commercializzazione.
Si basa sulla combinazione di due ormoni: un ormone progestinico che manda segnali
ingannevoli al cervello, facendogli credere che le gonadi stiano producendo testosterone,
l'ormone maschile che regola anche la nascita di spermatozoi, e ne blocca la
produzione ed il testosterone stesso, per compensare la non-produzione da parte
delle gonadi. La mancanza di testosterone porterebbe infatti al calo del desiderio
sessuale e all'impotenza. Il testosterone peraltro non è somministrabile per
via orale in quanto sarebbe degradato dal fegato, perciò il "pillolo" in realtà
diviene una combinazione di pillole e di iniezioni (di testosterone), o solo iniezioni
(ogni due mesi).
- Il "pillolo" estratto dal cotone. Si tratta di un antiparassitario naturale contenuto nelle piante del cotone,
utilizzato per rendere sterili gli insetti dannosi per le piante. Sembra che sia
efficace anche per l'uomo, ma che la sterilità in molti casi possa diventare irreversibile.
- Il "pillolo" a base di lanidamina. Si tratta di una sostanza antitumorale che blocca la formazione di spermatozoi.
La sperimentazione è ancora in uno stadio preliminare.
Gli sviluppi
Sino ad ora le sperimentazioni sono state effettuate per un numero limitato di
soggetti e solo nel 2001 cominceranno sperimentazioni su vasta scala del "pillolo"
basato su ormoni, coordinate dall' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)
coinvolgendo 10 centri in varie Nazioni. La commercializzazione non è prevista
che tra 3/4 anni.
I potenziali rischi
Il "Pillolo" a base di ormoni, per impedire la produzione di spermatozoi, fa
diminuire la produzione di testosterone, che deve essere compensata da una somministrazione
esterna. Si tratta di un 'artificiale manipolazione degli equilibri metabolici
naturali in un'area molto sensibile per gli uomini perché legata alla sfera sessuale,
alla virilità ed all'ansia che spesso si associa alle prestazioni sessuali. Inoltre
sembra che prolungati disagi di ormoni possano comportare problemi alla prostata
e al fegato.
Cosa ne pensano gli uomini ... e le donne?
Parallelamente alla ricerca scientifica vengono condotte delle indagini statistiche
per stabilire le reazioni degli uomini e delle donne nei confronti di questi nuovi
metodi contraccettivi. Si cita una ricerca condotta dalla Società Europea della
Riproduzione Umana su 4000 persone in diverse città del mondo. I dati dicono che
il "pillolo" è accettato da 2/3 degli uomini. Un'indagine condotta in Italia dall'
Aieol da i seguenti risultati:
Favorevoli al "pillolo"
Timori legati all'uso del pillolo
| Uomini |
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| Conseguenze sulla salute |
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| Calo di fertilità |
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| Calo della virilità |
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| Donne |
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| Calo di fertilità |
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| Calo della virilità |
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Conclusioni
Si tratta di un sistema contraccettivo ancora in uno stadio di ricerca. La commercializzazione
è prevista tra 3/4 anni, anche se i più ottimisti parlano di 2 anni. I prodotti,
all'attuale stadio di sviluppo della ricerca, sembra non diano effetti collaterali,
anche se alcuni ricercatori affermano che hanno ancora delle problematiche non
completamente risolte sui rischi connessi. |