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PROSTITUZIONEPur non potendo affermare con certezza che, come si suole dire, sia il mestiere più antico del mondo, della prostituzione si trovano notizie nel codice babilonese che data 2000 anni prima di Cristo. Tanto in Oriente che in Occidente, offrire prestazioni sessuali a pagamento è stata ed è una pratica molto diffusa che, in alcuni contesti, ha visto una diffusione crescente negli ultimi anni. Legalizzata e normata in alcuni Paesi con l’organizzazione di appartamenti o quartieri dove viene relegata, nella maggior parte degli altri Stati e culture, malgrado esistano leggi che la proibiscano e che, soprattutto, ne sanzionino lo sfruttamento, è consuetudine ostentata. Il fenomeno
Per parlare della questione nella realtà odierna, occorre prenderne in considerazione i tre gruppi coinvolti: gli sfruttatori, le prostitute e i clienti . GLI SFRUTTATORI
Sembra siano tramontati i tempi di "bocca di rosa" , la prostituta cantata da Fabrizio De Andrè di cui si diceva che lo facesse per passione. La prostituzione diffusa oggi è infatti di tre tipi:
Evidentemente, la sofferenza vissuta è variabile nei tre gruppi, ma fa da sfondo, più o meno invadente, ad ognuno di quelli. I CLIENTI
Una recente ricerca di un gruppo torinese che ha aperto una linea telefonica per coloro che vogliono liberarsi dal vizio di frequentare le prostitute e che, con lo slogan “Parliamone liberamente ”, fa capo al numero 011/4330388 ha evidenziato che:
A questi dati va aggiunto il rischio corso dai clienti, spesso volontariamente, di contrarre MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE, con picchi maggiori con tossicodipendenti, omosessuali e transessuali . Va anche detto che il rischio è anche per le prostitute, essendo stato evidenziato che tra le popolazioni più a rischio di trasmettere infezioni ci sono i clienti della fascia di età tra i 40 e i 50 anni. Articoli correlati
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