La definizione di Trampling può essere fatta risalire al verbo inglese “to trample”
che in italiano significa calpestare. Associare questo comportamento alla sessualità evidenzia una pratica “estrema”
dove l’individuo si procura una certa eccitazione facendosi calpestare dal partner,
spesso a piedi nudi, ma anche facendogli indossare particolari tipi di scarpe.
Come si può osservare dalla semplice descrizione sono evidenti due particolari
comportamenti parafilici descritti precedentemente: il masochismo e il feticismo.
È questa una parafilia complessa che vede coinvolti molto di più gli uomini delle
donne. L'eccitazione é raggiunta dalla combinazione del fattore dolore e da quello
umiliazione, questo si ricollega generalmente ad un tipico rapporto di BDSM dove
vi è una partner che funge da dominante Mistress (padrona in inglese) ed un partner sottomesso o schiavo dell'altro (Slave).
Il trampling con tacchi alti, particolarmente apprezzato, è potenzialmente pericoloso
specie se praticato sulla schiena a causa della fragilità delle ossa. Il rischio
fratture e/o incrinature è alto tanto quanto quello di lasciare segni indelebili
sull'uomo che viene calpestato.
Spesso gli uomini che amano praticare tale comportamento sessuale “estremo”,
quando non riescono a metterlo in atto con la propria partner, ripiegano nella
fruizione di materiale video particolarmente florido soprattutto nel commercio
in internet.
I protagonisti del trampling ricalcano pienamente una relazione di coppia di
tipo asimmetrico facilmente riconducibile ai rapporti sadomasochisti. Infatti,
i componenti della coppia sottolineando il valore gerarchico del potere, si dividono
in una Mistress tendenzialmente “sadica” che calpesta e uno Slave “masochista”,
che si eccita per il piacere attivo legato alla sottomissione (farsi calpestare).
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Visto che nella maggior parte dei Trampler è presente il desiderio di voler essere solamente calpestati, il fatto di sentirsi
schiacciare parti del corpo (quelle preferite sono il torace, l’addome e i genitali)
è fondamentale alla loro eccitazione. In questo tipo di coppia i ruoli sono già
definiti: uno guida e l’altro esegue.
Vista la complessità e la difficoltà ad inquadrare chiaramente tale parafilia
(si ricorda che nel DSM IV TR non è citata e quindi può essere inclusa nelle parafilie
altrimenti non specificate), credo sia necessario comprenderla nella pratiche
BDSM evidenziandone probabilmente un comportamento “egoistico” del trampler, che
fa emergere nell’individuo una spiccata personalità narcisistica.
Dall’analisi del materiale disponibile sul web di siti esclusivamente legati
alle pratiche BDSM e dove la pratica del trampling è una delle più amate, si evince
che, mentre viene calpestato, il “Sub” (Submissive) spesso trae godimento dalla
vista del “Dom” (Domination) che incombe sopra di lui. Il fatto che la donna dominante
indossi stivali o scarpe particolari, questo può, anzi diventa uno stimolo visivo
di grande fascino. Se il calpestamento a piedi nudi è difatti un contatto diretto
tra i due, e la scarpa è di per sé un primo elemento di distacco e distanza, essa
diventa anche simbolicamente un ulteriore stadio intermedio tra il sottomesso
sdraiato al suolo e il suo dominante che gli cammina sopra (Ayzad, 2004).
The last but not the least lo schiacciamento sarà totalmente in mano al “Dom” che potrà decidere se il
trampling (e nello specifico quello sui genitali) seguirà una stimolazione tesa
ad eccitare il trampler nella sua umiliazione, piuttosto che uno strumento per
imporre sofferenza. In accordo con la finalità prescelta, o magari variando dall’una
all’altra, il “Dom” gestirà il proprio peso. Qualora vi fosse la presenza di scarpe,
soprattutto se con un tacco a spillo, ne dovrà gestire le caratteristiche. Un
tacco sottile può essere usato per pungere o procurare lievi ferite, un tacco
quadrato e duro può venire premuto fino a fare anche molto male, si può indugiare
su parti più sensibili come i capezzoli o i genitali, oppure calpestare con pressione
dosata parti del corpo che procurano inteso dolore come il dorso delle mani.
Riguardo alla scelta delle parti del corpo da calpestare, considerando che ogni
trampler può avere la propria zona prediletta, può essere utile fare delle interpretazioni:
calpestare il palmo delle mani è un simbolo molto intenso, come di invasione,
mentre premerle sul dorso è estremamente doloroso. Calpestare un piede nudo con
la suola di uno stivale è indubbiamente un chiaro simbolo di sopruso, oltre che
altrettanto doloroso come il dorso della mano stessa. Infine, la più chiara immagine
di sottomissione si ha calpestando la testa o il volto.
Dai video reperibili on-line si evince che la pratica del trampling è strettamente
legata ad uno stato primario di eccitazione. Infatti, nella maggior parte delle
immagini presentate è difficilissimo osservare un’evoluzione che, dalla pratica
erotico estrema del trampling, giunga all’atto sessuale completo, ovvero al piacere
orgasmico.
Quello che si osserva è tipicamente un piacere fisico, un’eccitazione limitata
all’azione dello schiacciamento, e a volte la risposta dell’erezione dell’uomo
viene percepita solamente da semplici trasformazioni “volumetriche” degli indumenti
intimi che avvolgono le zone genitali.
Molte persone che amano questo tipo di pratica si eccitano nell’immaginare, ovvero
osservare video traendo da questi l’eccitazione e la forza necessarie per intraprendere
un rapporto sessuale completo soddisfacente.
Quando il presunto trampler sente il bisogno costante di osservare o praticare
lo schiacciamento per ottenere una “sicura” eccitazione sessuale, può essere vittima
di un comportamento parafilico di tipo disfunzionale.
Per concludere questa panoramica sui comportamenti parafilici estremi e “non
altrimenti speficicabili” si fornisce un accenno ad una pratica che oltre a coinvolgere
il sado-masochismo e il feticismo integra perfettamente anche la zoofilia. E’
quella definita del crusching o squishing, che in America è stata perseguita da una legge federale (106-152 (Title 18,
Section 48) del 1999 in quanto tale pratica manifestava una crudeltà gratuita
nei confronti di alcuni animali.
I crush o squish video rappresentano donne che vengono riprese in un’azione di
schiacciamento di alcuni piccoli animali (topi, rane, pulcini, conigli nani…).
Il piede della donna nudo, ovvero con una scarpa con un tacco a spillo, calpesta
delicatamente l’animale terminando però con l’uccisione dello stesso.
Questa pratica estrema veniva utilizzata da alcuni uomini riprendendo la scena
con una videocamera e provandone particolare eccitazione e piacere.
Conclusione
Nella logica di quanto espresso, è necessario rimarcare quanto un comportamento
definito parafilico possa esserlo solo ed esclusivamente quando nell’individuo
sono presenti, continuamente, caratteristiche di fissità, ovvero ossessività e
disperazione durante la messa in atto costante del comportamento sessuale stesso.
Il trampling, sia come atto semplicemente legato ad un gioco erotico utilizzato
per incrementare l’eccitazione sessuale all’interno della coppia, sia come comportamento
in cui si rintracciano i criteri psicodiagnostici descritti nel DSM IV TR, deve
essere collocato nelle pratiche annoverate nella cultura BDSM.
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Lo spazio in cui questa pratica trova la propria dimensione non è nient’altro
che “ un grande parco giochi per adulti liberi e consenzienti…e non un vicolo
cieco per maniaci e frustrati, ma una via di auto-conoscenza da esplorare senza
preconcetti e pregiudizi” (Ayzad, 2004). La libertà che ogni individuo si concede
nel rispetto di se stessi e degli altri è strettamente collegata al concetto di
estremo inteso come quel desiderio di sperimentare i propri limiti, e di amplificare
i propri confini…thank’s to Reverend W. Cooper
Riferimenti Bibliografici
Ayzad, (2004), BDSM - Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Castelvecchi, Roma
Cooper, Rev. W., (1995), Sesso Estremo I, Castelvecchi, Roma
Freud, S., (1905), Tre saggi sulla teoria sessuale, in Opere, vol. 4, Bollati Boringhieri, Torino
Kaplan, L.J., (1992), Perversioni Femminili, Cortina, Milano