ESISTE UN "VIAGRA" PER LE DONNE?
Come per l'uomo si possono manifestare disturbi dell'erezione e del desiderio,
così per le donne si possono manifestare dei disturbi dell'eccitazione, dell'orgasmo
ed un calo del desiderio. Così come per l'uomo la disfunzione erettile può avere
cause organiche e psicologiche, anche per la donna la difficoltà di eccitazione,
il calo del desiderio e l'anorgasmia possono avere cause organiche e/o psicologiche.
Gli unici dati statistici finora disponibili riguardano le donne statunitensi
fra 18 e 59 anni: dal 20% al 50% denuncia di avere una disfunzione sessuale, circa
un terzo dice di aver perduto l'interesse sessuale, un quarto non prova l'orgasmo
e il 20% non considera il sesso un'esperienza piacevole.
In questi disturbi, la componente psicologica, tradizionalmente considerata la
più importante, gioca un ruolo, ma non e' tutto: anche gli altri aspetti fisiologici
che influenzano la funzione sessuale, come la circolazione sanguigna vaginale
e clitoridea, hanno effetti importanti; tuttavia sono ancora lontani farmaci in
grado di combattere le disfunzioni sessuali nelle donne.
L'azione del Sulfenadil (Viagra) nell'uomo è mirata sull'attivazione di un enzima
che favorisce il rilasciamento della muscolatura dei corpi cavernosi e il conseguente
maggior afflusso di sangue, che determina l'erezione. Le sperimentazioni effettuate
hanno dimostrato che questo farmaco ha un'efficacia notevole sia nei disturbi
erettivi su base psicologica, sia su quelli con origine organica.
Un ampio studio sugli effetti del Viagra sulle donne, patrocinato dalla Pfizer
(la compagnia che produce la famosa pillola blu contro l'impotenza), ha evidenziato
che il farmaco non migliora l'attività sessuale delle donne . Il test e' stato condotto su un campione di 577 donne tra i 18 ed i 55 anni,
in Europa e in Canada, con l'uso del Viagra e di un placebo. Il campione femminile
comprendeva diversi tipi di problemi sessuali: basso desiderio, difficoltà a raggiungere
l'orgasmo, dolori durante il rapporto sessuale. Il test, durato tre mesi, non
ha rivelato alcuna differenza significativa tra le donne che hanno ricevuto il
Viagra e quelle che avevano invece ricevuto solo un placebo, nonostante studi
preliminari avessero mostrato che la pillola migliora il flusso sanguigno anche
ai genitali femminili.
Tra le cause fisiologiche delle disfunzioni orgasmiche, dell'eccitazione e del
desiderio ci sono i cambiamenti che si verificano nell'organismo a seguito di
situazioni specifiche quali la "menopausa".
Menopausa e calo del desiderio
In un periodo della vita che oscilla tra i 45 e 50 termina il periodo potenzialmente
riproduttivo della donna, cessano le mestruazioni, l'ovulazione e la produzione
di alcuni ormoni, come gli estrogeni. Questo processo, parte del normale processo
di invecchiamento, è chiamato "menopausa". La carenza di estrogeni determina una
serie di sintomi che interessano i più svariati apparati: l'apparato neuro-endocrino
(con variazioni dell'umore, ansia, irritabilità, calo della memoria e della capacità
di concentrazione, vampate di calore), l'apparato muscolo-scheletrico (steoporosi,
dolori agli arti e alle articolazioni), l'apparato cardiovascolare (aumento del
numero degli infarti e coronaropatie) e l'apparato uro-genitale: atrofia della
mucosa vaginale e conseguante difficoltà ad avere rapporti, cistiti ricorrenti,
prolasso uterino, incontinenza urinaria, calo del desiderio.
Poiché la sessualità è sempre più riconosciuta come una parte importante del
benessere e della salute, il trattamento della menopausa non si limita più alla
prevenzione dell'osteoporosi, ma è anche finalizzato a riportare desiderio e piacere
sessuale.
Nonostante molti medici ancora ritengono che la menopausa, in quanto
naturale e fisiologica, non necessiti di alcuna terapia, poiché la gran parte
dei sintomi che la donna riferisce derivano dalla carenza di estrogeni, viene
suggerita una terapia "ormonale sostitutiva". Essa consiste nella somministrazione
degli estrogeni che le ovaie non sono più in grado di produrre e determina una
riduzione delle patologie cardiovascolari, delle fratture da osteoporosi e di
tutti i sintomi prima descritti legati alla carenza estrogenica. L'ipotesi di
una possibile maggiore incidenza del tumore mammario per una terapia ormonale
a lungo termine sembra compensata dalla maggiore protezione da coronaropatie che
la terapia offre.
La sola somministrazione di estrogeni tuttavia non sembra sufficiente a compensare
la diminuzione di desiderio ed il ritrovamento del piacere; sempre più studi scientifici
mostrano che l'aggiunta di androgeni agli estrogeni migliorano gli aspetti psicologici
(concentrazione, depressione, fatica) e sessuali (calo della libido, difficoltà
a raggiungere l'orgasmo).
Un'alternativa è data da un farmaco particolare: il Tibolone (Livial).
Cos'è il tibolone?
| Si tratta di uno steroide sintetico che ha proprietà progestiniche, androgeniche
e effetti estrogeni, presenta gli effetti di tutti i tre gruppi di ormoni prodotti
dalle ovaie (le gonadi femminili). |
Il trattamento con Tibolone è efficace sia per il trattamento medico classico
della menopausa (colpi di calore, osteoporosi, profilo lipidico), sia dal punto
di vista sessuale (sia a livello di desiderio che di raggiungimento dell'orgasmo)
perché ha effetti di tipo androgenico, senza effetti mascolinizzanti.
Sembra sia accertata l'efficacia contro l'osteoporosi, mentre ancora incertezze
permangono sulla prevenzione di cardiopatie; mancano infine dati a lungo termine
sull'incidenza di tumori mammari.
La definizione del Tibolone, fatta da alcune agenzie di stampa, come una sorta
di "Viagra per donne" è comunque da ritenersi impropria.
L'apomorfina
Un'altra molecola su cui si parla è l'apomorfina, finora sperimentata solo sugli
uomini. Agisce stimolando il neurotrasmettitore del desiderio. Il farmaco e' una
sostanza simile alle dopamine, che vengono prodotte dagli stimoli tattili, visivi,
olfattivi. Per l'uomo sembra presentare dei vantaggi rispetto al Viagra - che
agisce invece a livello periferico, sui corpi carvernosi - legati ad una maggiore
velocità di azione (si va da 15 minuti nel 45% dei casi, a 40 minuti nell' 80%),
ad una minore incidenza di effetti collaterali, come nausea e mal di testa, e
alla teorica mancanza di limitazioni per i cardiopatici, che comunque vanno tenuti
sotto controllo perchè l' Apomorfina può provocare un senso di svenimento, anche
se con percentuali bassissime (meno dell'1% dei casi). È prematuro prevederne
un'applicazione al femminile in quanto le prime sperimentazioni sulle donne sono
previste solo nel 2002, …e l'Italia non è coinvolta. |