DOMANDE E RISPOSTE |
A cura di Fausto Manara |
Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo
La mancanza di desiderio indica che una coppia è in crisi?
Non necessariamente, anche se è un'eventualità che va tenuta in gran conto. Prima
che a possibili questioni più dirompenti, occorre prestare attenzione a quanto
il modo di relazionarsi reciproco aumenti le barriere invece che l'intimità. Da
parte di uno dei partner viene dato troppo spesso tutto per scontato e la routine
prende il sopravvento. Quando si investe troppo nelle attività extrafamiliari,
(il lavoro in particolare) si può creare un clima di trascuratezza che può far
diminuire il desiderio nel partner. Naturalmente se la coppia è in conflitto,
in tensione, la mancanza di desiderio è un sintomo rilevante del distacco emotivo,
oltre che sessuale e può essere la spia di una crisi che si sta organizzando.
Il desiderio può essere perduto anche a causa di un'altra disfunzione sessuale.
Quando il sesso provoca ansia, tensione o dolore o è sempre insoddisfacente, non
ci potrà essere una spinta positiva nel desiderarlo. Prima di rivolgersi ad ipotesi
psicologiche, vanno sempre escluse tutte le altre cause delle quali abbiamo visto
le varie tipologie: psicologiche, psichiatriche, organiche e iatrogene.
Gli afrodisiaci possono aiutare?
La ricerca dell'afrodisiaco per rilanciare una sessualità spenta ha costellato
la storia dell'umanità. Dai cibi con questa finalità (dalle ostriche al formaggio
grana), a estratti di vario tipo (si veda la cantaridina, estratta da un insetto),
dalle essenze estratte da vegetali o proprie di quelli (ad esempio, il ginseng),
a medicamenti (soprattutto ormonali) le ipotesi sono state moltissime. Tutte però,
alla prova dei fatti e una volta superato l'eventuale "effetto placebo", si sono
dimostrate assai poco efficaci. Così, c'è chi si rivolge ad espedienti disinibenti,
bevendo qualche bicchierino di superalcolico o addirittura usando qualche droga
per superare remore e imbarazzi. Anche costoro, però, trovano più delusioni che
complicità al loro obiettivo. Il desiderio è un sentire che ha origine nelle
dinamiche prima e nella biochimica poi del cervello e sono la emozioni che vengono
elaborate in quella sede che lo attivano e lo sostengono. Per questo il vero afrodisiaco
sono le emozioni, il coinvolgimento, l'intimità e, se è possibile, l'amore e la
passione.
Che cosa deve fare una coppia per ritrovare il desiderio perduto?
Innanzitutto volerlo. I partner devono desiderare di perseguire insieme, e ognuno
per conto proprio, questo obiettivo. Occorre che entrambi siano disponibili a
cambiare qualcosa del loro stile di relazione reciproco. Che siano anche in grado
di poter movimentare un po' la vita di coppia, togliendola dall'inevitabilità
di abitudini sterili. Che sappiano mettersi a disposizione, ancora, quelle piccole
seduzioni quotidiane, quei gesti di attenzione che, nel tempo, possono andare
perduti. Se il "fai da te" non funziona o non vi è la possibilità emotiva e pratica
di metterli in gioco, sarà necessario un aiuto competente. In una terapia di coppia,
infatti, sarà possibile trovare il buon contenitore per comprendere quali sono
le vere ragioni dell'assenza di desiderio e per trovare i rimedi utili per rimetterlo
in gioco. Purché ci sia disponibilità e motivazione da parte di entrambi i partner.
Tra le principali cause della diminuzione del desiderio sessuale maschile è compresa
la visione di film erotici?
La visione di film erotici non fa parte specificamente delle cause di inibizione
del desiderio sessuale. Piuttosto va considerata la frequenza di utilizzo di questo
materiale che, se eccessiva e soprattutto compulsiva, mette in evidenza una necessità
di trovare fonti di eccitamento al di fuori della relazione di coppia. Lo scarso
desiderio, in questo caso, può dipendere quindi da difficoltà relazionali.
La menopausa fa diminuire il desiderio?
Il periodo della menopausa porta modificazioni biologiche che si riflettono anche
sulla dimensione psicologica. I cambiamenti ormonali propri di questa fase della
vita della donna possono indurre alterazioni del tono dell'umore che si riverberano
anche su desiderio sessuale. E' anche per questo che vanno messe in atto terapie
sostitutive estro-progestiniche perché sintomi di questo tenore possano essere
neutralizzati. Infatti spesso la terapia ormonale è sufficiente a controllare
il quadro depressivo, anche senza psicofarmaci specifici, e a rilanciare il desiderio.
Tuttavia questo periodo è carico di significati simbolici negativi. Malgrado l'informazione
a proposito sia sempre più ampia e accurata, vi sono donne che associano alla
fine del periodo fertile, e quindi alla scomparsa del ciclo mestruale, il significato
di conclusione anche della vita sessuale. In questo c'è un retaggio dell'ideologia
procreativa della sessualità, quasi che, laddove non è possibile procreare, il
sesso non abbia più né senso, né cittadinanza. In realtà la menopausa non interferisce
affatto con la sessualità (salvo che per le eventuali interferenze con il tono
dell'umore) che continua a mantenere tutti i suoi ruoli e i suoi vantaggi nella
qualità della vita della donna, oltre a conservare tutte le sue prerogative: di
scambio, di gioco, di intimità, di comunicazione e di piacere. |