L'AIDS è una malattia terribile perché le terapie esistenti non sono in grado
di debellarlo e perché l'infezione è relativamente facile da contrarre.
Il virus HIV L'HIV (Human Immunodeficiency Virus) è classificato nell'ambito dei retrovirus aventi l'RNA come acido nucleico. Ha una dimensione di 100-110 nanometri, la parte interna è formata dal nucleocapside, nel quale è contenuto l'RNA virale associato all'enzima trascrittasi inversa.
Questo enzima svolge un ruolo chiave nell'infezione: consente la produzione del DNA a partire dalle molecole di RNA. Come agisce il virus HIV-1 Il bersaglio del virus HIV-1 è uno specifico recettore presente nel linfocita T chiamato CD4. Il virus penetra nell'interno della cellula attraverso il rivestimento esterno e l'RNA per mezzo dell'enzima trascrittasi inversa viene trascritto in forma di molecola di DNA. Parte del DNA virale si inserisce nel materiale genetico della cellula e dà origine ad altre particelle virali. Le principali cellule bersaglio del virus HIV-1 sono i linfociti , i macrofagi e alcune cellule del sistema nervoso centrale. L'infezione inizia con il legame tra virus e recettore di membrana. I linfociti T con recettore CD4 sono le cellule preferibilmente infettate dal virus e ciò causa lo stato di immunodeficienza presente nella fase terminale della malattia. Il virus uccide le cellule con due meccanismi: DIRETTO
INDIRETTO
Le difese naturali Sono rappresentate dalle cellule del sistema immunitario. Gli anticorpi si formano nei primi giorni e consentono di controllare lo sviluppo della malattia per diversi anni. Il virus tende poi a modificarsi e a sfuggire al controllo, fino ad un completo esaurimento delle difese dell'organismo. Lo sviluppo della malattia Si possono definire tre fasi:
Si manifesta subito dopo il contagio. Nella grande maggioranza dei casi gli anticorpi si sviluppano e possano essere rilevati dopo un periodo variabile tra uno e sei mesi (periodo di latenza). In rari casi gli anticorpi possono essere messi in evidenza solo dopo sei mesi. Gli elementi clinici comprendono un aumento lento, ma progressivo dei linfonodi del collo, nelle ascelle e nell'inguine. In alcuni casi si va incontro ad una sindrome similmononucleosica. In questa fase il soggetto diviene "sieropositivo" ed è portatore del virus e in grado perciò di infettare altre persone. FASE CRONICA
FASA TERMINALE
Come si trasmette l'infezione HIV Il virus si trasmette da un soggetto portatore sieropositivo esclusivamente con il sangue e le secrezioni sessuali (sperma e secreto vaginale) anche se è stato isolato in minima quantità nella saliva e nelle lacrime. Le modalità accertate di trasmissione del virus sono:
La diagnosi Si effettua con la ricerca di anticorpi HIV in laboratori di analisi autorizzati.
In caso di positività o di dubbio, si esegue un test di conferma. Nel periodo
di latenza (da uno a sei mesi dopo il contagio) il test potrebbe dare esito negativo
anche in soggetti infetti.
Il soggetto sieropositivo deve informare il partner e utilizzare sempre il preservativo nei rapporti sessuali. La terapia Si devono distinguere diverse situazioni:
La posizione del Ministero della Salute - Commissione nazionale AIDS è la seguente:
Nuovi filoni di cura includono l'utilizzo di gammaglobuline e vaccinoterapia, ancora purtroppo in fase di sperimentazione. Articoli correlati
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