ACQUE BICARBONATE
Le acque bicarbonate sono tra le più diffuse in natura.
Nei terreni prevalgono infatti i bicarbonati accanto a calcio, solfati, sodio
e magnesio che entrano nella costituzione minerale "di contorno" delle bicarbonate.
La loro origine è per attraversamento di rocce calcaree; i bicarbonati di calcio
e magnesio derivano dall'aggressione della componente calcarea da parte della
CO2 disciolta. La CO2 deriva spesso da terreni vulcanici di cui l'Italia è ricca
(origine profonda) ma è altrettanto importante la quota atmosferica.
Le acque bicarbonate sono caratterizzate dalla presenza dell'anione HCO3- in
quantità prevalente.
Si definiscono bicarbonato-alcaline le acque nelle quali prevalgono, accanto
all'anione bicarbonato, il catione sodio e spesso il potassio e bicarbonato-alcalino
terrose quelle più ricche in calcio e magnesio.
All'interno di questa suddivisione in due raggruppamenti principali nelle acque
bicarbonate si ritrovano comunemente altri elementi (solfati, cloro, ferro, bromo,
iodio, etc.) a volte presenti in quantità sufficienti e tali da conferire alle
bicarbonate caratteristiche biologiche e terapeutiche proprie dei singoli elementi
e pertanto assimilabili a quelle di acque descritte nelle rispettive pagine.
Le acque bicarbonate sono utilizzate prevalentemente per bibita; rientrano in
questa classe molte acque da tavola a media o bassa mineralizzazione.
In terapia idropinica è necessario operare, come per tutte le classi di acque, una prima distinzione
in acque a bassa , media ed alta mineralizzazione; all'interno di questa prima suddivisione si distinguono poi le azioni biologiche
e terapeutiche dei mineralizzatori prevalenti o presenti comunque in quote rilevanti.
Acque ad alta o medio-alta mineralizzazione sono utilizzate anche con metodiche
di crenoterapia esterna, compresa la preparazione di fanghi, inalatorie ed irrigatorie.
Azioni biologiche
L'azione delle acque bicarbonate è difficilmente schematizzabile in quanto la
presenza di altri mineralizzatori la condiziona in modo determinante. Ci sono
notevoli analogie con i meccanismi d'azione delle solfate.
Azione sull'apparato uropoietico
Per le bicarbonate oligominerali è evidenziata un'azione diuretica da ascrivere
in parte all'ipotonia (azione "meccanica" aspecifica) ed in parte al contenuto in mineralizzatori. In particolare l'azione diuretica
specifica è attribuibile alla presenza di metalli alcalino-terrosi che agirebbero
sia a livello del parenchima renale potenziandone la funzionalità che a livello
della dinamica delle vie escretrici. In questo senso sono attive nei confronti
della diuresi anche acque bicarbonate non oligominerali ed è segnalata un'azione
protettiva nei confronti di perdite elettrolitiche che possono a volte verificarsi
con acque a minima mineralizzazione.
E' segnalata un'azione specifica delle acque bicarbonato-alcalino terrose nella
prevenzione dell'urolitiasi per la presenza di Mg++, del quale è nota l'attività
di inibitore della cristallizzazione.
E' stata evidenziata un'azione delle acque bicarbonate sugli stati iperuricemici.
Azione sullo stomaco
Le acque bicarbonate hanno spesso una reazione acida per la presenza di acido
carbonico in equilibrio con i bicarbonati ma hanno spesso una notevole riserva
alcalina.
Il potere tampone è stato particolarmente oggetto di studio.
A livello gastrico e duodenale agiscono sulla componente secretiva e motoria.
La bevuta di acque bicarbonate a digiuno eleva il pH gastrico ed inibisce la
secrezione per stimolazione riflessa a partenza duodenale. Molte ricerche confermano
una riduzione dell'attività secretoria ed il minor potere lesivo sulla mucosa
del secreto acido. Assunte ai pasti l'effetto è prosecretorio.
Questi fenomeni e soprattutto la loro progressione nel corso della terapia e
la persistenza nel tempo possono essere interpretati considerando l'azione eutrofica
e protettiva sulla mucosa gastrica (esercitata soprattutto dalle bicarbonato-solfate)
e l'intervento dei mineralizzatori sui mediatori del Cervello Intestinale Autonomo.
L'effetto eccitosecretivo e l'aumento dell'acidità sono da attribuire alla presenza
di ioni calcio medianti la liberazione di gastrina ed alla CO2 libera. Calcio
e magnesio sono implicati, secondo recenti studi, nella liberazione di gastrina
oltre che di altri enterormoni.
L'impulso alla peristalsi ed allo svuotamento gastrico con acque bicarbonate
è stato evidenziato in vivo ed in vitro da numerosi Autori.
Nella pratica clinica questo dato si traduce nella conferma dell'efficacia delle
acque bicarbonate nel ridurre l'ipercloridria e gli stati irritativi della mucosa
gastrica intervenendo di conseguenza su turbe dispeptiche di varia origine.
Azione su duodeno, fegato e vie biliari
A livello duodenale le acque bicarbonate favoriscono l'azione degli enzimi pancreatici
elevando il pH verso l'alcalinità. Stimolano inoltre la secrezione esocrina pancreatica.
L'indice zimostenico delle soluzioni naturali bicarbonate è stato testato in
laboratorio riguardo il potere lipolitico, amilolitico e proteolitico e ne è stata
affermata la dipendenza dalla composizione chimica in elementi prevalenti ed alcuni
oligoelementi.
Numerose ricerche hanno indicato nel calcio e nel magnesio dei potenziali
liberatori di colecistochinina. Sono state analizzate in particolare le azioni
di alcuni elettroliti sul Cervello Intestinale Autonomo che hanno fatto rilevare
un intervento del calcio nella liberazione di gastrina e sull'attività esocrina
del pancreas con effetto di lunga durata.
Al SO4- - è imputata un'azione di liberazione di CCK. E' documentato inoltre
uno stimolo vagale sulla secrezione pancreatica esocrina che potrebbe essere ascrivibile
agli ioni calcio.
A livello dell'apparato epatobiliare le acque bicarbonate esercitano numerose
azioni sulla funzionalità epatica, sulla produzione della bile e sulla motilità
delle vie biliari.
Sono noti effetti antitossici sul fegato dopo l'uso di veleni organolesivi specifici
come il tetracloruro di carbonio. Attualmente l'interpretazione più valida sembra
fornita dall'effetto antiossidante della componente solfata, protettivo nei confronti
della lesione mediata da radicali liberi. Tali considerazioni valgono ovviamente
per ogni fonte di stress ossidativo epatico (alcool, farmaci, etc.).
Le acque bicarbonate hanno azione coleretica e colagoga. Alla componente solfata
è attribuita, in questo caso, un'importanza preponderante soprattutto in relazione
al suo potere di stimolare il vago e di determinare l'increzione di ormoni digestivi
ad attività coleretica quali gastrina e secretina.
La coleresi termale riguarda la biligenesi elettroliti-dipendente e la quota
dipendente dalla secretina. In particolare gastrina e secretina provocano incremento
dell'output biliare idroelettrolitico e aumento della concentrazione biliare di
HCO3- e Cl-.
Circa l'azione colagoga è stata evidenziata la iperincrezione di CCK indotta
soprattutto dalle bicarbonato-solfate. Gli effetti della CCK sulle vie biliari
possono essere così riassunti: contrazione della colecisti, rilasciamento dell'Oddi,
stimolazione della motilità antrale con distensione della prima metà del duodeno.
Circa il contenuto in magnesio ne è da tempo affermata l'azione spasmolitica.
Numerosi sono inoltre gli Autori che attribuiscono al magnesio attività colagoga
e coleretica.
Azione sull'assorbimento
Lo studio dell'assorbimento di glucidi, lipidi e protidi depone per una evidente
influenza della terapia idropinica con acque bicarbonate e bicarbonato-solfate
nel determinare incremento delle quote assorbite in soggetti affetti da insufficienza
epatopancreatica.
Le attività coleretica e colagoga e lo stimolo alla secrezione pancreatica esogena
sono, come intuibile, connessi in modo fondamentale con le modificazioni indotte
sui processi di assorbimento. Inoltre le azioni sulla componente secretiva, sulla
contrattilità gastrica e duodenale e sul trofismo mucoso contribuiscono al miglioramento
della funzione digestiva e conseguentemente assimilativa.
A livello duodenale il tempo di transito è fondamentale ai fini dell'assorbimento
e tra le molte acque in grado di ottimizzarlo troviamo quelle a prevalente componente
solfata ed alcalino terrosa per l'azione eucinetica che favorisce il mixing duodenale.
Indicazioni in alimentazione
Come più volte accennato sono stati condotti in passato e si stanno intensificando
attualmente studi miranti ad appurare il potenziale ruolo dietetico e terapeutico
delle acque minerali in bottiglia. Per le acque bicarbonate e soprattutto per
le bicarbonato-calciche ed alcalino terrose sono state individuate possibilità
in ambito nutrizionale nipiologico e pediatrico, nella dieta dello sportivo, negli
stati ipertensivi e, recentemente, nell'osteoporosi.
Nipiologia e pediatria
L'utilizzo di un'acqua bicarbonato-calcica o alcalino terrosa per la ricostituzione
dei latti formulati sembra rispondere a criteri di ottima tollerabilità e favorire
la funzione assimilativa; assicura inoltre un buon introito di calcio e di altri
elettroliti, fondamentale in età di rapido accrescimento staturo-ponderale.
Al fine di garantire un apporto ottimale di minerali è stata valutata la possibilità
di utilizzare acque a media mineralizzazione e a tutt'oggi la ricerca le indica
tra le più idonee, essendo stato escluso, a parere di alcuni ricercatori, il rischio
di un apporto (intake) elettrolitico tale da interferire con le ridotte capacità
di compenso del rene immaturo.
Nel divezzamento, con la progressiva introduzione di alimenti diversi dal latte,
è stata segnalata la possibilità di deficit di calcio in particolare nei portatori
di intolleranza alle proteine del latte vaccino. E' stato dimostrato sperimentalmente
come un'acqua bicarbonato-calcica possa contribuire all'intake raccomandato di
calcio particolarmente in questa condizione.
Riportiamo inoltre che, a parere di alcuni ricercatori, le acque oligominerali
sono maggiormente indicate in nipiologia e pediatria per il minor potere tampone
che permette un minor impegno della funzione secretoria gastrica ancora immatura.
Fisiopatologia dello sport
Nello sportivo l'apporto idrico deve essere adeguato per reintegrare il patrimonio
idroelettrolitico e per favorire un'azione contrastante gli effetti dell'accumulo
dei cataboliti della fatica. Ricordiamo come soprattutto nell'atleta agonista
la prevenzione dell'accumulo e lo smaltimento tempestivo di cataboliti acidi si
oppongano a stati dismetabolici che, anche se transitori, si traducono in traumatismi
da cause endogene.
Sono noti studi sull'influenza delle acque bicarbonate nella fatica muscolare.
Nello sportivo e nell'atleta, tra le alterazioni ematochimiche da sforzo più rilevanti
si hanno iperazotemia, iperuricemia, aumento della lattacidemia e della piruvicoemia
oltre all'incremento di markers di danno muscolare ed epatico conseguenti ad alterazioni
di membrana (transaminasi, CPK, LDH, etc.).
Calcio e magnesio, ma anche sodio, bicarbonati e solfati, agiscono a livello
delle membrane cellulari in senso stabilizzante e l'elevato potere tampone delle
acque bicarbonate è chiamato in causa nel neutralizzare le valenze acide con minore
produzione di cataboliti ed un più rapido ritorno alla norma dei valori alterati.
Le acque bicarbonate-calciche e le bicarbonato-alcalino terrose a media mineralizzazione
determinano, durante l'esercizio muscolare, modificazioni della risposta cardiocircolatoria
e respiratoria, della massima potenza aerobica (massimo consumo di ossigeno) e
di alcune variabili ematochimiche (incremento ematico di indici ematologici di
danno cellulare). Si rivelano inoltre preventive in corso di assunzione abituale.
Stati ipertensivi
L'induzione all'escrezione di sodio sembra essere più accentuata per le acque
bicarbonate (iposodiche) a media mineralizzazione. La sodiemia non subisce variazioni
significative; non sono segnalate modificazioni rilevanti indotte sulla potassiuria
e sulla potassiemia.
Le variazioni della sodiemia, per quanto non significative, non escludono comunque
che le acque bicarbonate povere in sodio siano da considerare come possibili coadiuvanti
nella terapia dell'ipertensione.
Segnaliamo inoltre il ruolo protettivo esercitato dal calcio nei confronti degli
stati ipertensivi.
Osteoporosi
Le acque minerali calciche (con contenuto in Ca++ superiore a 150 mg/l) possono
e devono essere considerate come sorgente alimentare di calcio. Questa affermazione
è supportata da recenti contributi di ricerca circa la biodisponibilità del calcio
contenuto nelle acque minerali. Lo studio della biodisponibilità degli elementi
contenuti nelle acque minerali è tuttavia un campo di ricerca ancora quasi inesplorato
verso il quale si è assistito ad una polarizzazione degli interessi concomitante
da un lato con il progredire delle ricerche sull'importanza dei costituenti minerali
della dieta e dall'altro con l'attribuzione all'acqua minerale in bottiglia del
ruolo di possibile presidio preventivo e terapeutico.
Si è reso indispensabile appurare quale quota di calcio nelle acque minerali
si renda effettivamente disponibile per il fabbisogno organico e possa svolgere
i ruoli biologici e terapeutici ad esso attribuibili. In uno studio la biodisponibilità
del calcio contenuto in un'acqua bicarbonata, ricca in Ca++ e povera in Na+ ,
di cui è noto l'effetto riduttivo sull'assorbimento del calcio, è stata estrapolata
dal confronto con quella del latte, alimento che rappresenta lo standard riconosciuto
di buona biodisponibilità. I risultati della ricerca hanno permesso di stabilire
che:
- la biodisponibilità del calcio contenuto nell'acqua in esame è notevole: i
valori di assimilazione per l'acqua sono del 49%, per il latte 43%
- la biodisponibilità del calcio si estende agli adulti di una vasta gamma di
età
- gli estrogeni e lo stato di menopausa, sebbene influenzino l'assimilabilità
generale, non intaccano quella del calcio contenuto nell'acqua minerale |