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Le acque oligominerali sono povere di sali prevalentemente per due motivi:
Secondo la vigente legislazione sono definite minimamente mineralizzate le acque con residuo fisso non superiore a 50 mg/l ed oligominerali quelle con residuo fisso non superiore a 500 mg/l.
Alcune acque a bassa mineralizzazione sono radioattive con una conseguente interazione ed integrazione (spesso con potenziamento) degli effetti biologici e terapeutici.
L'assunzione a scopo terapeutico delle acque oligominerali dovrebbe avvenire quotidianamente e rientrare nelle abitudini per poter essere efficace, tuttavia i cicli annuali di cura idropinica termale con acque oligominerali sono senz'altro utili per i seguenti motivi: l'acqua assunta direttamente alla fonte possiede caratteristiche peculiari; la presenza di cofattori termali potenzia il trattamento.
Azioni biologiche
Le acque minimamente mineralizzate ed oligominerali sono acque ipotoniche: determinano in breve tempo un'espansione del volume plasmatico che viene altrettanto rapidamente ricondotto alla norma da un'aumentata eliminazione da parte dei reni (diuresi). Si verifica nel contempo anche un fenomeno di espansione della componente acquosa del liquido interstiziale comprovato, ad esempio, da un iniziale aumento dell'uricemia per mobilizzazione dell'acido urico dai depositi.
Gli effetti biologici e le azioni terapeutiche delle acque classificate come minimamente mineralizzate ed oligominerali sono simili.
Dobbiamo però tenere presente che:
Azione sulla diuresi
L'azione diuretica delle soluzioni oligominerali è comprovata da numerosi studi.
Al carico idrico oligominerale segue una rapida risposta renale.
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L'effetto diuretico è da attribuire allo stimolo sugli osmocettori vasali che
attivano il meccanismo di inibizione del rilascio di ADH dalla postipofisi. In
seguito si instaurerebbe una condizione di ipoaldosteronismo transitorio con ulteriore
poliuria, innalzamento della natriuria, del pH e del peso specifico urinario -diuresi
solida- (regolazione diencefalica del ricambio idro-salino).
Sul parenchima renale si esplicano azioni legate ai mineralizzatori prevalenti
ed agli elementi in traccia. Variazioni dell'attività deidrogenasica e fosfatasica
riscontrate dopo somministrazione di acque oligominerali consentono di spiegare
almeno in parte l'aumento della diuresi, sia nella quota acquosa che "solida",
probabile conseguenza di meccanismi di "lavaggio interstiziale".
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La disimbibizione (rimozione di acqua) dei tessuti ad opera delle acque
a forte potere diuretico è evidenziata anche dal fatto che si ottiene una diuresi
in quantità nettamente superiore alla quota ingerita.
Il contenuto in CO2 sembra favorire l'effetto diuretico.
All'azione diuretica consegue il potenziamento dell'eliminazione di sostanze
quali: azoto ureico, acido urico, acido ossalico, cloruro di sodio.
Azione sulle vie escretrici (rimozione di calcoli)
La terapia idropinica con acque oligominarali farmacologicamente attive determina
un aumento di numero e di forza delle contrazioni peristaltiche ed uno stato di
dilatazione delle vie escretrici creando le condizioni ottimali per la progressione e l'espulsione dei litoliti.
Azione sugli stati iperuricemici (eccesso di acido urico) e sulle litiasi
Numerosi studi evidenziano le possibilità di intervento delle acque oligominerali
negli stati iperuricemici e nelle patologie correlate; assunte in quantità adeguate
determinano riduzioni dell'uricemia, più sensibili nei pazienti con valori di
base elevati, ed incrementi dell'uricuria. Studi recenti compiuti impiegando acque
oligominerali ne hanno dimostrato l'attività nel ridurre l'ossaluria anche conseguente
a carico di ossalati, nell'aumentare la magnesiuria e nel mantenere alta la citraturia.
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Riassumiamo i principali meccanismi ai quali è legato l'effetto uricosurico:
E' stato anche evidenziato come in seguito a carico idrico gli inibitori della cristallizzazione non subiscano variazioni di concentrazione e come la terapia con acque oligominerali elevi il rapporto Mg++/Ca++, basso in un'alta percentuale di pazienti con litiasi renale, con riscontro finale di valori molto vicini alla norma. |
La terapia idropinica trova oggi un notevole ampliamento del proprio campo di intervento con il perfezionamento e l'utilizzo sempre più diffuso di tecniche di frammentazione extracorporea che consentono di estendere l'intervento idropinico alla litoespulsione.
Ricostituzione dei latti formulati
Numerose Scuole pediatriche consigliano l'utilizzo delle acque oligominerali
per la ricostituzione del latte formulato e per la diluizione del latte vaccino
nell'alimentazione del neonato.
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Acque mineraliL'acqua presente in natura normalmente contiene sostanze disciolte allo stato ionico (sali minerali), allo stato gassoso e in forma non ionica, oltre a composti di natura biologica.
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