APPARATO GENITALE FEMMINILETrattamento delle malattie ginecologiche
Anche tenendo conto dei notevoli progressi farmacologici e chirurgici in campo
ginecologico cui si è assistito negli ultimi decenni, la terapia termale conserva
attualmente un ruolo di fondamentale importanza nel trattamento di numerose patologie
dell'apparato genitale femminile.
Assistiamo infatti, nella pratica ginecologica, a flogosi genitali recidivanti
spesso ribelli alla terapia farmacologica che costituiscono le patologie di più
frequente riscontro ed anche più altamente in causa nel determinare alcune forme
di sterilità.
La ricerca scientifica riporta dati confortanti circa le attività antiflogistica
ed antisettica delle acque solfuree e salsobromoiodiche che spiegano i risultati ottenibili nelle flogosi subacute e croniche della
vagina, del collo dell'utero e degli annessi.
Altre acque come le bicarbonate e le solfate agiscono in maniera efficace con differenti meccanismi.
Le patologie infiammatorie dell'apparato genitale femminile hanno oggi assunto
uno sviluppo considerevole ed un'etiopatogenesi polimorfa.
Dal punto di vista etiologico le vaginiti possono essere suddivise in:
- parassitarie
- micotiche
- microbiche
- miste.
Le acque solfuree e salsobromoiodiche possono essere considerate veri e propri agenti terapeutici ginecologici.
L'azione terapeutica è strettamente legata alle caratteristiche delle acque stesse
e di conseguenza alle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua, alle proprietà
farmacologiche degli elementi chimici ed alle proprietà fisiche delle metodiche
utilizzate.
Una prima azione è attribuibile all'ipertonia che, agendo con meccanismo osmotico,
è in grado di determinare una corrente sierosa dai tessuti profondi a quelli superficiali,
poiché le mucose possono essere considerate membrane semipermeabili.
L'azione generale è data dagli stimoli in senso eccitante trasmessi al sistema
nervoso centrale dalle terminazioni sensitive cutanee e mucose.
E' stata inoltre dimostrata un'esaltazione da parte di queste acque della funzione
granulopessica del sistema reticolo-endoteliale.
Alcuni Autori ritengono infine che l'azione sull'organismo femminile si svolga
attraverso:
- Modificazione in senso attivante il ricambio generale.
- Modificazione dello stato endocrino, in senso prevalentemente stimolante la tiroide
e regolante la funzione ormonale.
- Attivazione generale dei poteri di difesa e riparazione dell'organismo.
- Azione farmacologica diretta nei confronti di tessuti, organi e territori vascolari
su cui vengono effettuate le applicazioni.
Lo ione zolfo, che si trova allo stato colloidale è responsabile di azioni specifiche
che trovano particolare indicazione nelle patologie in esame.
Possiamo
distinguere un'azione locale, antiflogistica, eutrofica, e risolvente sui processi
infiammatori ed un'azione generale stimolante i processi del ricambio, nonché
sedativa e tonica sul sistema nervoso. Sono documentate inoltre azioni decongestionanti
ed antipruriginose sulla mucosa, antibatteriche ed anche antiprotozoarie. L'irrigazione vaginale consente di sfruttare l'azione eutrofica antiinfiammatoria, antimicrobica ed
antisecretiva esercitata sulle mucose dallo zolfo colloidale, dall'idrogeno solforato
libero, dal cloruro di sodio e dallo iodio. Da ciò deriva la particolare efficacia
della crenoterapia in affezioni quali vulvo-vaginiti, cerviciti, annessiti, sterilità secondaria legata a flogosi croniche ad evoluzione
"torpida" con alterazioni vascolari locali e del pH. Le azioni antiinfiammatoria,
antisettica, attivatrice sulle collagenasi dell'idrogeno solforato e regolatrice
sui processi fibrotici dello iodio sono responsabili dell'effetto antisclerotico
che assume un ruolo predominante nel contrastare i processi evolutivi fibrotici
tubarici. L'azione della crenoterapia sulla sterilità è locale consentendo a volte
la ricanalizzazione completa delle tube, l'eliminazione secrezioni catarrali,
la risoluzione di aderenze ed infiltrazioni, la modificazione della circolazione
pelvica; generale nel senso di normalizzare le secrezioni ormonali e l'impulso
funzionale alle ghiandole sessuali. Consensualmente alle azioni sulle componenti
distrofiche e flogistiche, alcune acque esplicano una notevole attività sulla
componente sintomatologica con azione antipruriginosa e decongestionante. Il prurito
vulvare e vaginale ed il bruciore possono essere conseguenza di affezioni distrofiche
quali leucoplachia e craurosi e sono di osservazione comune in affezioni flogistiche
sostenute da microorganismi patogeni. L'intervento delle crenoterapia è spesso
risolutivo nei confronti di queste manifestazioni per le succitate azioni eutrofica,
antiflogistica e antisettica. Per queste stesse azioni si osserva molto spesso
una modificazione della componente secretoria leucorroica o leucoxantorroica.
Il fango (a mutandina: regione pelvica, addome, terzo prossimale degli arti inferiori)
e la balneoterapia solfurea costituiscono, con le irrigazioni vaginali, le più
utili metodiche terapeutiche in campo ginecologico.
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Le principali patologie ginecologiche che trovano indicazione alle terapie termali |
- Prurito vulvare e vaginale (essenziale, da leucoplachia e craurosi, Trichomonas,
Monilia, etc., diabete etc.)
- Vaginiti croniche
- Metriti
- Parametriti
- Salpingoovariti
- Pelviperitoniti croniche aspecifiche
- Postumi di interventi sull'apparato genitale
- Stati disormonali
- Sterilità (uterina, tubarica, ovarica-ormonale)
- Algie pelviche (essenziali e secondarie a fenomeni flogistici)
- Sindrome menopausale
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