APPARATO URINARIO
Trattamento di malattie dell'apparato urinario
Il Servizio Sanitario Nazionale prevede la convenzione con gli stabilimenti termali
per la calcolosi delle vie urinarie e le sue recidive.
Le acque più comunemente impiegate sono le oligominerali (con limitato contenuto di sali minerali) con metodica idropinoterapica ((somministrazione di acqua minerale per bibita).In questi casi è indubbiamente
importante soprattutto la quantità di acqua da assumere giornalmente, infatti
una dieta idrica quantitativamente adeguata favorisce l'eliminazione di piccoli
calcoli e soprattutto può opporsi alla loro formazione.
Alcune acque possiedono anche azioni specifiche.
La terapia idropinica con acque farmacologicamente attive determina uno stato
di ipotonia ureterale e del bacinetto associato ad ipercinesia: si ottiene in
questo modo sia un aumento del numero e della forza delle contrazioni peristaltiche
che uno stato di dilatazione delle vie escretrici che favoriscono la mobilizzazione
e progressione delle concrezioni. E' sottolineato da numerosi Autori come le urine
emesse dopo bevuta di acqua oligominerale posseggano una notevole azione stimolante la contrattilità ureterale. Tale reazione
ipotonico-ipercinetica al carico idrico è un meccanismo di compenso di cui è dotato
l'apparato escretore con capacità funzionali ancora integre.
Alcuni elementi contenuti nelle acque minerali (es. magnesio) sono inoltre
riconosciuti come agenti inibitori della cristallizzazione.
Nel caso di calcolosi delle vie urinarie spesso è prescritta una quantità giornaliera
di acqua elevata, fino a 3-5 litri. L'assunzione di acque cariche di soluti può
risultare più faticosa e mal tollerata rispetto alle acque oligominerali percepite
come più "leggere".
Come già affermato possono essere indicate anche acque bicarbonate e calciche, queste ultime soprattutto nelle calcolosi ossalo-calciche.
Recentemente è stata introdotta la terapia idropinica negli esiti di litotrissia
renale extracorporea (E.S.W.L.).
E' utile ricordare che la terapia idropinica può essere anche impiegata come
coadiuvante nelle infezioni croniche e ricorrenti delle alte e basse vie urinarie.
Alcuni Autori la consigliano negli esiti di glomerulonefrite, in alcune forme
di nefropatia cronica e nelle insufficienze renali croniche lievi.
Le controindicazioni sono rappresentate da scompensi cardiocircolatori, ipertensione
arteriosa grave, insufficienza renale acuta o cronica media e grave, ostruzione
delle vie urinarie con o senza idronefrosi. Particolare attenzione devono avere
i pazienti portatori di ipertrofia prostatica in quanto l'aumento del volume di
urina provocato dall'incremento dell'assunzione idrica sommato alla difficoltà
di eliminazione può causare ritenzione urinaria acuta. Per questi pazienti la terapia termale non è certamente controindicata, ma è
necessario valutare la possibilità del verificarsi di un globo vescicale.
Vogliamo ricordare l'indicazione delle acque oligominerali bicarbonate e solfate nelle iperuricemie e nella gotta. In questi casi trova indicazione anche l'antroterapia in quanto in grado, attraverso le azioni vasomotorie del calore generalizzato,
di favorire la mobilizzazione degli urati dai depositi extracellulari. |