LE TERME DI MIRADOLO
TERME DI MIRADOLO
Anticamente utilizzate solo per scopi alimentari, a partire dal XVI secolo le
acque delle Saline di Miradolo hanno iniziato a conoscere la popolarità per le
proprietà medicamentose, pur restando a lungo sfruttate quasi esclusivamente dagli
abitanti delle zone limitrofe. Sulla scia del riconoscimento scientifico, nel
1912 è nato il complesso delle Terme per permettere ad una più vasta utenza di
usufruire dei benefici di acque molto indicate in otorinolaringoiatria, in reumatologia,
in ginecologia e nelle terapie disintossicanti.
Un po’ di storia
Le prime notizie sulle Saline di Miradolo risalgono al X° secolo ma a quell’epoca,
e nei quattro secoli successivi, le acque saline non venivano considerate per
le loro proprietà benefiche bensì come fonte di sale per uso alimentare o per
la conservazione degli alimenti. Una prima autorevole testimonianza di un utilizzo
medicamentoso risale invece al 1511, quando Re Luigi XII di Francia, durante l’occupazione
dello Stato di Milano, conferì alle acque un riconoscimento ufficiale; nel XVII°e
XVIII°secolo, quindi, la popolazione locale utilizzava regolarmente l’acqua che
alcuni illustri clinici dell’Università di Pavia definirono come “internamente
asettica, corroborante, disostruente, esternamente efficace nelle ulcere e in
diversi mali cutanei”. Le acque di Miradolo furono studiate tra gli altri dal
Prof. Andrea Volta, fratello del più famoso Alessandro e dal padre che fu il primo
ad analizzarle nel 1758. Nei primi anni del ‘900, quindi, i medici dell’istituto
di igiene dell’Università di Pavia dettero la corretta classificazione di acque
“salsobromoiodiche, magnesiache e sulfuree”, individuando l’origine delle falde
di acqua marina dal retaggio di antichissime trasformazioni geomorfologiche, provate
dal rinvenimento di conchiglie, presenti ancora in gran numero nei sedimenti sabbiosi.
Sulla scia del riconoscimento scientifico, nel 1912 nacque quindi il complesso
delle “Terme Idroterapiche delle Saline di Miradolo” e nel 1919 nuove analisi
chimiche, condotte dal Prof. Ganassini confermavano la classificazione delle acque.
Le acque
Le acque della Saline di Miradolo sgorgano da 5 fonti ma presentano una composizione
chimica molto simile tra loro, essendo tutte classificabili come salsobromoiodiche-litio-magnesiache-sulfuree.
Tuttavia, la presenza di minerali in qualità e quantità differenti fa sì che alcune
acque risultino più efficaci di altre nella cura di alcune patologie. L’acqua
che sgorga dalla Fonte cà de Rho, ad esempio, è particolarmente indicata nella
cura della gotta, della calcolosi renale, delle dispepsie ipercloridiche e delle
gastriti ipersecretive; quella della Fonte Saline S. Maria per le stipsi croniche
e coliti spastiche; quella della Fonte S. Pietro per i disturbi della digestione
da gastriti, enteriti e coliti catarrali, per le disfunzioni epatiche, le colecisti
croniche e le discinesie delle vie biliari. L’acqua della Fonte Vittoria, infine,
è indicata per le epato e colicistopatie, per i processi infiammatori cronici
gastrointestinali e per le stipsi secondarie.
Lo stabilimento termale
Parte del Consorzio Termale Lombardo, le Terme di Miradolo e le loro fonti sono
state riconosciute dal Ministero della Salute come impianti di 1° livello con
reparti per le cure respiratorie e per la fangobalneoterapia. Immerse in un parco
di 100.00 mq a 34 chilometri da Milano, le Terme sono dotate di reparti per le
terapie inalatorie per adulti e bambini, di un reparto per i fanghi e i bagni
e di un reparto specializzato in affezioni dell’apparato genitale femminile. Presso
lo stabilimento vengono quindi praticate anche cure e trattamenti estetici, con
utilizzo di prodotti esclusivi derivati dalle acque delle fonti termali. Ogni
terapia viene preceduta da una visita medica preliminare e poi seguita con controlli
sanitari durante tutto il ciclo di cure. Dal giugno 2007, inoltre, il centro si
è dotato di un grande impianto per l’idromassaggio.
Dal 2004, presso le Terme di Miradolo, ha sede il Centro Studi e Ricerche Mediche
Terme di Miradolo, convenzionato con la Cattedra di Audiologia del Dipartimento
di Scienze Morfologiche Eidologiche e Cliniche dell’Università di Pavia e con
soci diversi cattedratici delle Università di Pavia e Milano, le cui principali
aree di studio comprendono la diagnosi, cura e prevenzione delle patologie uditive
e dell’equilibrio, delle patologie infantili, delle patologie geriatriche, delle
patologie cardiovascolari nell’ambito quotidiano ed atletico, delle patologie
respiratorie, la ricerca microbiologica in campo termale ed in campo dermo-cosmetologico,
la ricerca, cura e prevenzione dei disturbi motori sia nell’ambito quotidiano
sia atletico, la ricerca ed applicazione clinica volta al benessere e all’aspetto
fisico, la ricerca, cura e prevenzione delle patologie ostetrico-ginecologiche
e delle patologie gastro-entero-coliche ed epatobiliari.
La località è dotata infine di numerose strutture per attività sportive e ricreative,
oltre che congressuali.
Turismo nei dintorni
Sono i numerosi castelli dei paesi che circondano Miradolo, la principale attrazione
turistica della zona. A partire dal Castello di Belgioioso, a 10 km. di distanza:
si tratta di una grande fortezza di origine medievale, ampliato e in parte ricostruito
durante il secolo XVIII, che ha ospitato tra gli altri anche i poeti Giuseppe
Parini e Ugo Foscolo e che oggi è sede di importanti convegni e appuntamenti culturali.
Altri castelli della zona da visitare sono quello medievale di San Colombano al
Lambro, del quale restano un torrione e la torre d’ingresso merlata e che ospitò
tra gli altri Francesco Petrarca nel 1353 e il Castello Cusani Visconti a Chignolo
Po, il cui nucleo originale risalirebbe al 1200 ma che poi nel secolo XVIII è
stato trasformato in una elegante dimora di campagna, considerato oggi una delle
più sfarzose residente lombarde e sede del Museo di Storia della Civiltà Agricola
Lombarda. Un’altra dimora di grande interesse è il maniero dei Visconti a Sant’Angelo
Lodigiano, di architettura medievale, che ospita ben tre musei all’interno, il
Museo del Pane, quello di Storia dell’Agricoltura e il Museo Storico Morando Bolognini
con arredi, armature, quadri e reperti archeologici.
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