FANGOBALNEOTERAPIA NELL'ARTROSI DEL RACHIDE
L'aumento dell'età media della popolazione, l'incremento dell'uso dell'automobile
e della patologia da traffico, le occupazioni sedentarie con posizioni del capo
obbligate, espongono le superfici articolari delle vertebre cervicali al rischio
di degenerazione artrosica che talora si manifesta con sintomatologia polimorfa
(secondo il segmento vertebrale interessato) caratterizzato principalmente da:
dolore, rigidità, limitazioni funzionali ed eventuale sintomatologia radicolare.
Il rachide è la struttura più frequentemente coinvolta da processi patologici
osteoartrosici.
L'evoluzione in senso invalidante è sostenuta da turbe funzionali, trofiche e
da alterazioni più o meno strutturate. Le conseguenti limitazioni del movimento
concorrono al mantenimento dello stato patologico ed alla compromissione progressiva
della funzione. Pur evolvendo con decorso lento, questa patologia condiziona notevolmente
la qualità della vita, compromette l'autosufficienza del paziente e comporta un
notevole costo sanitario e sociale.
Terapia termale
Tra le patologie dell'apparato locomotore l'artrosi rappresenta una delle principali
indicazioni alla terapia termale. La crenoterapia svolge, in questo ambito, un
ruolo prevalentemente riabilitativo volto al recupero funzionale tramite la riduzione
o l'eliminazione delle componenti sintomatologiche. Nel tempo la terapia termale
è in grado di agire preventivamente sulla frequenza degli episodi acuti, riducendone inoltre l'intensità e migliorando
la sintomatologia di fondo. Questa peculiarità è in grado di modificare significativamente il quadro clinico
(migliorando la qualità di vita del paziente) e le ripercussioni socio-economiche
(diminuendo la spesa socio-sanitaria).
Anche se non sono completamente chiariti i meccanismi d'azione a lungo termine
della fangobalneoterapia , è verosimile che una stimolazione organica generalizzata interferisca sul "terreno di base" che
sostiene il processo patologico cronico . In particolare, lo stress organico causato dalla termoterapia termale e da
altri fattori crenologici si ripercuote sugli assetti endocrino, immunitario e
nervoso coinvolgendo l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e la produzione di peptidi
oppioidi. Le modificazioni ormonali conseguenti agiscono tramite l'immunomodulazione
e l'attivazione dei sistemi da cui dipende l'omeostasi biologica dell'organismo.
Questo effetto, in sinergismo con l'azione terapeutica specifica sull'apparato
locomotore, interferisce con l'"equilibrio patologico " che si crea tra organismo malato e patologia cronica e stimola ad una risposta
di tipo difensivo, rivolta verso le cause patogene esogene ed endogene. La necessità
di ripetere almeno a cadenza annuale la terapia per mantenere costanti i risultati
nel tempo evidenzia il bisogno di potenziare periodicamente i meccanismi biologici
implicati nella risposta terapeutica.
Lo studio
E' stato effettuato dal Centro Studi e Ricerche di Medicina Termale dell'Università
degli Studi di Milano, coordinato dal prof. Giuseppe Nappi uno Studio per esaminare
scientificamente questa applicazione della medicina termale. Il campione analizzato
era composto da 96 pazienti con età media di 57anni (min. 34 anni, max 78 anni),
41 uomini e 55 donne. Tutti i pazienti erano affetti da artrosi del rachide, in
circa la metà dei casi la patologia interessava la colonna in toto, nel 33% era
localizzata prevalentemente al segmento cervicale e nel rimanente 15% a livello
lombo-sacrale. I pazienti erano stati sottoposti nel periodo estivo, per tre anni
consecutivi, a cicli annuali di fangobalneoterapia presso le Terme di San Pellegrino
(BG) con fango solfato-calcico alla temperatura di 48°C per 20' seguite da bagno
della stessa durata nella medesima acqua a 37°C. Ogni ciclo comprendeva per 12
giorni applicazioni giornaliere di fango.
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S. Pellegrino Terme |
Il protocollo di studio a lungo termine adottato prevedeva l'osservazione dei
parametri di valutazione nei Periodi Intercura (P.I.) che consistono nei periodi
di circa 12 mesi compresi tra 2 cicli di cura termale. Lo studio è durato 3 anni.
| EVOLUZIONE DELLA MALATTIA |
INTENSITA' EPISODI ACUTI NUMERO EPISODI ACUTI SINTOMATOLOGIA DI FONDO |
| PARAMETRI SOCIO-ECONOMICI |
ASSUNZIONE DI FARMACI TERAPIE RIABILITATIVE ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI RICORSO
A MEDICI SPECIALISTICI ASSENTEISMO LAVORATIVO GIORNI DI INATTIVITA' OSPEDALIZZAZIONE | |
Risultati
Per l'analisi statistica è stato utilizzato il test "t" di Student.
I miglioramenti ottenuti dopo il 1° ciclo di terapia termale sono altamente significativi
per tutti i parametri considerati ad eccezione del parametro "Giornate di ospedalizzazione".
E' abbastanza infrequente che pazienti affetti da artrosi del rachide in stadio
termale, nel quale è indicato il trattamento crenoterapico, si trovino nella necessità
di dover essere ospedalizzati per tale motivo. Questo rende ragione della bassa
frequenza dei ricoveri; l'esiguità dei dati non ha consentito inoltre un'attendibile
valutazione statistica.
Il confronto tra il periodo compreso tra la 1° terapia termale e la 2° e il periodo
seguente la 2° terapia termale ha permesso di valutare l'eventuale sommazione
di effetti terapeutici dopo la ripetizione, ad un anno di distanza, del ciclo
di cura termale. I miglioramenti sono stati ancora significativi ad eccezione
delle "Terapie riabilitative" e degli "Accertamenti diagnostici". Alla luce di
quanto emerso si può confermare la sommazione progressiva di effetti terapeutici.
Dopo il 3° anno di terapia sono ancora significativi i miglioramenti riguardo
il "Numero di episodi acuti" e la "Sintomatologia di fondo".
Conclusioni
Lo studio a lungo termine con parametri clinico-sintomatologici e socio-economici
ha permesso di confermare il ruolo terapeutico e preventivo della fangobalneoterapia
solfato-calcica sui pazienti affetti da artrosi del rachide. Il rilevamento dei dati nel periodo di 4 anni, nel quale i pazienti sono stati
sottoposti ogni 12 mesi circa a terapia termale, ha evidenziato per molti parametri
sommazione progressiva di effetti.
Il risultato conferisce e conferma validità scientifica alla ripetizione annuale
del trattamento crenoterapico.
Alla luce di quanto emerso, si può dunque affermare che la fangobalneoterapia,
per i risultati clinici ed economici, si pone come terapia d'elezione nelle affezioni
artrosiche della colonna vertebrale. |