LE TERME DI SATURNIA
TERME DI SATURNIA
Narra la leggenda che le Terme di Saturnia ebbero origine da un fulmine lanciato
dal dio Saturno contro il cratere di un vulcano. Di certo, c’è che le proprietà
delle acque erano conosciute dai romani e prima ancora dagli etruschi, ampiamente
utilizzate in epoca medievale e dunque con una lunga e gloriosa storia che arriva
ai giorni nostri, ove le Terme godono di una assoluta popolarità, con una frequentazione
che allo stabilimento termale affianca anche la possibilità di usufruire di aree
a libero accesso.
Un po’ di storia
Una popolare leggenda racconta che il dio Saturno, un giorno, si arrabbiò con
gli uomini perché costantemente in guerra tra loro e lanciò una saetta sulla terra.
Quest’ultima andò a colpire il cratere di un vulcano dal quale fuoruscì un’acqua
sulfurea il cui effetto fu quello di chetare l’aggressività degli uomini. Leggende
a parte, la storia della terme scorre parallela a quella, di antichissima origine,
della cittadina da cui prendono il nome e che prima di essere chiamata Saturnia
dai romani era una città etrusca, Aurinia, secondo un’altra leggenda la città
più antica d’Italia. A testimonianza dell’epoca etrusca vi sono i resti delle
mura, così come per i romani cui alle mura risalenti al IV-III° secolo a.C. si
affianca la cosiddetta Porta Romana e una antica costruzione termale costituita
da una piscina quadrata. Sia gli Etruschi che i Romani usufruirono delle acque
termali locali, traendone benefici; per i romani la località divenne anche una
rinomata stazione di sosta per i viaggi di guerra o commerciali.
Nel Medioevo, attorno alle acque di Saturnia nacquero altre leggende, una delle
quali riguardava la presenza del diavolo e la sua capacità di fuoriuscire dagli
inferi lasciando dietro di sé l’odore dello zolfo; questa ed altre leggende fecero
sì che Saturnia diventasse un luogo di convegno di sedicenti maghi e streghe,
nonché di sortilegi. Alle proprietà benefiche delle acqua si interessò piuttosto
Papa Clemente III che parlò di Saturnia come l’”hospitale de balneo” in una bolla
del 1118 e poi ancora Cosimo II de’ Medici, prima che le terme conoscessero una
nuova stagione di oblio in seguito al diffondersi della malaria in Maremma e alle
varie distruzioni che si sono susseguite. Si arriva così al Settecento quando
a Saturnia erano funzionanti due complessi termali, uno per l’utenza maschile
e l’altra per quella femminile ma solo nel 1828, quando il Duca Leopoldo II riprese
le opere di drenaggio abbandonate da secoli dopo quelle effettuate dagli etruschi
e dai romani. Il drenaggio del terreno della fonte fu effettuato quarant’anni
dopo dal Dott. Bernardino Ciacci che provvide anche a ristrutturare gli edifici
presenti e a dare alla terme una prima, vera organizzazione. Le analisi chimiche
delle acque furono quindi effettuate all’inizio del ‘900 dal Dipartimento di Chimica
delle Università di Siena, Pisa e Roma, quando fu anche edificato l’albergo. L’ultimo,
significativo capitolo sulle Terme di Saturnia è stato scritto nel 1978, quando
la Regione Toscana ha autorizzato l’apertura permanente del centro termale, gettando
così le basi per l’attuale popolarità internazionale della struttura.
Le acque
Le acque termali di Saturnia hanno origine dal Monte Amiata dove le acque piovane
si raccolgono ben quarant’anni prima di giungere alla sorgente. L’acqua scorre
quindi attraverso un percorso che si trova ben 700 metri sotto terra per arrivare
alle terme ad una temperatura costante di 37,5° e ad una velocità di 800 litri
al secondo che consente di mantenere sempre costanti le caratteristiche chimico-fisiche,
e gli effetti biologici e quelli terapeutici. L’acqua è classificata come solfureo-solfato-alcalina,
in essa vi sono disciolti 2,790 grammi di sali minerali per ogni litro e presenta
nella sua composizione una quantità elevata di idrogeno solforato e anidride carbonica,
entrambi utili per la terapia dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio.
Le acque di Saturnia vengono utilizzate per bagni, fanghi, idromassaggi, inalazioni
e bibite risultando efficaci per la cura di malattie cutanee, respiratorie, muscolo-scheletriche,
ginecologiche, gastriche, epatiche, allergiche e stomatologiche. La sola temperatura
dell’acqua è in grado di favorire la vasodilatazione arteriosa e venosa con aumento
dell’attività cardiocircolatoria, rilassamento della muscolatura e riduzione della
sintomatologia osteoarticolare.
Lo stabilimento termale
Il Centro Termale di Saturnia è posizionato ai piedi del borgo medievale della
cittadina ed è immerso in un parco secolare. La struttura è moderna e dotata di
quattro piscine termali all’aperto, idromassaggi e percorsi vascolari di acqua
fredda e calda. L’albergo annesso al parco termale è stato ricavato da una antica
villa padronale in travertino ed appartiene ad uno standard elevato, dotato anche
di varie strutture ricreative e sportive, non ultimo un campo da golf a 18 buche.
Il nuovo centro benessere, sormontato da un grande padiglione a forma di esagono,
presenta le terapie più moderne ed efficaci, anche per l’estetica e con un programma
anti-aging. Cinque le aree del benessere del centro: l’idroterapia con le piscine,
l’area Beauty che ha il suo punto di forza nei trattamenti per il viso, l’area
Stress Management con un programma che affronta affaticamento generale, deficit
di energia e stress accumulato, l’area Alimentazione con programmi detox, principi
dietetici e consulenza nutrizionale, l’Area dell’Attività Fisica dove sviluppare
l’educazione al movimento.
A parte lo stabilimento, gli utenti di Saturnia possono anche usufruire delle
proprietà benefiche delle sue acque alle suggestive Cascate del Mulino (dette
anche del Gorello), situate a circa due chilometri dal Borgo di Saturnia, a libero
accesso e frequentate sia in estate che d’inverno e di una piccola sorgente detta
“Le Caldine” che da un piccolo torrente di acqua calda alimenta una piccola vasca
all’interno di un prato.
Turismo nei dintorni
Una visita al Museo Archeologico di Saturnia può dare una dimensione di come
la zona sia estremamente importante dal punto di vista storico, con ritrovamenti
che risalgono fino alla preistoria. Una passeggiata tra le varie località della
Maremma, quindi, si traduce in un tuffo nel passato che attraversa varie epoche:
sono presenti sia necropoli di epoca etrusca che i testi di sontuose ville romane
fino a bellissimi castelli medievali. Un borgo medioevale particolarmente suggestivo
è quello di Montemerano, arroccato su una collina ricoperta di ulivi: sulle facciate
delle case dell’antico centro del paese sono presenti tracce di affreschi e decori.
A Manciano, il sobborgo medioevale è sovrastato da una rocca monumentale costruita
dai senesi nel V secolo. Pitigliano, oltre ad un suggestivo borgo antico, presenta
attrazioni uniche come delle cantine ricavate da grotte e tombe etrusche e una
cultura ebraica ancora molto viva, con un ghetto dotato di una Sinagoga funzionante,
una Biblioteca, un cimitero e il forno per cuocere il pane azzimo. Altri gioielli
della Maremma sono Sorano e Sovana entrambi importanti centri del periodo etrusco.
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