LE TERME DI ARTA
TERME DI ARTA |
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Conosciute fin dall’epoca romana, apprezzate tra gli altri dal poeta Giosuè Carducci,
Le Terme di Arta si trovano al centro della regione alpina della Carnia unendo
così i benefici della medicina termale ad un soggiorno all’insegna del relax in
un contesto naturale che invita a lunghe passeggiate alla scoperta delle risorse
naturali e culturali della zona.
Un po’ di storia
Il ritrovamento dei resti di una piscina termale nella zona di Zuglio, un tempo
chiamata Julium Carnicum, testimonia la conoscenza delle terme di Arta già in
epoca romana, più precisamente nel 52 a.C., durante la quale l’acqua veniva chiamata
“Julia” o “Putens” (per via del caratteristico odore simile a quello generato
dalle uova marce, indice della presenza di idrogeno solforato) e convogliata dalla
fonte alle terme per mezzo di una conduttura i cui resti sono ora conservati nel
Civico Museo Archeologico di Zuglio. Distrutte le terme in seguito all’invasione
degli Unni prima e dei Longobardi poi, si sentirà parlare ufficialmente della
Fonte di Arta solamente nel 1400, nel manoscritto “De antiquatatibus Carniae Historia”
di Fabio Quintilliano Ermacora da Tolmezzo; una prima analisi chimica viene invece
effettuata nel 1811 e nel 1870 edificato il primo stabilimento termale grazie
all’iniziativa di Giovanni Pellegrini, attirando nel giro di pochi anni l’attenzione
della nobiltà friulana e veneta, ma anche di Giosuè Carducci che qui soggiornò
per un ciclo di cure durante l’estate del 1885. Come molti altri centri termali
italiani, anche quello di Arta fu distrutto durante un conflitto: nel suo caso
avvenne durante la I guerra mondiale con la conseguente invasione dell’esercito
austro-tedesco. Arta dovette quindi aspettare gli anni ’60 perché le sue risorse
termali fossero nuovamente utilizzate: un primo stabilimento fu edificato su progetto
dell’architetto Valle e una nuova struttura vi fu affiancata nel 1982, stavolta
progettata dall’architetto Varnier. Un terzo stabilimento – chiamato “Palazzo
delle acque” - sarà ultimato entro il 2008 e dotato di strutture per la riabilitazione
e il wellness, una palestra riabilitativa, saune, bagni turchi e relax.
Le acque
L’acqua Pudia delle Terme di Arta sgorga dalla sorgente alla temperatura di 9°C
ed è classificata come acqua minerale solfato-calcico-magnesiaco-solfurea. In
quanto sulfurea, essa agisce sul sistema neurovegetativo con un aumento dei meccanismi
di difesa e antinfiammatori dell’organismo e con effetti benefici nella cura della
psoriasi, delle dermatiti atopiche e dell’acne giovanile. Usata come bibita (cura
idropinica) è efficace nella cura delle patologie dell’apparato digerente; la
presenza di solfato di calcio e di magnesio la rende utile nella cura della stipsi
cronica, grazie all’aumento della velocità del transito intestinale. Bagni, fanghi
e idromassaggi, infine, vengono prescritti in presenza di malattie osteoarticolari
e dermatologiche.
Alle Terme di Arta vengono anche praticati trattamenti termali per i bambini,
in particolare per coloro che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio
e di patologie dermatologiche, per le quali risulta particolarmente efficace l’utilizzo
di acque sulfuree e solfato calcico magnesiache.
Lo stabilimento termale
Le attività della struttura termale di Arta Terme sono suddivise in tre aree
principali, denominate SaluTerme, FisioTermae e Acquadea. Nel reparto SaluTerme,
quello preposto alla medicina termale convenzionato con il Servizio Sanitario
Nazionale, vengono praticate le terapie con le acque e i fanghi termali della
sorgente locale: cura idropinica, crenoterapia inalatoria, cura per la sordità
rinogena, fangobalneoterapia e balneoterapia; a FisioTermae vengono praticate
le cure fisioterapiche e riabilitative integrate con la terapia termale mentre
Acquadea è lo spazio riservato all’estetica e al benessere, suddiviso in varie
sezioni: Dermocosmesi viso e corpo, Benessere, Dimagrimento, Medicina estetica,
Abbronzatura e Profumeria olistica. Disponibili nello stabilimento dei speciali
percorsi messi a punto dallo staff medico delle Terme di Arta tra cui “Benessere
dell’intestino” (indirizzato a chi soffre di stipsi e da rallentato transito intestinale),
“Respiro” per ritrovare il benessere delle vie respiratorie e “Gambe pesanti”
per riattivare i sistemi linfatico e circolatorio e alleggerire quindi gli arti
inferiori dalla stanchezza.
Lo stabilimento delle Terme di Arta è dotato di un ampio ed attrezzato “baby
corner”, ad utilizzo gratuito, dove i bambini possono giocare prima o dopo le
cure a loro riservate o durante le cure riservate ai genitori.
Turismo nei dintorni
La località di Arta Terme si trova all’altezza di 442m nella regione alpina della
Carnia al confine tra il Friuli Venezia Giulia e l’Austria, più precisamente nella
Val Bût, una delle sette valli della regione molto amata, tra gli altri, dal poeta
Giosuè Carducci, che frequentò le Terme e che alla Carnia ha dedicato diverse
poesie tra le quali la celebre “Il comune rustico”.
Da visitare, tra le altre, la località di Zuglio, l’antica Julium Carnicum che
tanta importanza rivestiva nell’epoca romana, come fiorente centro economico e
commerciale grazie alla sua posizione strategica, lungo la via Iulia-Augusta,
che da Aquileia arrivava fino al Norico.
Da non perdere anche una visita del capoluogo della Carnia, Tolmezzo, con splendidi
palazzi settecenteschi, ampie piazze e musei.
Le risorse naturali - gli splendidi panorami montani formati da boschi e da ampi
prati – rendono la Carnia una meta ideale per le attività di trekking e più in
generale per il turismo naturalistico oltre che il turismo sportivo invernale,
grazie alla presenza di rinomate stazioni sciistiche. Arta Terme, in particolare,
è un ottimo punto di partenza per scoprire le bellezze naturali e culturali della
Carnia. Benché non frequentata come il vicino Cadore, la Carnia offre tantissimi
spunti di interesse anche culturale, con numerose testimonianze di architettura
rurale, i resti dei fortini della grande guerra e tante chiesette votive del ‘300
e ‘400 ricche di decorazioni artistiche. Ma sono le gite nelle malghe, nelle casere
e nei rifugi della zona ad attrarre numerosi turisti in Carnia soprattutto nelle
stagioni con il clima più mite, apprezzandone anche la cucina tradizionale e i
prodotti della terra.
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