TERME DI BORMIO
TERME DI BORMIO
Da Plinio il Vecchio a Leonardo Da Vinci, che lo menzionò nel suo Codice Atlantico,
dall’Arciduchessa d’Austria al principe Francesco Buoncompagni Ludovisi di Roma,
Bormio ha rappresentato per secoli una meta ambita e prestigiosa per le sue straordinarie
risorse termali ancor prima che per la bellezza dei suoi paesaggi e per le sue
stazioni sciistiche.
Un po’ di storia
Sono molteplici le testimonianze della conoscenza delle Terme di Bormio nei tempi
antichi: una stele ritrovata nella zona, raffigurante una divinità delle acque,
viene attribuita addirittura agli etruschi e datata V° secolo a.c. (ma alcuni
studiosi sostengono che sia del I° sec. a.c.). Di sorgenti alpine di acqua calda,
presumibilmente localizzate a Bormio, scrive Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis
Historia”. Più preciso è Cassiodoro che in una lettera all’imperatore Teodoro,
all’inizio del sesto secolo d.c., lo informava riguardo le “aquae Burmiae” e le
loro virtù terapeutiche. Nel Medioevo, alcuni monaci gestivano nel luogo un “hospitium
balneorum”, come si evince da alcuni documenti e sempre all’epoca risale l’allestimento
dei “bagni superiori”, oggi detti appunto Bagni Medioevali, situati nei pressi
della sorgente più alta. Un secolo dopo, nel 1492, faceva la sua apparizione a
Bormio Leonardo Da Vinci, che documentò la sua visita nel Codice Atlantico mentre
nel 1495 vi si recò il Duca di Milano, Ludovico il Moro.
La popolarità dei Bagni di Bormio crebbe sensibilmente nel VI secolo quando esistevano
due stazioni balneari, i Bagni Medioevali riservati alle donne e i Bagni Romani
riservati agli uomini. Ampliamenti e ristrutturazioni furono necessari per il
flusso consistente di visitatori, in gran parte viandanti e mercanti di passaggio
per lo Stelvio e l’Umbrail per raggiungere il Tirolo e la Svizzera. Alla fine
del secolo, la Serenissima Arciduchessa d’Austria e l’Arciduca Ferdinando usufruirono
delle proprietà benefiche delle acque, seguiti da moltissimi nobili anche nel
secolo successivo.
Ad un sensibile calo delle frequenze a Bormio nel VIII secolo seguì un rilancio
all’inizio dell’800 quando l’Imperatore Francesco I d’Austria-Ungheria fece costruire
una strada che rendeva più agevole il collegamento con il Nord delle Alpi. Al
vecchio albergo in cui soggiornò Leonardo Da Vinci venne affiancato, nel 1836,
il Grand Hotel Bagni Nuovi mentre furono realizzati i Bagni Imperiali e la straordinaria
Grotta Sudatoria di S. Martino, la cui particolarità consiste nel penetrare nella
montagna per oltre 50m, sino alla sorgente. Nel 1913, quindi, fu costruito l’Albergo
Belvedere in stile liberty, mentre proseguivano le visite di ospiti “eccellenti”
a consolidare la fama di Bormio come località turistico-termale di primissimo
piano, una fama che persiste ai giorni nostri.
Le acque
Le acque termali di Bormio sgorgano da 9 sorgenti situate sulle pendici del monte
Reit ad un’altitudine variabile dai 1280 ai 1420 metri. Sono acque calde, ciò
che le rende particolarmente rare nell’area alpina: a seconda delle stagioni sono
più calde d’inverno, quando l’acqua piovana non riesce a penetrare all’interno
del terreno gelato e a temperatura variabile; la temperatura, in ogni caso, varia
tra i 36 e i 43 gradi.
Sono acque ipertermali, di tipo solfato, alcalino, terrose e radioattive con
qualità disintossicanti, rigeneranti, rilassanti ed antinfiammatorie. L’azione
radioattiva, dipendendo dal gas radon, non è in alcun modo dannosa ma anzi svolge
un’azione sedativa sul sistema nervoso, stimola il sistema vegetativo e, se introdotta
per via orale, dopo aver effettuato i suoi stimoli terapeutici viene eliminata
totalmente per via polmonare.
In particolare le acque della sorgente Cinglaccia, quella che alimenta gli impianti
di Bormio Terme, sono indicate per le malattie della pelle (tra le quali l’acne,
gli eczemi e la psoriasi) e la cura delle affezioni della sfera genitale.
La
cura idropinica risulta efficace per le forme infiammatorie dello stomaco e dell’intestino
mentre il bagno nelle acque termali si rende necessario nell’ambito della riabilitazione
post-traumatica da fratture.
Lo stabilimento termale
Le strutture termali di Bormio sono due, corrispondenti l’una alla prime Terne,
quelle utilizzate già ai tempi degli antichi Romani (“Bagni Vecchi”) ed una ai
Bagni Nuovi, a fianco dell’albergo edificato nel 1836.
I Bagni Vecchi ospitano un Centro Terme e Benessere suddiviso in 6 settori con
36 offerte termali diverse. Il Centro Terme e Benessere è invece suddiviso in
4 settori con 30 servizi. In entrambi i Centri l’acqua termale giunge direttamente
senza che vi venga aggiunto cloro o altre sostanze chimiche.
I due centri estetici dei Bagni di Bormio hanno un’offerta molto vasta di trattamenti
con la possibilità di usufruire delle qualità delle acque termali – i cui sulfobatteri
naturali in sospensione favoriscono un peeling naturale – prima di sottoporsi
a qualsiasi tipo di trattamento estetico o di massaggio.
Da segnalare, anche la Piscina Olimpionica Termale, che è stata costruita nella
metà degli anni ’60 e che per quasi 40 anni ha rappresentato una delle offerte
di punta di Bormio Terme prima che nel 2003 vedessero la luce i nuovi impianti
della zona Benessere, del reparto Riabilitazione e del reparto Fangoterapia.
Turismo nei dintorni
Rinomata località sciistica, oltre che termale, la cittadina di Bormio conserva
testimonianze di periodi storici diversi, così come i suoi dintorni. Ma la sua
caratteristica è quella di trovarsi in una posizione strategica per effettuare
escursioni tra i percorsi più suggestivi delle Alpi, dallo Stelvio (la cui Strada
è proprio ai piedi di Bormio) all’Umbrail e tutte le più famose salite come Gavia,
Mortirolo, Bernina, Foscagno, Forcola, Forno, Fluela e Julier. Più distanti, ma
imperdibili, sono alcune tra le mete più ambite, per bellezza del paesaggio, di
Svizzera ed Austria (St. Moritz, Lugano, Innsbruck, tra le altre). Gli appassionati
di shopping potranno approfittare della vicinanza di Livigno, che è area duty
free mentre la tradizione enogastronomia è bene rappresentata dai vini e dai prodotti
tipici degli antichi borghi della Valtellina.
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