LE TERME LUIGIANELE TERME LUIGIANELa più antica e rinomata stazione di cura della Calabria si trova nell’ampia vallata del fiume Bagni, immersa in una vegetazione ricca di boschi ma vicina al mare. Le alte proprietà curative della acque termali, unitamente alla possibilità di raggiungere facilmente alcune delle più note località marine e luoghi di escursioni naturali, la rendono particolarmente attraente per il turismo del benessere. Un po’ di storia Tra i primi, autorevoli testimoni delle proprietà curative delle acque sulfuree di Guardia vi è Plinio il Vecchio nel I secolo d.c.; durante il Medioevo si continuò a parlarne con varie definizioni come “acquae calidae Tempsae”, “acquae putidae” e “fond calidus”. La prima testimonianza scritta è del 1446, contenuta in una lettera del futuro San Francesco da Paola al nobile Simone degli Alimena nel quale lo ringraziava per aver finanziato il viaggio di una povera donna fino ai “Bagni della Guardia”. A partire dalla fine del VI secolo, gli scritti che citano le terme e ne esaltano le qualità si susseguono finché nel 1850 non viene pubblicato il “Trattato sulle acque termominerali lugane di Guardia Lombarda” ad opera del medico napoletano Giovanni Pagano di Diamante. Si tratta del primo studio scientifico sulle acque sulfuree delle Terme Luigiane ed anche il primo documento che gli attribuisce tale nome, in onore del Principe Luigi Carlo di Borbone, conte di Aquileia, che patrocinò gli studi del medico (non senza interesse, visto che le terme ricadevano nel suo dominio).
L’acqua termale Le acque termali delle Terme Luigiane sono classificate al livello qualitativo 1° Super: ipertermali (la temperatura naturale è di 47 gradi centigradi) esse sono sulfureo-bromo-iodiche, con il più alto grado sofidrometrico d’Italia (173 mg/I). Sgorgano da tre sorgenti calde (la Caronte, la Minosse e la Galleria Calda) che si trovano alla base della dolomitica “Rupe del Diavolo”, detta anche “Dito del Diavolo” e da due sorgenti “fredde” (dai 15 ai 20 gradi centigradi), la Galleria Fredda e la Ferrata. Riscaldate in profondità dai vapori magmatici, le acque si arricchiscono di minerali durante la loro ascesa e poi trasmettono le loro proprietà ai depositi di fango e alle alghe che vi crescono in abbondanza, già ricche di zolfo libero, di vitamine idrosolubili, di proteine, di lipidi e di aminoacidi essenziali (le cosiddette “alghe bianche”). Sono questi i principi attivi che concorrono alla maturazione dei fanghi termovegetali, che vengono usati nella ionoforesi, per le cure estetiche e nella preparazione dei prodotti cosmetici. Le acque sulfureo-bromo-iodiche delle Terme Luigiane possono avere effetti altamente benefici anche per le forme infiammatorie che colpiscono particolarmente i bambini, come le otiti, le adenoiditi, le tonsilliti, le riniti e le faringiti. La balneoterapia, inoltre, giova alla dermatite atopica, anch’essa una ricorrente malattia infantile così come le forme di dismorfismo possono essere corrette precocemente con i trattamenti di chinesiterapia. Lo stabilimento termale
Turismo nei dintorni Le Terme Luigiane sono dette anche “di Guardia Piemontese ed Acquappesa” dal
nome delle due località, distanti dalle terme rispettivamente 5 e 8 chilometri,
un tempo unite amministrativamente ed oggi titolari entrambe dei diritti demaniali
delle acque in proporzione alla loro popolazione. Entrambe meritano una visita
e soprattutto d’estate offrono varie iniziative culturali. Per gli amanti della
natura, si consigliano passeggiate in luoghi come il Bosco della Mortella, il
Parco delle Sorgenti e le gole del Fiume Bagni. Più distanti, ma molto suggestivi
sul piano del paesaggio sono l’Isola di Dino e Maratea (80 chilometri dalle terme)
e la zona boscosa di Fagnano con due laghetti (18 chilometri), nonché l’altipiano
della Sila, il più esteso dell’Italia meridionale, con vette che arrivano quasi
a 2000 metri di altezza.
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