LE TERME DI RICCIONE
TERME RICCIONE
Riccione è la città del divertimento per eccellenza, con il suoi 140 stabilimenti
balneari, i locali e le discoteche tra i più rinomati d’Europa e un’accoglienza
che non ha eguali in Italia. Da diversi anni, però, la cittadina romagnola è diventata
anche un ricercato luogo di benessere, grazie alla ricchezza di risorse termali
le cui proprietà benefiche possono essere apprezzate non solo in un moderno stabilimento
ma anche sulla spiaggia, a contatto con il sole e con la sabbia.
Un po’ di storia
Come per la maggior parte delle terme italiane, anche quelle di Riccione furono
sfruttate dai romani o meglio dai loro cavalli, condotti fin lì dai soldati per
ritemprarli dopo lunghi tragitti o battaglie. Ciò accadeva qualche decennio prima
dell’Era Cristiana mentre nel III secolo d.c. alcuni testi segnalano la presenza
di Diocleziano, primo di una lunga serie di personaggi eccellenti che vollero
saggiare le virtù delle risorse termali di Riccione. Nel 1657 si curò qui, ad
esempio, la Regina Cristina di Svezia, approfittando di una visita ai Signori
di Riccione al Castello degli Agolanti. Ma per tornare ai tempi dei romani va
segnalata la scoperta di una lapide in una cappella votiva non lontano da una
fonte termale che recita: “Viator siste gradum – ab aqua decorata miraculis habebis”
ovvero “Sarai guarito, viandante, se ti fermerai e berrai da quest’acqua miracolosa.”
Le prime analisi delle acque di Riccione furono eseguite nel 1890 dal Conte Felice
Pullè, primo Direttore Sanitario dell’ospedale Ceccarini della città romagnola
ma pur avendo dimostrato l’efficacia dell’acqua ricca di sali minerali nella cura
delle insufficienze epatiche, ciò non incoraggiò ancora la creazione di una struttura
termale funzionale che nacque invece diversi anni dopo e in un primo tempo limitata
alla semplice somministrazione dell’acqua. Il vero sviluppo del centro termale,
quindi, risale solo agli anni ’80, nei quali si sono anche intensificati gli studi
sulle acque e sui suoi benefici, coinvolgendo alcuni dei maggiori atenei italiani
e anche l’Università di Parigi.
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