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LE TERME DI TABIANO

“Scoperte” dalla duchessa di Parma Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone ma conosciute fin dall’antichità, le Terme di Tabiano annoverano un’acqua altamente sulfurea che fin dall’800 è stata utilizzata per diversi tipi di patologie, dalle malattie cutanee ai disturbi ginecologici e respiratori. Tra i suoi assidui frequentatori si annoverano Giuseppe Verdi e Giovanni Verga, prima che lo stabilimento termale diventasse uno dei più qualificati e frequentati d’Europa

Un po’ di storia

Contrariamente a quanto verificatosi con le vicine Terme di Salsomaggiore, le Terme di Tabiano erano conosciute fin dall’antichità, anche se a beneficiare delle sue proprietà furono per secoli quasi esclusivamente gli animali domestici, che venivano condotti fin lì per curare le malattie cutanee. Lo sfruttamento umano iniziò invece verso la fine del ‘700, dopo che furono riscontrati dei forti giovamenti da parte di un mendicante che presentava delle vistose forme di dermatite.

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Pochi anni dopo, all’inizio dell’800, furono effettuati i primi studi scientifici sulle acque che si rivelarono come tra quelle a maggior concentrazione di solfati e gas solfurei d’Europa e del mondo, ciò che spinse gli studiosi a consigliare il loro uso non solo per le malattie cutanee ma anche ad altre patologie di ordine ginecologico o respiratorio. Sulla scia di tali studi, un certo Carlo Pasini di Fidenza (allora chiamata ancora Borgo San Donnino) fece costruire una capanna nei pressi della sorgente, attrezzandola con quattro grandi tinozze di legno. Fu così che vide le Terme di Tabiano la duchessa di Parma Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone e assidua frequentatrice dei bagni termali europei, nel 1837 quando si recò sul luogo su invito del parroco del paese, don Jacopo Calestani. La duchessa restò molto colpita da quella che fino ad allora veniva chiamata popolarmente “acqua puzza” e pochi mesi dopo la sua prima visita acquistò il terreno ove sorgeva la fonte Pergoli (allora chiamata fonte dei Violi) e la donò agli Ospizi Civili di Borgo San Donnino perché vi fosse realizzato uno stabilimento termale. Stabilimento che nacque su disegni dell’architetto Nicola Bettoli (autore, tra l’altro, del Teatro Regio di Parma): si trattava di un edificio composto da un corpo centrale e da due ali laterali simmetriche che conteneva 12 vasche da bagno. Da allora, le Terme di Tabiano hanno conosciuto uno sviluppo inarrestabile, anche grazie alla costruzione di un albergo (originariamente residenza della duchessa Maria Luigia) e di una strada carrozzabile che collegava Tabiano alla più accessibile Borgo San Donnino. Iniziarono anche le frequentazioni eccellenti, da Giuseppe Verdi a Giovanni Verga. Negli anni a cavallo tra l’800 e il ‘900, la proprietà delle terme cambiò più volte e ogni proprietario realizzò delle migliorie, sia dello stabilimento che delle infrastrutture. Nel 1934, infine, il Comune di Salsomaggiore Terme diventò proprietario delle Terme che conobbero una ulteriore trasformazione negli anni ’50 con la costruzione di un nuovo stabilimento e la perforazione del pozzo Arvè, dopo che la fonte Pergoli si era rivelata inadeguata ad una utenza che nel frattempo era cresciuta in modo esponenziale. Dal 2000, le Terme di Tabiano sono una S.p.A. di proprietà del Comune di Salsomaggiore Terme.

Le acque

Proveniente da sorgenti e da pozzi, l’acqua termale di Tabiano è un’acqua fredda, solfureo-solfato-calcio-magnesiaca fortemente mineralizzata, ad alto contenuto di bicarbonato e ad altissimo contenuto di idrogeno solforato. Considerata oggi, come già nell’800, l’acqua più sulfurea d’Europa, essa si forma per un’azione di dilavamento compiuta dall’acqua meteorica di rocce di calcare-cariato che si sono formate nella zona nell’epoca messiniana e giunge alla fonte dopo un lungo percorso durante il quale viene intensamente filtrata. Grazie alla sua miscela di gas e di varie sostanze disciolte – tra le quali solfati, bicarbonato, calcio e magnesio – l’acqua di Tabiano può essere utilizzata per diverse patologie, con effetti sia generali che locali. Particolarmente efficace per la cura e la prevenzione delle malattie dei bronchi, dell’orecchio, del naso e della gola è indicata, grazie alla presenza dei sali minerali, per il trattamento delle affezioni delle vie respiratorie di tipo catarrale, iperreattivo ed allergico ma anche per molte malattie della pelle e per il trattamento delle ustioni. La presenza dello zolfo, unitamente al magnesio e al calcio, la rende quindi utilizzabile anche in ambito estetico, per la salute e la bellezza della pelle. Disponibile anche in commercio – ma acquistabile esclusivamente in farmacia – la bibita favorisce la funzionalità del fegato e potenzia le difese antiossidanti. Nella cura delle faringiti, laringiti e bronchiti catarrali può essere anche nebulizzata per rinforzare gli effetti delle cure inalatorie praticate a Tabiano.

Lo stabilimento termale

Dal primo stabilimento, voluto dalla duchessa Maria Luigia d’Austria a metà del XIX secolo, l’offerta termale di Tabiano ha subito nel tempo molteplici e notevoli trasformazioni. Una seconda struttura nacque intorno al 1875 accanto allo stabilimento adibito ai bagni per la pratica delle inalazioni. Dopo che la proprietà fu passata nel 1885 alla famiglia Corazza, già proprietaria del castello locale, lo stabilimento fu dotato di una facciata in stile liberty mentre un successivo ampliamento fu eseguito prima della Seconda Guerra Mondiale. La storia moderna delle Terme di Tabiano inizia nel 1959, quando fu inaugurato il nuovo stabilimento termale con uno stile che si ispirava all’architettura razionalista. Lo stabilimento prese il nome di Emilio Respighi, che fu direttore sanitario delle terme dal 1887 al 1912 e contribuì più di altri alla sua affermazione. Nel 1998 fu quindi operato un ultimo, al momento definitivo, ampliamento su progetto dell’architetto Marco Dezzi Bardeschi che comprese anche l’allestimento di un reparto pediatrico invernale che ha consentito alle Terme di poter operare tutto l’anno. Contestualmente è stato scavato un nuovo pozzo a pochi metri dal pozzo Arvè (Arvè 1 bis). 
All’interno dello stabilimento, ove hanno luogo i centri specialistici e vengono praticate tutte le terapie termali, vi è un reparto specifico per la prevenzione e la cura dei problemi di natura dermo-cosmetologica. Lo stabilimento ospita infine un Centro Benessere chiamato T-Spatium che include a sua volta uno Spazio Orientale con proposte che spaziano dal massaggio shiatsu al massaggio ayurvedico, dal massaggio hot stone a quello tailandese e alla riflessologia cinese.

Turismo nei dintorni

La cittadina di Tabiano è caratterizzata dalla presenza di un Castello fatto costruire dai marchesi di Pallavicino attorno al quale sono sorte le abitazioni: l’insieme di queste ultime viene quindi chiamata “Tabiano Castello” per distinguerla da “Tabiano Bagni”, che è l’area sorta attorno allo stabilimento termale. Al centro della provincia parmense, Tabiano è un punto di partenza per diversi itinerari di grande interesse sia naturalistico che artistico, comprendente percorsi dell’Appennino e della Bassa Parmense e i numerosi castelli, regge, rocche e ville che testimoniano la ricchezza delle corti del Ducato che fu dapprima dei Farnese, poi dei Borbone e quindi affidato alla Duchessa Maria Luigia d’Austria. Tra i luoghi più interessanti vi è Fidenza con il suo Duomo romanico ma valgono senz’altro una visita la Reggia di Colorno, la Rocca Sanvitale di Fontanellato, le rocche di Soragna e di Bardi, i castelli di Torrechiara e Montechiarugolo. E, naturalmente sono d’obbligo, per chi soggiorna a Tabiano, una tappa a Parma e una Busseto, la città di Giuseppe Verdi.

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