Scoperte casualmente nel 1337, in seguito all'improvvisa guarigione di
bovini colpiti da un'epidemia, le proprietà terapeutiche di queste acque
termali furono accertate definitivamente nel 1830 e poco dopo fu costruito
il primo stabilimento. La struttura attuale risale al 1980.
Le acque sono sulfuree e salso-bromo-iodiche e scaturiscono da numerose
sorgenti che hanno specifiche applicazioni terapeutiche: le patologie
infiammatorie, linfatiche, tiroidee, ginecologiche, respiratorie,
muscoloscheletriche, neurovegetative, circolatorie, otorinolaringoiatriche
ed odontostomatologiche sono curate con bibite, bagni, docce, inalazioni,
irrigazioni e soprattutto fanghi ottenuti con la macerazione di argilla,
tratta dalle cave di San Martino in Pedriolo, nelle acque
salso-bromo-iodiche. Il complesso termale è dotato di un reparto di
riabilitazione e di un recentissimo centro di estetica e benessere.
La località termale, già interessante sotto il profilo storico-artistico, è
dotata di attrezzature ricreative e sportive tra cui un campo da golf a 18
buche.