IDROPINOTERAPIA
L'idropinoterapia è la metodica di somministrazione di acqua minerale per bibita
a scopo terapeutico.
La cura consiste nel bere determinate quantità di acqua minerale ad una data
temperatura, orario di assunzione, tempo di bevuta e ritmo giornaliero della bevuta
(intervallo di tempo da rispettare tra una bevuta e l'altra).
Questo particolare apporto idrico necessita di una prescrizione medica con visita.
In tempi a noi più vicini è sorta l'esigenza di effettuare questo tipo di cura
anche a domicilio, spesso come complemento a cicli terapeutici termali, soprattutto
in presenza di patologie recidivanti e ad andamento cronico (es.: calcolosi delle
vie urinarie ed iperuricemia).
Tuttavia l'esperienza clinica e sperimentale concordano nell'attestare che la
cura idropinica effettuata presso la stazione termale non solo trova una più consona
collocazione ma soprattutto è in grado di raggiungere risultati terapeutici più
significativi ed incisivi.
E' indubbio che la possibilità di praticare le cure idropiniche in prossimità
delle sorgenti consenta lo sfruttamento di tutte le qualità peculiari e salienti
dell'acqua minerale senza alcun tipo di dispersione o deterioramento del mezzo
(es.: idrogeno solforato, gas disciolto che si volatilizza rapidamente) e permetta
di associare alla cura gli effetti del clima.
Da ultimo bisogna considerare un aspetto fondamentale: l'idropinoterapia in stazione
termale non è da intendere solo come una assunzione idrica, seppure adeguata ed
ottimale da un punto di vista terapeutico ma, per la presenza di personale medico
competente, diventa un momento di educazione nutrizionale in relazione ad un corretto apporto idrico sia quantitativo che qualitativo.
Alle terme è inoltre possibile ottenere un maggiore adattamento da parte
del paziente nei confronti della terapia ed il paziente stesso può essere seguito
costantemente nella cura dal medico.
La cura idropinica può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, ovviamente
nel rispetto della fase termale.
Il ciclo di cura non dovrebbe essere inferiore a due settimane; in alcuni casi
(non rari) è consigliabile un ciclo protratto fino ad un mese ed oltre. In alcuni
casi per alcuni tipi di acqua possono essere utili particolari trattamenti dell'acqua
prima del suo utilizzo come bibita; ad esempio può essere utile modificare la
temperatura: un riscaldamento a bagnomaria o con metodiche a scambio di calore
fino ad un massimo di 25-30 C° può favorire la tollerabilità dell'acqua e renderne
più appetibile il sapore.
Con il riscaldamento, inoltre, si possono talvolta ridurre le manifestazioni
di nausea, pirosi o vomito da fenomeni irritativi a livello gastrico. Secondo
alcuni studi il riscaldamento di acque utilizzate in terapia a scopo lassativo
può favorire e potenziare l'azione catartica attraverso la stimolazione di riflessi
neurovegetativi.
Per quanto riguarda le acque arsenicali-ferruginose, essendo spesso molto concentrate vengono impiegate in terapia previa diluizione.
In genere le acque impiegate per idropinoterapia vengono assunte a digiuno il
mattino o comunque lontano dai pasti, a digestione ultimata. Questo accorgimento
consente la non interferenza con i processi digestivi e favorisce e potenzia le
azioni biologiche e gli effetti terapeutici indotti dalle acque minerali ingerite
(es.: azione peristaltogena intestinale delle acque ipertoniche, rapido assorbimento
delle oligominerali, azione tampone delle bicarbonate, etc.).
Per quanto riguarda l'azione diuretica, oltre alla prescrizione a digiuno, viene
spesso indicata l'assunzione dell'acqua minerale nelle ore serali per ridurre
la tendenza alla concentrazione urinaria di litogeni durante la notte (es.: acido
urico, microorganismi, sali di calcio, etc.).
L'idropinoterapia in stazione termale si accompagna molto frequentemente a passeggiate
nei parchi delle terme in quanto la prescrizione deve tenere conto anche ed in
particolar modo delle necessità e delle esigenze del paziente e del suo benessere
generale al quale concorrono le influenze dell'ambiente termale nel suo complesso.