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METODICHE IRRIGATORIE

Le irrigazioni consentono di far pervenire l'acqua minerale, a diversa pressione e temperatura, ed i gas termali a diretto contatto delle superfici mucose di alcuni organi ed apparati, sfruttando il sinergismo d'azione terapeutico ottenuto dalle proprietà fisiche dell'acqua minerale impiegata associate alle sue proprietà farmacologiche.
Si distinguono:

  • irrigazioni vaginali
  • irrigazioni nasali e rinofaringee
  • irrigazioni orofaringee
  • irrigazioni intestinali.

Irrigazioni vaginali

Le irrigazioni vaginali utilizzano irrigatori dotati di controllo della temperatura (37-40 °C) e della pressione di caduta dell'acqua minerale. L'acqua minerale viene introdotta in vagina utilizzando cannule vaginali sterili monouso collegate all'irrigatore tramite un raccordo in gomma; per ogni applicazione sono impiegati circa 2-5 litri di acqua in una durata complessiva di circa 15-20 minuti.
Circa le indicazioni terapeutiche alle irrigazioni vaginali si ricordano che le azioni antiinfiammatorie, antisettiche, decongestionanti e detergenti possedute dalle acque vengono utilizzate per combattere processi infiammatori cronici vaginali, del collo dell'utero, dell'endometrio, delle salpingi e per la prevenzione di fenomeni cicatriziali ed aderenziali che possono causare sterilità di tipo funzionale o meccanico (sterilità tubarica, uterina, etc.).
E' sata evidenziata anche un'azione regolatrice e normalizzatrice, svolta soprattutto dalle acque salsobromoiodiche, sulla funzionalità ovarica attraverso una stimolazione di tipo ormonale, con azioni terapeutiche sulle irregolarità mestruali pre e post-menopausali e sulle involuzioni post-menopausali fisiologiche della mucosa vaginale.
Effetti utili delle irrigazioni vaginali si hanno inoltre negli esiti di interventi chirurgici sull'apparato genitale femminile.

Irrigazioni nasali

L'irrigazione nasale consiste nell'immissione di soluzioni idrominerali nelle cavità nasali attraverso una sonda. Questa metodica viene comunemente praticata mediante l'uso di un apparecchio situato sopra ad un ampio lavabo di raccolta. L'apparecchio è provvisto di un vaso graduato per l'acqua, di un

Docce nasali micronizzate

La doccia nasale micronizzata è una metodica terapeutica di relativa recente introduzione nella pratica termale. Nasce dall'esigenza di garantire una maggiore penetrazione del mezzo termale in cavità difficilmente accessibili quali i seni paranasali compresi i meati ed il labirinto etmoidale. Tale tecnica permette inoltre un adeguato trattamento della mucosa delle fosse nasali e del rinofaringe con notevole riduzione degli effetti algici spesso legati all'irrigazione classica. Per questo motivo va preferita nelle forme di marcata iperreattività delle mucose.
La tecnica consiste nell'immissione a pressione nelle fosse nasali di acqua minerale nebulizzata costituita da grosse particelle acquose (circa 20-30 micron di diametro).
Si esegue facendo aderire alle narici un'apposita ampolla (rino-jet) collegata all'apparecchio tramite tubi di gomma in grado di immettere il getto di nebbia a temperatura ambiente nelle fosse nasali e di raccogliere le secrezioni reflue scaricandole all'esterno.
Studi condotti con l'utilizzo di isotopi radioattivi hanno confermato la penetrazione delle particelle nelle cavità paranasali. L'effetto terapeutico aspecifico, come quello dell'irrigazione, è legato alla detersione delle secrezioni comprese quelle mucopurulente e crostose, all'azione trofica, decongestionante e mucolitica. A queste si aggiungono le azioni specifiche delle acque impiegate.
Per quanto sia pratica comune ricorrere alle docce micronizzate qualora esista un'intolleranza o una difficoltà di esecuzione dell'irrigazione, esistono alcune differenze di indicazione.
La nebbia micronizzata possiede maggiori capacità di penetrazione è quindi da preferire nelle affezioni delle cavità paranasali e delle tube di Eustachio.
Le irrigazioni nasali hanno un più spiccato potere di detersione e di asportazione meccanica delle secrezioni, sono inoltre più efficaci sulle alterazioni trofiche e vasomotorie della mucosa, vanno quindi preferite nelle rinopatie croniche soprattutto se associate a componenti allergiche o vasomotorie.

Irrigazioni orali (gengivali, faringee)

La tecnica dell'irrigazione orale utilizza un apparecchio irrigatore analogo a quello descritto per le tecniche precedenti, collegato a cannule sterili monouso di diversa forma (irrigatori orali).

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Alcuni tipi di irrigatori hanno fori multipli rivolti verso i singoli gruppi dentali in modo da emettere un getto dell'acqua a spruzzo verso tutta l'arcata. Per la terapia si utilizzano circa 5-6 litri /minuto di acqua minerale, alla pressione media di 1,7 atmosfere ed alla temperatura (media) di 42-47 °C esercitando in questo modo un'azione meccanica debole. Altri tipi di irrigatori utilizzano invece un getto d'acqua a pressione decisamente superiore e con una portata fino a 8 litri/minuto, esercitando un'azione meccanica di massaggio particolarmente intensa. Questo sistema può essere applicato per tempi più brevi (5-10 minuti).
Le indicazioni sono rappresentate soprattutto da parodontosi e parodontopatie croniche, come mezzo terapeutico coadiuvante altri presidi specialistici.
E' stato dimostrato anche un miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica e del metabolismo tissutale con riduzione dell'infiammazione, aumento dello scambio di metaboliti tra sangue e cellule ed aumentato apporto di ossigeno. Sono inoltre favoriti la pulizia degli spazi interdentali, degli attacchi ortodontici delle protesi e dei bloccaggi parodontali. L'impiego delle acque minerali consente di sfruttare le azioni biologiche specifiche esercitate dai mineralizzatori contenuti.

Irrigazioni intestinali
La tecnica irrigatoria viene impiegata anche per far pervenire l'acqua minerale a contatto con la superficie mucosa del grosso intestino. Secondo le caratteristiche della metodica si distinguono quattro tipi di irrigazioni intestinali:

  • doccia rettale
  • proctoclisi
  • microclisma
  • enterocleaner (bagno intestinale)

Accanto alle azioni locali a livello della parete intestinale è stato ipotizzato che gli elementi contenuti nell'acqua minerale possano oltrepassare la mucosa intestinale e, attraverso il circolo portale, raggiungere il distretto epatico. Sarebbe pertanto possibile realizzare un intervento analogo all'idropinoterapia con assorbimento di sostanze terapeuticamente attive a livello sistemico.

Doccia rettale
La doccia rettale viene attuata mediante l'introduzione di sonda di Nelaton, alla quale viene convogliata l'acqua termale, attraverso l'orifizio anale del paziente seduto su un apposito vaso. 
L'acqua minerale, introdotta alla temperatura media di 37-38 °C riempie a poco a poco l'ampolla rettale fino a determinare, per azione essenzialmente meccanica, lo stimolo all'espulsione delle feci eventualmente presenti. La tecnica viene poi ripetuta in modo tale che, con progressive immissioni, l'acqua risalga sempre più in alto, giungendo a contatto con la mucosa del colon.
Le azioni terapeutiche dipendono dal tipo di acqua minerale impiegata; le indicazioni principali sono la cura di alcune colonpatie croniche e la stipsi cronica semplice su base sia atonica che spastica.

Proctoclisi
Questa metodica utilizza un irrigatore, posto all'altezza di circa 50-60 cm dal piano del lettino, provvisto di un raccordo in gomma nel quale è interposta una apposita ampolla contagocce. All'estremità del tubo è applicata una sonda sterile che viene introdotta nel retto. Questa metodica viene impiegata con la tecnica "goccia a goccia" per ottenere un assorbimento dell'acqua da parte della mucosa. Le indicazioni terapeutiche sono essenzialmente patologie croniche dell'ultima porzione del colon (colon discendente, ampolla rettale, retto). Viene impiegato comunemente anche nella stipsi cronica in associazione alle metodiche evacuative.

Microclisma
Il microclisma è simile ad un piccolo enteroclisma con utilizzo di modeste quantità di acqua minerale (100-400 ml) alla pressione di 50-80 cm d'acqua ed alla temperatura di 36-38 °C.
Il suo impiego è indicato nella stipsi cronica semplice, nel colon irritabile, nelle colonpatie croniche e subacute, nelle proctiti irritative e nei postumi di pelviperitoniti.

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