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PELOIDOTERAPIA

I peloidi (fanghi)

Tutti i materiali utilizzati a scopo terapeutico sotto forma di impacchi e che sono costituiti da una mescolanza, naturale od artificiale, di un'acqua minerale con materie organiche e/o inorganiche sono denominati peloidi. L'International Society of Medical Hydrology classifica i peloidi secondo la componente solida di origine, l'acqua minerale e le condizioni di maturazione. Si distinguono essenzialmente due tipi di peloidi: i peloidi naturali vengono utilizzati in terapia direttamente come si trovano in natura; nei peloidi preparati (o artificiali) le due componenti (fase solida e fase liquida) devono essere mantenute a contatto prima dell'utilizzo. In particolare i fanghi, sicuramente i più diffusi, sono caratterizzati da peculiari proprietà fisiche:

  • Capacità calorica o indice di ritenzione del calore: è una proprietà posseduta in funzione del potere di accumulo e di inibizione della dispersione del calore.   
  • Plasticità: esprime il grado di malleabilità del fango e la sua capacità di essere plasmato e quindi di aderire alla superficie corporea. Questa proprietà è in relazione con il numero e le dimensioni delle particelle della componente solida: un'argilla è tanto più plastica quanto maggiore è il numero delle particelle che la compongono e quanto minore è la loro dimensione. La plasticità di un fango è anche direttamente proporzionale alla sua capacità di trattenere acqua mantenendo la consistenza necessaria all'applicazione.
  • Potere di assorbimento e di scambio ionico: la presenza di granuli minuti conferisce alle argille un'enorme superficie di contatto. Gli ioni, l'acqua e le sostanze organiche ed inorganiche dotate di carica polare si collocano tra gli interstizi dei cristalli argillosi. Tanto più la struttura granulare è fine, tanto più facile risulta inoltre la formazione di sistemi colloidali in fase di maturazione del fango. La particolare conformazione cristallina dei granuli permette a sua volta lo scambio ionico tra la componente solida e l'acqua minerale: processo reversibile per cui cationi ed anioni vengono scambiati tra le due fasi (solida e liquida) e, nel campo dell'applicazione terapeutica, tra il fango e la cute.

I fanghi

Il fango è una melma ipertermale o ipertermalizzata derivante dall'intima commistione di una componente solida con una componente liquida (acqua minerale) ed utilizzato in terapia sotto forma di "impacco". La componente solida comprende generalmente una parte inorganica ed una parte organica. La Componente inorganica dei fanghi è costituita principalmente da argilla, agglomerato di minerali allo stato cristallino (silicati, idrati di alluminio colloidale), sotto forma di granuli estremamente fini. Alla particolare struttura cristallina dell'argilla sono legate molte delle proprietà fisiche descritte in precedenza. La componente organica comprende: microflora (batteri, alghe, diatomee, protozoi, etc.), microfauna, humus, composti humo-minerali ed altri componenti organici di diversa natura derivanti principalmente dalla fase di maturazione dei fanghi stessi o dal loro precedente utilizzo (detriti cellulari, secrezioni, etc.). Nella componente liquida distinguiamo l'acqua contenuta nel fango vergine (acqua che impregna il fango nel giacimento di origine) dall'acqua minerale nel quale viene fatto maturare il fango. Per i fanghi sorgivi o di salsa non sussiste tale differenziazione. Le acque minerali, oltre che con i mineralizzatori, contribuiscono al processo di maturazione anche attraverso l'apporto di microorganismi ed alghe (componente organica).

Classificazione dei fanghi

Esistono diverse classificazioni che tengono conto dell'origine geologica del fango vergine o della componente solida dei fanghi, dell'acqua minerale con cui sono commisti e delle modalità di impiego in campo terapeutico:

In rapporto alla componente liquida
Secondo la qualità dell'acqua minerale con la quale il fango sgorga alla sorgente oppure viene messo a maturare si possono distinguere tante varietà di fanghi quante sono le acque minerali; es.: fanghi solfurei, fanghi salsobromoiodici, fanghi arsenicali-ferruginosi, fanghi oligominerali, etc.
Fango rigenerato
E' così denominato il fango già utilizzato in terapia e successivamente reinserito nel processo di maturazione. E' ricco di detriti cellulari e prodotti di secrezione di origine cutanea che, in seguito al processo di maturazione possono, a parere di alcuni Autori, attribuire particolare valore biologico e terapeutico al fango.

Maturazione dei fanghi

Per maturazione di un fango si intende un insieme di fenomeni chimici, chimico-fisici e biologici cui vanno incontro il fango cosiddetto "vergine" e l'acqua minerale ad esso commista durante la permanenza in apposite vasche (6 mesi - 1 anno). Durante questo periodo si verificano numerosi processi:

  1. la transmineralizzazione: consiste nell'integrazione tra il fango e l'acqua minerale con scambio di mineralizzatori e di ioni; molta importanza rivestono in questo procedimento la struttura delle micelle della componente inorganica e della componente organica con le loro cariche elettriche, i processi di idratazione di tali micelle ed i processi di assorbimento di ioni plurivalenti.
  2. La rielaborazione di sostanze organiche.
  3. Modificazione delle caratteristiche organolettiche.
  4. Variazione di alcuni parametri fisico-chimici del fango maturo rispetto al fango vergine originario

Tecnica di applicazione del fango

La fangoterapia viene effettuata in stazione termale in appositi camerini. Il paziente accede alla terapia preferibilmente al mattino e comunque a digestione ultimata. L'applicazione del fango sulla superficie corporea è affidata a personale esperto che segue le direttive indicate dal medico termale; il fango viene uniformemente distribuito sulla superficie cutanea della regione o delle regioni da trattare in uno spessore di circa 3-10 cm., alla temperatura di 45-50 °C. Il paziente viene successivamente ricoperto da lenzuola, tele cerate e coperte per ridurre la dispersione del calore. La durata di ogni applicazione è di 15-20 minuti. In rapporto all'estensione ed alla sede della fangatura sulla superficie corporea si distinguono vari tipi di applicazione:

  • Fango generale: l'impacco copre tutto il corpo ad eccezione della testa, della regione anteriore del collo e dell'area toracica precordiale; può essere lasciato libero un arto superiore per eventuali controlli pressori, terapie di emergenza, richieste di assistenza o soccorso (campanello).
  • Fango parziale: può interessare singole articolazioni o distretti corporei.
  • Fango addominale: posizionamento del fango in modo da coprire le regioni lombari ed addominali (es.: fango epatico, fango a "mutandina").

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Al termine della seduta il paziente si sottopone ad un bagno o ad una doccia di pulizia con acqua di rete o minerale, alla temperatura di 37-40 °C. Successivamente si trasferisce in una cabina (singola o per più persone) dove, opportunamente coperto, soggiorna per circa 30-60 minuti in posizione sdraiata o semisdraiata. Questa fase della terapia viene definita "reazione". Durante questo tempo continuano le reazioni biologiche indotte dalla fangatura, gli adattamenti delle funzioni corporee allo stress e l'azione terapeutica complessiva del fango.  L'effetto più evidente è costituito dalla intensa sudorazione che comincia durante l'impacco di fango e continua nel periodo di reazione. Un ciclo di fangoterapia comprende in media 12-15 applicazioni a cadenza giornaliera, fino ad una durata massima di tre settimane.

Meccanismi d'azione ed effetti biologici della fangoterapia

Gli effetti della fangoterapia vengono suddivisi in locali (azioni svolte a livello della sede di applicazione) e generali (azioni a livello di tutto l'organismo).  A loro volta le reazioni generali indotte dalla fangoterapia possono influire sulla risposta locale. Vi è quindi un rapporto biunivoco tra i due meccanismi ed una somma di azioni. Un'altra suddivisione distingue gli effetti specifici della fangoterapia, legati essenzialmente al particolare tipo di acqua minerale contenuta nel fango (azione specifica attribuita ai singoli mineralizzatori ed ai gas presenti nell'acqua minerale) e gli effetti aspecifici attribuiti fondamentalmente all'azione biologica e terapeutica del calore (termoterapia) ed alle altre proprietà fisiche proprie della metodica e del mezzo impiegati. Per la trattazione delle azioni specifiche rimandiamo ai capitoli relativi alle acque minerali.

Gli effetti biologici e terapeutici sono fondamentalmente riconducibili a:

  • azione antiinfiammatoria;
  • azione analgesica;
  • azione miorilassante;
  • azione eutrofica;
  • aumentata resistenza verso le noxae patogene esogene ed endogene;
  • azione di stimolo su numerosi processi metabolici;
  • effetti sulla cenestesi generale;
  • altri.

Altri peloidi

Limi

I limi sono, al pari dei fanghi, delle melme ipertermali od ipertermalizzate costituite da una componente solida essenzialmente inorganica e da una componente liquida rappresentata da acqua di mare o acqua minerale (soprattutto solfurea). La componente solida è composta prevalentemente da materiale minerale con una quota di sostanze organiche (vegetali ed animali) depositatesi sul fondale di lagune e di laghi salati e da detriti trasportati dall'acqua corrente (limi di fiume) nonché da sostanze provenienti dai terreni circostanti. Tutti i limi, prima dell'impiego terapeutico, subiscono un processo di ipertermalizzazione e vengono utilizzati sotto forma di impacchi con tecnica di preparazione ed applicazione simile a quella dei fanghi. Può anche essere utilizzato il metodo di applicazione "a camicia". Grazie infatti all'intenso colore scuro che caratterizza i limi, è possibili esporre il paziente all'azione diretta dell'energia radiante del sole.

Sapropeli

Etimologicamente "melme putrefatte", sono a componente solida mista (organica ed inorganica) commista a componente liquida rappresentata da un'acqua termale o di mare ed utilizzati dopo opportuna ipertermalizzazione, sotto forma di impacchi. La componente liquida più utilizzata è l'acqua solfurea; può essere impiegata anche acqua di mare o clorurata artificialmente; raramente viene impiegata l'acqua dolce. La loro preparazione per l'impiego terapeutico e le modalità di applicazione sono analoghi a quelle dei limi. Sono utilizzati soprattutto nei Paesi scandinavi, in Russia ed in Germania.

Torbe

Le torbe sono peloidi derivati dalla lenta trasformazione di sostanze organiche di natura prevalentemente vegetale entro bacini lacustri, palustri o marini. Passando dai fanghi ai limi, ai sapropeli ed alle torbe, si assiste ad un progressivo aumento della componente organica che nelle torbe può raggiungere percentuali molto elevate (70-90%). Le torbe vengono considerate il primo gradino del processo di carbonizzazione dei vegetali.  Secondo i vegetali che la originano, l'età del bacino e la natura geologica, l'intima struttura della torba varia notevolmente.  Solamente alcune torbe vengono impiegate in terapia medica. Le più utilizzate sono le torbe di cava che, essendo costituite da materiale pastoso-fibroso, necessitano di una adeguata preparazione prima dell'uso. Per il trattamento si utilizzano vasche in acciaio smaltato o ceramica; il tempo di applicazione è di circa 20 minuti alla temperatura di 37-39 °C. Un'altra metodica di applicazione è quella dell'impacco. Il ciclo terapeutico dura 15-20 giorni, con 1 giorno di riposo ogni 3 di cura come per i limi.

Bioglee

Le bioglee sono peloidi di aspetto gelatinoso a composizione organico-minerale; la parte organica è costituita soprattutto da mucillagini unite a sostanze polisaccaridiche, lipidiche, vitaminiche, ormonali (estrogeni), minerali, bitumose, etc.. In rapporto alle caratteristiche dell'acqua si possono trovare anche varie classi di batteri (es.: ferrobatteri), protozoi, amebe, diatomee, alghe ed altri microorganismi. La componente inorganica minerale comprende materiale siliceo, sali derivati dall'acqua minerale e dalle rocce su cui le bioglee si sviluppano e vegetano. La maggior parte delle bioglee si forma quando l'acqua minerale viene a contatto con l'aria ed il suo flusso è parzialmente rallentato. Le metodiche e le modalità di applicazione delle bioglee sono analoghe a quelle descritte per i peloidi in genere.

Muffa

Le muffe sono peloidi naturali organici vegetali formati da una componente solida rappresentata essenzialmente da alghe e da una componente liquida costituita da acqua solfurea. Il termine muffa è improprio in quanto nella composizione del peloide prevalgono alghe frammiste a batteri e protozoi. La componente organica può comprendere aminoacidi e glucidi. La coltivazione avviene su apposite scalinate a piani inclinati sopra i quali scorre l'acqua solfurea a flusso lento e laminare. Giunti a completa formazione, i blocchi, denominati placente (superficie di circa 600 cm2 e spessore di circa 5 cm), previa termalizzazione in acqua solfurea (45-48 °C), vengono applicati sotto forma di impacchi. In Italia sono note le muffe delle terme di Vinadio e Valdieri.

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